Fecondazione assistita e 'esilio procreativo'. Convegno Idv a Roma
La legge 40 sulla fecondazione assistita torna nei tribunali e promette di riaccendere il dibattito in Parlamento, mentre le coppie che vanno all'estero per avere fecondazione eterologa e diagnosi preimpianto, entrambe proibite in Italia, parlano di 'esilio procreativo'.
Dopo mesi di relativo silenzio, le questioni aperte della legge 40 sono tornate alla ribalta ieri a Roma, nel convegno sulla fecondazione artificiale organizzato da Italia dei Valori (Idv) e Societa' italiana di fertilita' e sterilita'.
- NUOVI RICORSI: sono dieci dieci ricorsi d'urgenza contro il divieto della diagnosi preimpianto previsto dalla legge 40 sulla fecondazione artificiale e sono stati depositati nei tribunali di Bologna (cinque), Milano (tre), Firenze (uno) e Torino (uno).
Otto gli avvocati che li seguono, gratuitamente per le coppie, per conto di nove associazioni di pazienti (che si fanno carico dei costi) e quattro centri. I ricorsi sono in attesa del rinvio alla Corte Costituzionale e riguardano casi in cui c'e' rischio di impiantare embrioni affetti da gravi malattie ereditarie.
- CHIAREZZA SU DIAGNOSI PREIMPIANTO: la chiede l'on. Antonio Palagiano (Idv). 'Oggi di fatto - ha rilevato - l'attivita' dei centri in questo campo e' sospesa perche' non c'e' chiarezza in merito da parte dello Stato'.
- ADOZIONE PRECOCE: e' l'adozione dei 3.415 embrioni in sovrannumero ottenuti con la fecondazione artificiale, congelati e non piu' riconosciuti dalle coppie. La prevede la proposta di legge che l'Idv intende presentare in settimana, firmata da Palagiano, Massimo Donati e Silvana Mura. La proposta prevede di rendere operativa la Biobanca per la crioconservazione degli embrioni abbandonati presso l'ospedale Maggiore di Milano.
Secondo la proposta, che prevede un tentativo per trasferire in utero un embrione, possono adottare gli embrioni coppie di individui di sesso diverso, sposati o conviventi da almeno due anni. Per il ginecologo Carlo Flamigni, 'rischia di essere una grande battaglia di civilizzazione per ottenere un risultato molto modesto': degli embrioni abbandonati, solo il 15%-16% potrebbe portare a una gravidanza.
- ITALIA FANALINO CODA IN UE E USA: in Italia un bambino su cento nasce con tecniche di fecondazione artificiale, contro un bambino su 30 in Europa. Secondo il Registro nazionale sulla fecondazione assistita i nati in provetta in Italia sono stati 7.514 nel 2006 su un totale di 554.744 nuovi nati. L'eta' media delle donne che accedono alla fecondazione artificiale tende costantemente a salire e oggi e' pari a 35,6 anni. C'e' disparita' anche nelle percentuali di gravidanze ottenute: il 21% in Italia contro il 27% dell'Europa e il 40% degli Stati Uniti. Si calcola che dall'introduzione della legge 40 le possibilita' di avere una gravidanza sono diminuite dal 25% del 2003 al 21% del 2006, ed e' aumentata la possibilita' di parti multipli dal 22% del 2003 al 24% del 2006.
- ESILIO PROCREATIVO: e' il termine proposto da dal direttore della Clinica della fertilita' dell'universita' americana di Yale, Pasquale Patrizio, sulla base delle osservazioni fatte dalle stesse coppie. La proposta del nuovo termine, accolta dagli esperti italiani, sara' pubblicata sulla rivista internazionale Ferility and Sterility dallo stesso Patrizio e dall'antropologa di Yale Marcia Inhorn. Nel frattempo sui viaggi della provetta mancano dati ufficiali, ma statistiche fornire da singoli centri esteri mostrano un aumento costante, soprattutto verso la Spagna, ma sono sempre piu' piu' ambiti i Paesi dell'Est, dove i prezzi sono piu' accessibili
COMMENTI
Serve una nuova norma per definire il destino degli embrioni abbandonati. Questo l'auspicio del presidente dell'Istituto superiore di sanita' (Iss), Enrico Garaci. "Se infatti - spiega in una nota - esperti legali hanno indicato che il decreto ministeriale 4-8-2004 (Norme in materia di procreazione assistita) non elimina i problemi legati alla proprieta' degli embrioni in mancanza di una dichiarazione esplicita della coppia, l'Iss e' in attesa di ulteriori chiarimenti al riguardo".
