Fecondazione assistita. Sempre piu' all'estero
Oltre 2.700 italiani ogni anno vanno all'estero per la fecondazione eterologa, che nel nostro Paese e' vietata dalla legge 40. E' quanto emerge dalla terza indagine dell'Osservatorio sul turismo procreativo, che svela il nuovo trend dei 'viaggi della provetta'. A varcare i confini italiani sono le coppie sterili per cui le tecniche di procreazione assistita omologhe non sono sufficienti. Per avere un figlio, l'unica speranza e' l'eterologa, il ricorso a ovociti o spermatozoi da donatori esterni alla coppia.L'indagine, presentata oggi a Bologna, accende i riflettori sul diritto negato di questi pazienti, sottolineano gli esperti. Diritto per cui piu' di dieci coppie in Italia si sono rivolte ai tribunali.
Molte strutture italiane potrebbero garantire la sicurezza e la qualita' di questo trattamento, ma la legge 40 lo vieta. Cosi' gli aspiranti genitori fanno la valigia. Le mete piu' gettonate sono Austria, Belgio, Danimarca, Gran Bretagna, Grecia, Repubblica Ceca, Spagna, Stati Uniti, Svezia e Svizzera.
La ricerca ha preso in considerazione 36 strutture fra quelle piu' frequentate da coppie italiane. Spagna e Svizzera guidano la classifica dei centri piu' ambiti: merito di accorte politiche di accoglienza, che offrono una sorta di 'corsia preferenziale' per gli italiani. Medici, operatori sanitari, centralinisti parlano la nostra lingua e su Internet sono disponibili informazioni espressamente rivolte ai pazienti in arrivo dalla Penisola. Camici bianchi, infermiere e impiegati sono spesso italiani, arruolati dai centri che vedono nel turismo procreativo dall'Italia un'importante fonte di guadagno.
"Delle 4 mila coppie che ogni anno vanno all'estero per trattamenti di fecondazione assistita - spiega Andrea Borini, presidente dell'Osservatorio sul turismo procreativo - due pazienti su tre partono perche' devono ricorrere all'eterologa. E continueranno a doversi rivolgere a strutture estere fino a quando la legge italiana non riconoscera' loro il diritto all'accesso a queste tecniche". E' un peccato, secondo Borini, "perche' in questo momento in Italia sussisterebbero anche le condizioni di sicurezza e qualita', vista la normativa vigente e l'alto livello dei centri. Non sempre questi standard sono garantiti in alcuni Paesi stranieri".
Il turismo procreativo va soprattutto verso la Spagna. Nei nove centri contattati, piu' di 1.400 italiani sono in trattamento per la fecondazione eterologa. Sono spinti soprattutto da problemi di sterilita' femminile, l'ovodonazione e' consentita ed e' infatti fra le pratiche piu' richieste. La seconda meta preferita e' la Svizzera, dove le quattro principali cliniche contattate hanno 700 italiani circa fra i 'clienti'. La vicinanza con le regioni del Nord e la facilita' di comunicazione sono le ragioni principali d'attrazione di Lugano, Locarno, Bellinzona. La legge qui consente solo la donazione di seme e solo alle coppie sposate.
La Repubblica Ceca sta diventando una destinazione sempre piu' ambita. Vanta costi ridotti, personale che parla italiano e una legge che consente la donazione di gameti sia maschili sia femminili e di embrioni. I quattro centri principali ricevono oltre 250 coppie italiane l'anno. Alla ricerca di un figlio con la fecondazione eterologa, i nostri connazionali con maggiori disponibilita' economiche e buona padronanza dell'inglese scelgono gli Stati Uniti.
Il centro di New York segue una ventina di coppie ogni anno.
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