Sabato 6 giugno 2026
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Fecondazione assistita. Le nuove proposte del Governo: apertura alla diagnosi preimpianto

EUROPA - SVIZZERA
Notizia ·
Dopo un primo progetto con una regolamentazione molto restrittiva, il Governo ha deciso il 29 giugno di mostrarsi piu' liberale. Ha proposto di facilitare la diagnostica pre-impianto, una tecnica che consente di realizzare un embrione concepito in vitro prima di impiantarlo nell'utero per poter eliminare eventuali anomalie.
In questo caso potranno essere sviluppati otto embrioni per il ciclo di trattamento. Normalmente, la regola di un massimo di tre embrioni e' quella che si applica per la fecondazione in vitro. Ma un'eccezione e' prevista per le coppie che rischiano di trasmettere una malattia ereditaria grave. Le probabilita' di trovare in tre embrioni uno sano, sono molto basse, secondo il Governo.
Un soglia, quella di otto, comunque restrittiva, se si considera che in altri Paesi per casi simili non viene posto alcun limite. Una donna e' in grado di produrre fino a quindici ovuli per ciclo.
Altra innovazione, rispetto al regime attuale, e' la soppressione del divieto di conservare embrioni. Nel futuro, le donne che ricorreranno alla procreazione assistita potranno farsi impiantare un solo embrione e far congelare gli altri in vista di un nuovo tentativo di gravidanza. Oggi gli embrioni sovrannumerari sono distrutti o utilizzati per la ricerca sulle cellule staminali. Questo progetto, pero', comporta la modifica della Costituzione: le norme sulla procreazione artificiale vietano espressamente il divieto di conservazione degli embrioni.
Il Consiglio federale, pero', ha mantenuto il regolamento restrittivo sulla diagnostica preimpianto, che potra' essere applicata sono in caso ci sia pericolo concreto che il bambino sia portatore di una predisposizione genetica ad una malattia grave, la cui presenza sia gia' acclarata sui genitori, e che non possa essere affrontata in altro modo”.
Esclusa la possibilita' ci creare i “bimbi medicina”.
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