"Sotto questo profilo - auspica Garaci - sarebbe anzi opportuno un ulteriore intervento normativo per evitare eventuali contenziosi legali". A proposito dei costi economici del trasferimento nella Biobanca di Milano degli embrioni abbandonati, stimabili in circa 300.000 euro, il presidente dell'Iss precisa: "Affinche' tale costo sia economicamente giustificato, e' necessario che la grande maggioranza degli embrioni possa essere trasferita, lasciandone depositata nei centri di riproduzione assistita solo una minoranza".
'La legge 40 e' una buona legge, e non e' vero ne' che i parti di bambini 'in provetta' sono calati, ne' che sono aumentati i parti multipli'. Il sottosegretario al Welfare Eugenia Roccella sottolinea l'efficacia della legge sulla procreazione assistita. 'Si confondono le patate con le mele - sbotta la Roccella, interpellata dall'Agi - perche' i dati del 2003 non sono attendibili, visto che non c'era ancora il registro e si fondano quindi su segnalazioni volontarie.
Possiamo confrontare solo i dati post-legge 40, cioe' 2005 e 2006, e vediamo che non c'e' alcun calo'. Mentre i parti multipli non sono aumentati, 'anzi sono calati'. La legge 40, insomma, 'funziona: c'e' un dibattito troppo ideologico - sottolinea la Roccella, che domattina partecipera' al convegno a una tavola rotonda sul tema - ma la legge e' equilibrata e ha conciliato diversi interessi, ottenendo alcuni risultati importanti, tra cui la fine della compravendita degli ovociti e della ricerca sugli embrioni, che alcuni scienziati al tempo del referendum indicavano come la nuova frontiera della medicina e che nel tempo si e' rivelata una strada fallimentare, che ci avrebbe fatto solo sprecare dei soldi'.
Basta parlare di turismo procreativo. Chi va all'estero per avere un figlio 'in provetta' non lo fa per divertirsi, ma soprattutto per superare limiti, legislativi o tecnici, presenti nel proprio Paese. Meglio dunque parlare di 'esilio' procreativo. A coniare il termine un cervello italiano in Usa, Pasquale Patrizio, direttore della Clinica della fertilita' dell'universita' americana di Yale che pubblichera' la nuova definizione, insieme alla collega Marcia Inhorn, sulla rivista 'Fertility and Sterility'.
Una proposta illustrata al convegno su fecondazione artificiale e turismo procreativo e accolta con favore dagli specialisti presenti come Carlo Flamigni, membro del Comitato nazionale di Bioetica che trova "giusta la correzione terminologica".
L'idea del nuovo termine, spiega Patrizio, e' nata dalle pazienti. Quando infatti venivano contattate per rilevazioni sul fenomeno del turismo procreativo, spesso si risentivano. "Sono state loro - precisa l'esperto - a far notare che questo fenomeno e' quanto di piu' lontano possibile dal turismo". E' invece piu' vicino all'esilio: "Chi lascia il suo Paese per avere un figlio in provetta - conclude Patrizio - affronta sacrifici, spese e una situazione difficile e delicata lontano da casa".
La crisi non frena i viaggi della speranza degli italiani che si rivolgono a cliniche estere per avere un figlio in provetta, superando i limiti della normativa italiana. Le mete si sposteranno pero' sempre piu' a Est, in Paesi in cui i costi sono piu' bassi. E' la stima del ginecologo Carlo Flamigni, membro del Comitato nazionale per la bioetica, che ha sottolineato come le indicazioni che arrivano dai centri esteri siano inequivocabili: il turismo procreativo resta, seppure i dati ufficiali sul fenomeno sono fermi al 2005, anche per la maggiore reticenza delle strutture straniere a fornire dati.
"I viaggi degli italiani verso i centri esteri di procreazione assistita - continua l'esperto - sono ormai un fenomeno stabile.
L'unico mezzo che hanno i pazienti per superare i limiti imposti dalla legge 40". Si va all'estero, infatti, soprattutto per la fecondazione eterologa, per il congelamento degli embrioni e per la diagnosi preimpianto.Tutti interventi vietati in Italia. "Per fare un esempio - aggiunge Flamigni - in Spagna, solo all'istituto valenziano di infertilita', nei primi 10 mesi del 2008 sono stati avviati 300 cicli per la donazione di ovociti ad italiane, contro 200 avviati su pazienti tedesche".
Nel Paese iberico, inoltre, "non sono piu' disponibili ovociti spagnoli - continua l'esperto - e spesso i centri chiedono alle donne se sono disponibili ad accettare donazioni dall'America latina".
E non c'e' crisi economica che tenga per le coppie che vogliono un figlio e non possono averlo naturalmente. "Secondo la mia esperienza - spiega Flamigni - le coppie sono disposte anche a vendere la casa pur di avere l'opportunita' di una gravidanza. Ci si rivolgera' a Paesi dove i costi sono minori, come l'Ucraina o altri dell'Est europa. Con grossi rischi, perche' prezzi molto risicati non possono garantire qualita'".
Secondo i dati presentati al convegno romano da Antonio Palagiano, vicepresidente della Societa' italiana di fertilita' e sterilita', in Italia un bambino su 100 nasce dopo essere stato concepito con tecniche di procreazione medicalmente assistita (Pma).
Mentre in alcuni Paesi del Nord Europa questo accade per un bambino ogni 30. Considerando le percentuali di gravidanze ottenute con Pma rispetto al numero di prelievi ovocitari effettuati, gli Usa si attestano al 40%, l'Europa al 27%, l'Italia al 21%. In 4 anni dall'entrata in vigore della legge 40, l'Italia - hanno detto gli esperti - e' fanalino di coda in tema di riproduzione assistita.
Le possibilita' di avere un figlio sono diminuite, secondo gli ultimi dati disponibili del Registro nazionale Pma, dal 25% (2003) al 21% (2006), ed e' aumentata la possibilita' di parti multipli: dal 22% del 2003 al 24% del 2006.
Maria Antonietta Farina Coscioni, deputata radicale e copresidente dell'associazione Luca Coscioni, anticipando la relazione che fara' oggi al convegno organizzato dall'Idv, ha dichiarato: "Al momento, da quel che e' dato capire, le soluzioni offerte sono ambigue e destinate a tradursi nell'ennesimo pasticcio all'italiana.
Proporre l'adozione degli embrioni 'abbandonati', significa dar loro identita' e una soggettivita' sul piano giuridico che non possono avere. L'embrione non e' 'persona'. Gli embrioni congelati non possono essere equiparati a bambini in stato di abbandono, o in attesa di affidamento. È questo che si prefigura e si vuole? Noi, lo si sappia subito, non ci stiamo. Da sempre ci siamo battuti perche' gli embrioni 'orfani' e congelati siano destinati alla ricerca scientifica. Dunque un No e tre Si', per evitare l'ennesimo pasticcio all'italiana: no all'adozione degli embrioni congelati. Si' alla revisione della legge 40. Si' alla donazione alla ricerca scientifica degli embrioni sovrannumerari crioconservati quando non idonei all'impianto, o quando muoiono per effetto dello scongelamento. Si' alla donazione ad altre coppie sterili o portatori di patologie genetiche o virali trasmissibili, per consentire una fecondazione di tipo eterologo, mediante utilizzo del materiale genetico soprannumerario di terzi donatori, con il diritto dei soggetti di conoscere le condizioni biogenetiche dell'embrione prima dell'impianto".
Severino Antinori, presidente associazione mondiale medicina della riproduzione W.A.R.M.
si dice esterrefatto che l'onorevole Di Pietro, con l'ausilio di un suo deputato ginecologo, abbia organizzato un incontro su legge 40 e turismo riproduttivo: 'Vale ancora la pena? E sono amareggiato anche dal fatto che l'onorevole Fini abbia dato forse inconsapevolmente la sua adesione la sua adesione per un incontro che nella realta' e' solo propaganda del partito di Di Pietro che evidentemente si vuole ripulire anche nella battaglia dei diritti civili che lui non ha mai fatto'.
Per Antonori si tratta di un incontro 'di nessuna attualita' scientifica in merito e di nessuna attualita' giuridica. E' un tentativo per porsi a paladino a difesa dei diritti di migliaia di coppie e a paladino di quella sinistra fuoriuscita dal parlamento o non che vorrebbe fare del suddetto l'alfiere nella battaglia sociopolitica. Gli esperti, per lo piu', sono di sinistra, e pensando di cavalcare il cavallo del giustizialista hanno aderito all'invito e relazionano sul congelamento ovocitario senza avere dati corroboranti sugli avanzamenti che nel corso di questi 4 anni sono stati messi a punto per attutire il divieto imposto dalla legge 40 e relativo al congelamento degli embrioni. Mi riferisco - ha concluso - alla tecnica di vitrificazione che permette di ottenere tassi di successo particolarmente significativi e pubblicati su rbmonline e human reproduction dal mio centro. Un altro avanzamento taciuto e' la nuova tecnica raffinata della selezione dello spermatozoo, la imsi'.
La legge 40 sulla procreazione assistita e' 'carente' e 'andrebbe modificata negli aspetti in cui ha dimostrato il suo fallimento'. Ad affermarlo Ignazio Marino (PD), chirurgo e presidente della Commissione d'inchiesta sul SSN del Senato, convinto dell'insuccesso scientifico ed etico della legge.
'Dal punto di vista clinico - dice Marino - sono aumentati i trattamenti che gli scienziati considerano i meno indicati, e' cresciuta l'incidenza di parti plurimi, e' lievitato il fenomeno del turismo riproduttivo. Inoltre, si sono moltiplicati i ricorsi in tribunale e le relative sentenze a favore delle coppie, senza contare lo scandalo della Biobanca di Milano che non e' mai partita, nonostante sia stata finanziata e annunciata in pompa magna dal precedente Governo Berlusconi'. A questo proposito, sottolinea, 'ad oggi il sottosegretario Roccella non ha saputo nemmeno indicare quando sara' possibile avviare il trasferimento degli embrioni'. Secondo il senatore, 'la legge, scritta senza ascoltare la scienza, ha finito col creare una aberrazione etica e un comportamento farisaico della politica'.
'Si potrebbe almeno - rileva Marino - affrontare una discussione trasparente sulla possibilita' di donare questi embrioni da parte delle coppie che vi hanno rinunciato.
Attualmente sono inesorabilmente destinati a morire nel freddo, si potrebbe invece - propone - pensare di donarli alla ricerca con protocolli rigorosi e condivisi'. Del resto, conclude, 'non e' vero che in Italia non si fa ricerca sulle cellule staminali, semplicemente si fa su linee cellulari acquistate all'estero. Forse sarebbe il momento di superare questa ulteriore contraddizione definendo una volta per tutte se e' etico oppure no fare ricerca sulle staminali embrionali'.
"Trovo molto strane le affermazioni sostenute dal senatore Ignazio Marino in merito al fatto che gli embrioni congelati possano essere donati alla ricerca con protocolli rigorosi e condivisi perche' utili". Cosi' la senatrice Laura Bianconi componente della commissione Igiene e Sanita' di Palazzo Madama. "Di quale ricerca scientifica parla il senatore vorrei proprio saperlo visto che ad oggi il risultato della ricerca scientifica sulle staminali embrionali non ha prodotto effettivi risultati di cura per alcuna patologia. Marino - sottolinea la senatrice - e' ancora tra i pochi che sta seguendo una chimera che tale continuera' a rimanere, al contrario degli importanti risultati che le cellule staminali adulte hanno gia' prodotto per tantissime patologie".
Questa la dichiarazione di Filomena Gallo, presidente dell'Associazione Amica Cicogna Onlus e vice segretario dell'associazione Luca Coscioni: "Parlare di adozione di embrioni abbandonati e' un'offesa ai diritti e alla dignita' di centinaia di bambini in stato di abbandono e in attesa di una famiglia che li adotti. Non bisogna dimenticare che gli embrioni abbandonati prima del 2004 non hanno sicurezza sanitaria e inoltre l'eterologa e' vietata dalla legge 40. Paesi cattolici, come la Danimarca, emanano leggi che come in Gran Bretagna prevedono la ricerca scientifica anche sugli embrioni non utilizzabili per una gravidanza. Alla luce delle norme in vigore in Italia gli embrioni censiti sono destinati a una forma di ricerca come previsto da un decreto del 4 agosto 2004. Quindi l'unico utilizzo di questi embrioni abbandonati e' la ricerca scientifica. Il ministro della Salute deve far rispettare e applicare queste norme, e far trasferire questi embrioni all'Ospedale Maggiore di Milano come previsto e prevederne l'utilizzo per gli studi sulla crioconservazione. In caso contrario sono gia' previste azioni giudiziarie per l'applicazione di quanto ad oggi e' disatteso".
Dopo mesi di relativo silenzio, le questioni aperte della legge 40 sono tornate alla ribalta ieri a Roma, nel convegno sulla fecondazione artificiale organizzato da Italia dei Valori (Idv) e Societa' italiana di fertilita' e sterilita'.
- NUOVI RICORSI: sono dieci dieci ricorsi d'urgenza contro il divieto della diagnosi preimpianto previsto dalla legge 40 sulla fecondazione artificiale e sono stati depositati nei tribunali di Bologna (cinque), Milano (tre), Firenze (uno) e Torino (uno).
Otto gli avvocati che li seguono, gratuitamente per le coppie, per conto di nove associazioni di pazienti (che si fanno carico dei costi) e quattro centri. I ricorsi sono in attesa del rinvio alla Corte Costituzionale e riguardano casi in cui c'e' rischio di impiantare embrioni affetti da gravi malattie ereditarie.
- CHIAREZZA SU DIAGNOSI PREIMPIANTO: la chiede l'on. Antonio Palagiano (Idv). 'Oggi di fatto - ha rilevato - l'attivita' dei centri in questo campo e' sospesa perche' non c'e' chiarezza in merito da parte dello Stato'.
- ADOZIONE PRECOCE: e' l'adozione dei 3.415 embrioni in sovrannumero ottenuti con la fecondazione artificiale, congelati e non piu' riconosciuti dalle coppie. La prevede la proposta di legge che l'Idv intende presentare in settimana, firmata da Palagiano, Massimo Donati e Silvana Mura. La proposta prevede di rendere operativa la Biobanca per la crioconservazione degli embrioni abbandonati presso l'ospedale Maggiore di Milano.
Secondo la proposta, che prevede un tentativo per trasferire in utero un embrione, possono adottare gli embrioni coppie di individui di sesso diverso, sposati o conviventi da almeno due anni. Per il ginecologo Carlo Flamigni, 'rischia di essere una grande battaglia di civilizzazione per ottenere un risultato molto modesto': degli embrioni abbandonati, solo il 15%-16% potrebbe portare a una gravidanza.
- ITALIA FANALINO CODA IN UE E USA: in Italia un bambino su cento nasce con tecniche di fecondazione artificiale, contro un bambino su 30 in Europa. Secondo il Registro nazionale sulla fecondazione assistita i nati in provetta in Italia sono stati 7.514 nel 2006 su un totale di 554.744 nuovi nati. L'eta' media delle donne che accedono alla fecondazione artificiale tende costantemente a salire e oggi e' pari a 35,6 anni. C'e' disparita' anche nelle percentuali di gravidanze ottenute: il 21% in Italia contro il 27% dell'Europa e il 40% degli Stati Uniti. Si calcola che dall'introduzione della legge 40 le possibilita' di avere una gravidanza sono diminuite dal 25% del 2003 al 21% del 2006, ed e' aumentata la possibilita' di parti multipli dal 22% del 2003 al 24% del 2006.
- ESILIO PROCREATIVO: e' il termine proposto da dal direttore della Clinica della fertilita' dell'universita' americana di Yale, Pasquale Patrizio, sulla base delle osservazioni fatte dalle stesse coppie. La proposta del nuovo termine, accolta dagli esperti italiani, sara' pubblicata sulla rivista internazionale Ferility and Sterility dallo stesso Patrizio e dall'antropologa di Yale Marcia Inhorn. Nel frattempo sui viaggi della provetta mancano dati ufficiali, ma statistiche fornire da singoli centri esteri mostrano un aumento costante, soprattutto verso la Spagna, ma sono sempre piu' piu' ambiti i Paesi dell'Est, dove i prezzi sono piu' accessibili
COMMENTI
Serve una nuova norma per definire il destino degli embrioni abbandonati. Questo l'auspicio del presidente dell'Istituto superiore di sanita' (Iss), Enrico Garaci. "Se infatti - spiega in una nota - esperti legali hanno indicato che il decreto ministeriale 4-8-2004 (Norme in materia di procreazione assistita) non elimina i problemi legati alla proprieta' degli embrioni in mancanza di una dichiarazione esplicita della coppia, l'Iss e' in attesa di ulteriori chiarimenti al riguardo".
"Sotto questo profilo - auspica Garaci - sarebbe anzi opportuno un ulteriore intervento normativo per evitare eventuali contenziosi legali". A proposito dei costi economici del trasferimento nella Biobanca di Milano degli embrioni abbandonati, stimabili in circa 300.000 euro, il presidente dell'Iss precisa: "Affinche' tale costo sia economicamente giustificato, e' necessario che la grande maggioranza degli embrioni possa essere trasferita, lasciandone depositata nei centri di riproduzione assistita solo una minoranza".
'La legge 40 e' una buona legge, e non e' vero ne' che i parti di bambini 'in provetta' sono calati, ne' che sono aumentati i parti multipli'. Il sottosegretario al Welfare Eugenia Roccella sottolinea l'efficacia della legge sulla procreazione assistita. 'Si confondono le patate con le mele - sbotta la Roccella, interpellata dall'Agi - perche' i dati del 2003 non sono attendibili, visto che non c'era ancora il registro e si fondano quindi su segnalazioni volontarie.
Possiamo confrontare solo i dati post-legge 40, cioe' 2005 e 2006, e vediamo che non c'e' alcun calo'. Mentre i parti multipli non sono aumentati, 'anzi sono calati'. La legge 40, insomma, 'funziona: c'e' un dibattito troppo ideologico - sottolinea la Roccella, che domattina partecipera' al convegno a una tavola rotonda sul tema - ma la legge e' equilibrata e ha conciliato diversi interessi, ottenendo alcuni risultati importanti, tra cui la fine della compravendita degli ovociti e della ricerca sugli embrioni, che alcuni scienziati al tempo del referendum indicavano come la nuova frontiera della medicina e che nel tempo si e' rivelata una strada fallimentare, che ci avrebbe fatto solo sprecare dei soldi'.
Basta parlare di turismo procreativo. Chi va all'estero per avere un figlio 'in provetta' non lo fa per divertirsi, ma soprattutto per superare limiti, legislativi o tecnici, presenti nel proprio Paese. Meglio dunque parlare di 'esilio' procreativo. A coniare il termine un cervello italiano in Usa, Pasquale Patrizio, direttore della Clinica della fertilita' dell'universita' americana di Yale che pubblichera' la nuova definizione, insieme alla collega Marcia Inhorn, sulla rivista 'Fertility and Sterility'.
Una proposta illustrata al convegno su fecondazione artificiale e turismo procreativo e accolta con favore dagli specialisti presenti come Carlo Flamigni, membro del Comitato nazionale di Bioetica che trova "giusta la correzione terminologica".
L'idea del nuovo termine, spiega Patrizio, e' nata dalle pazienti. Quando infatti venivano contattate per rilevazioni sul fenomeno del turismo procreativo, spesso si risentivano. "Sono state loro - precisa l'esperto - a far notare che questo fenomeno e' quanto di piu' lontano possibile dal turismo". E' invece piu' vicino all'esilio: "Chi lascia il suo Paese per avere un figlio in provetta - conclude Patrizio - affronta sacrifici, spese e una situazione difficile e delicata lontano da casa".
La crisi non frena i viaggi della speranza degli italiani che si rivolgono a cliniche estere per avere un figlio in provetta, superando i limiti della normativa italiana. Le mete si sposteranno pero' sempre piu' a Est, in Paesi in cui i costi sono piu' bassi. E' la stima del ginecologo Carlo Flamigni, membro del Comitato nazionale per la bioetica, che ha sottolineato come le indicazioni che arrivano dai centri esteri siano inequivocabili: il turismo procreativo resta, seppure i dati ufficiali sul fenomeno sono fermi al 2005, anche per la maggiore reticenza delle strutture straniere a fornire dati.
"I viaggi degli italiani verso i centri esteri di procreazione assistita - continua l'esperto - sono ormai un fenomeno stabile.
L'unico mezzo che hanno i pazienti per superare i limiti imposti dalla legge 40". Si va all'estero, infatti, soprattutto per la fecondazione eterologa, per il congelamento degli embrioni e per la diagnosi preimpianto.Tutti interventi vietati in Italia. "Per fare un esempio - aggiunge Flamigni - in Spagna, solo all'istituto valenziano di infertilita', nei primi 10 mesi del 2008 sono stati avviati 300 cicli per la donazione di ovociti ad italiane, contro 200 avviati su pazienti tedesche".
Nel Paese iberico, inoltre, "non sono piu' disponibili ovociti spagnoli - continua l'esperto - e spesso i centri chiedono alle donne se sono disponibili ad accettare donazioni dall'America latina".
E non c'e' crisi economica che tenga per le coppie che vogliono un figlio e non possono averlo naturalmente. "Secondo la mia esperienza - spiega Flamigni - le coppie sono disposte anche a vendere la casa pur di avere l'opportunita' di una gravidanza. Ci si rivolgera' a Paesi dove i costi sono minori, come l'Ucraina o altri dell'Est europa. Con grossi rischi, perche' prezzi molto risicati non possono garantire qualita'".
Secondo i dati presentati al convegno romano da Antonio Palagiano, vicepresidente della Societa' italiana di fertilita' e sterilita', in Italia un bambino su 100 nasce dopo essere stato concepito con tecniche di procreazione medicalmente assistita (Pma).
Mentre in alcuni Paesi del Nord Europa questo accade per un bambino ogni 30. Considerando le percentuali di gravidanze ottenute con Pma rispetto al numero di prelievi ovocitari effettuati, gli Usa si attestano al 40%, l'Europa al 27%, l'Italia al 21%. In 4 anni dall'entrata in vigore della legge 40, l'Italia - hanno detto gli esperti - e' fanalino di coda in tema di riproduzione assistita.
Le possibilita' di avere un figlio sono diminuite, secondo gli ultimi dati disponibili del Registro nazionale Pma, dal 25% (2003) al 21% (2006), ed e' aumentata la possibilita' di parti multipli: dal 22% del 2003 al 24% del 2006.
Maria Antonietta Farina Coscioni, deputata radicale e copresidente dell'associazione Luca Coscioni, anticipando la relazione che fara' oggi al convegno organizzato dall'Idv, ha dichiarato: "Al momento, da quel che e' dato capire, le soluzioni offerte sono ambigue e destinate a tradursi nell'ennesimo pasticcio all'italiana.
Proporre l'adozione degli embrioni 'abbandonati', significa dar loro identita' e una soggettivita' sul piano giuridico che non possono avere. L'embrione non e' 'persona'. Gli embrioni congelati non possono essere equiparati a bambini in stato di abbandono, o in attesa di affidamento. È questo che si prefigura e si vuole? Noi, lo si sappia subito, non ci stiamo. Da sempre ci siamo battuti perche' gli embrioni 'orfani' e congelati siano destinati alla ricerca scientifica. Dunque un No e tre Si', per evitare l'ennesimo pasticcio all'italiana: no all'adozione degli embrioni congelati. Si' alla revisione della legge 40. Si' alla donazione alla ricerca scientifica degli embrioni sovrannumerari crioconservati quando non idonei all'impianto, o quando muoiono per effetto dello scongelamento. Si' alla donazione ad altre coppie sterili o portatori di patologie genetiche o virali trasmissibili, per consentire una fecondazione di tipo eterologo, mediante utilizzo del materiale genetico soprannumerario di terzi donatori, con il diritto dei soggetti di conoscere le condizioni biogenetiche dell'embrione prima dell'impianto".
Severino Antinori, presidente associazione mondiale medicina della riproduzione W.A.R.M.
si dice esterrefatto che l'onorevole Di Pietro, con l'ausilio di un suo deputato ginecologo, abbia organizzato un incontro su legge 40 e turismo riproduttivo: 'Vale ancora la pena? E sono amareggiato anche dal fatto che l'onorevole Fini abbia dato forse inconsapevolmente la sua adesione la sua adesione per un incontro che nella realta' e' solo propaganda del partito di Di Pietro che evidentemente si vuole ripulire anche nella battaglia dei diritti civili che lui non ha mai fatto'.
Per Antonori si tratta di un incontro 'di nessuna attualita' scientifica in merito e di nessuna attualita' giuridica. E' un tentativo per porsi a paladino a difesa dei diritti di migliaia di coppie e a paladino di quella sinistra fuoriuscita dal parlamento o non che vorrebbe fare del suddetto l'alfiere nella battaglia sociopolitica. Gli esperti, per lo piu', sono di sinistra, e pensando di cavalcare il cavallo del giustizialista hanno aderito all'invito e relazionano sul congelamento ovocitario senza avere dati corroboranti sugli avanzamenti che nel corso di questi 4 anni sono stati messi a punto per attutire il divieto imposto dalla legge 40 e relativo al congelamento degli embrioni. Mi riferisco - ha concluso - alla tecnica di vitrificazione che permette di ottenere tassi di successo particolarmente significativi e pubblicati su rbmonline e human reproduction dal mio centro. Un altro avanzamento taciuto e' la nuova tecnica raffinata della selezione dello spermatozoo, la imsi'.
La legge 40 sulla procreazione assistita e' 'carente' e 'andrebbe modificata negli aspetti in cui ha dimostrato il suo fallimento'. Ad affermarlo Ignazio Marino (PD), chirurgo e presidente della Commissione d'inchiesta sul SSN del Senato, convinto dell'insuccesso scientifico ed etico della legge.
'Dal punto di vista clinico - dice Marino - sono aumentati i trattamenti che gli scienziati considerano i meno indicati, e' cresciuta l'incidenza di parti plurimi, e' lievitato il fenomeno del turismo riproduttivo. Inoltre, si sono moltiplicati i ricorsi in tribunale e le relative sentenze a favore delle coppie, senza contare lo scandalo della Biobanca di Milano che non e' mai partita, nonostante sia stata finanziata e annunciata in pompa magna dal precedente Governo Berlusconi'. A questo proposito, sottolinea, 'ad oggi il sottosegretario Roccella non ha saputo nemmeno indicare quando sara' possibile avviare il trasferimento degli embrioni'. Secondo il senatore, 'la legge, scritta senza ascoltare la scienza, ha finito col creare una aberrazione etica e un comportamento farisaico della politica'.
'Si potrebbe almeno - rileva Marino - affrontare una discussione trasparente sulla possibilita' di donare questi embrioni da parte delle coppie che vi hanno rinunciato.
Attualmente sono inesorabilmente destinati a morire nel freddo, si potrebbe invece - propone - pensare di donarli alla ricerca con protocolli rigorosi e condivisi'. Del resto, conclude, 'non e' vero che in Italia non si fa ricerca sulle cellule staminali, semplicemente si fa su linee cellulari acquistate all'estero. Forse sarebbe il momento di superare questa ulteriore contraddizione definendo una volta per tutte se e' etico oppure no fare ricerca sulle staminali embrionali'.
"Trovo molto strane le affermazioni sostenute dal senatore Ignazio Marino in merito al fatto che gli embrioni congelati possano essere donati alla ricerca con protocolli rigorosi e condivisi perche' utili". Cosi' la senatrice Laura Bianconi componente della commissione Igiene e Sanita' di Palazzo Madama. "Di quale ricerca scientifica parla il senatore vorrei proprio saperlo visto che ad oggi il risultato della ricerca scientifica sulle staminali embrionali non ha prodotto effettivi risultati di cura per alcuna patologia. Marino - sottolinea la senatrice - e' ancora tra i pochi che sta seguendo una chimera che tale continuera' a rimanere, al contrario degli importanti risultati che le cellule staminali adulte hanno gia' prodotto per tantissime patologie".
Questa la dichiarazione di Filomena Gallo, presidente dell'Associazione Amica Cicogna Onlus e vice segretario dell'associazione Luca Coscioni: "Parlare di adozione di embrioni abbandonati e' un'offesa ai diritti e alla dignita' di centinaia di bambini in stato di abbandono e in attesa di una famiglia che li adotti. Non bisogna dimenticare che gli embrioni abbandonati prima del 2004 non hanno sicurezza sanitaria e inoltre l'eterologa e' vietata dalla legge 40. Paesi cattolici, come la Danimarca, emanano leggi che come in Gran Bretagna prevedono la ricerca scientifica anche sugli embrioni non utilizzabili per una gravidanza. Alla luce delle norme in vigore in Italia gli embrioni censiti sono destinati a una forma di ricerca come previsto da un decreto del 4 agosto 2004. Quindi l'unico utilizzo di questi embrioni abbandonati e' la ricerca scientifica. Il ministro della Salute deve far rispettare e applicare queste norme, e far trasferire questi embrioni all'Ospedale Maggiore di Milano come previsto e prevederne l'utilizzo per gli studi sulla crioconservazione. In caso contrario sono gia' previste azioni giudiziarie per l'applicazione di quanto ad oggi e' disatteso".
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