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Fecondazione. Commissione: no alla distruzione embrioni sovrannumerari. Esperto: adozione impraticabile

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Porta la data dell'8 gennaio scorso la Relazione della Commissione di studio sugli embrioni crioconservati nei centri di Pma (procreazione medicalmente assistita), inviata al ministero della Salute il 21 gennaio 2010. Un testo di 15 pagine, incluse le opinioni dissenzienti di due componenti, Carlo Alberto Redi e Amedeo Santosuosso, una postilla di Assunta Morresi e due note di altri componenti del gruppo presieduto da Francesco D'Agostino.
Gli esperti si pronunciano, in sintesi, per l'impossibilita' di definire la rinuncia esplicita all'impianto dell'embrione come abbandono definitivo (a meno di poter giudicare, "sulla base di rigorosi parametri medico-sanitari", la donna "non piu' fisicamente idonea alla gravidanza, a causa dei pericoli che correrebbe la sua salute").
L'attribuzione del costo della crioconservazione, dicono, dovrebbe spettare ai centri di Pma, che dovrebbero anche continuare a ospitarli (cosa che renderebbe inutile la super-banca nata nel 2005 per ospitare gli embrioni in sovrannumero). Resta inoltre il divieto legale di distruggere questi embrioni.
Divieto che "induce a ritenere che la crioconservazione possa essere interrotta solo in due casi: quando si possa impiantare l'embrione scongelato nell'utero della madre o comunque di una donna disposta ad accoglierlo, o quando sia possibile accertarne scientificamente la morte naturale o la definitiva perdita di vitalita' come organismo".
Dunque il testo 'apre' di fatto alla possibilita' di adottare questi embrioni. Nelle conclusioni "si ritiene necessario modificare la normativa vigente in merito agli embrioni crioconservati nei Centri di Pma, con particolare riferimento al consenso informato delle coppie e alla precisa attribuzione degli eventuali oneri economici conseguenti alla crioconservazione stessa.
La Commissione ritiene che il costo della crioconservazione degli embrioni debba essere addebitato ai Centri di Pma e non alle coppie".
L'eventuale rinuncia espressa o tacita al trasferimento in utero degli embrioni crioconservati nei centri di procreazione medicalmente assistita, "essendo sempre revocabile da parte della coppia genitoriale, non consente di qualificare tali embrioni in stato di abbandono definitivo".
 "La recente sentenza della Corte Costituzionale, n° 151/2009, che ha cancellato il divieto di generare nelle pratiche di fecondazione assistita piu' di tre embrioni, rinsalda il dovere del medico di informare la coppia" che intraprende la strada della fecondazione assistita "sul rischio di produrne un numero eccessivo, con l'inevitabile conseguenza di destinare gli embrioni in soprannumero alla crioconservazione, pratica oggetto di aspre discussioni tra i bioeticisti. E' pertanto necessaria - recita il documento - la predisposizione di nuovi moduli per registrare il consenso della coppia nelle pratiche" di fecondazione.
Data la situazione attuale, la Commissione "ritiene che ogni eventuale indagine sugli embrioni debba essere esclusivamente osservazionale e non debba comunque avere alcuna finalita' selettiva e/o eugenetica".
Inoltre, fra i requisiti di apertura di nuovi centri di Pma, e comunque fra i requisiti minimi per l'accreditamento dei centri, "va prevista la presenza di tecnologie adeguate per la crioconservazione degli embrioni, nonche' la stipula di una convenzione con altra struttura per il trasferimento degli eventuali embrioni crioconservati in caso di chiusura dell'attivita'".
Gli embrioni attualmente crioconservati nei centri "dovrebbero rimanere a carico dei Centri stessi", e dal momento che "non esistono criteri scientifici per stabilire la morte o la perdita di vitalita', come organismo, degli embrioni crioconservati e di predeterminare quindi la durata della crioconservazione", "si auspica un forte investimento nella ricerca scientifica in tal senso". La Commissione "auspica un monitoraggio almeno annuale degli embrioni crioconservati, nel corso del quale - nel rispetto della privacy delle coppie - si registri il numero dei processi di congelamento, scongelamento e trasferimento degli embrioni di ogni singolo centro".

L'ESPERTO: ADOZIONI IMPRATICABILI -
Nel documento stilato dalla Commissione sugli embrioni in sovrannumero frutto della fecondazione assistita si dice "no alla loro distruzione. E' giusto: ora che si ci sono dobbiamo rispettarli. Se pero' l'apertura all'adozione e' una bella proposta, credo anche che cadra' nel vuoto. Perche' di fatto e' impraticabile". Cosi' il biologo Carlo Alberto Redi, direttore scientifico della Fondazione Irccs Policlinico San Matteo di Pavia e componente della Commissione, spiega all'Adnkronos Salute i motivi del suo dissenso rispetto al documento varato dal gruppo e anticipato oggi dal 'Corriere della Sera'.
"Stiamo parlando di decine di migliaia di embrioni in sovrannumero e adottarli tutti, o in larga parte, trovando donne che accettino di farli crescere in utero, mi sembra una soluzione davvero impraticabile", ribadisce. Il testo dice anche 'no', a quanto pare per una questione di costi, alla casa degli embrioni: la super-banca milanese che attende dal 2005 di accogliere gli embrioni in sovrannumero abbandonati dai 'proprietari' con una dichiarazione scritta.
"Ma la soluzione dell'adozione e' impraticabile, anche perche' il numero di questi embrioni inutilizzati continua a crescere - osserva ancora Redi - Inoltre non ci sono dati empirici sullo stato di conservazione di questi embrioni, che in alcuni casi sono 'congelati' anche da 10 o 20 anni. E mi chiedo, in questa incertezza, se una donna accetterebbe l'impianto. Al di la' di tutto, anche di cosa riteniamo sia un embrione - prosegue l'esperto che ha aggiunto al documento una delle due note di dissenso, mentre l'altra e' a firma del giurista Amedeo Santosuosso - dobbiamo prendere atto che quelli in sovrannumero esistono, e che li dobbiamo rispettare. Ma lasciarli al freddo in saecula saeculorum e' come condannarli a una morte lenta".
Infatti, nel documento gli esperti della Commissione istituita dal ministro della Salute Ferruccio Fazio dicono un chiaro no alla distruzione di questi frutti della fecondazione assistita.
La crioconservazione puo' essere interrotta solo "in caso di impianto nella madre o in una donna disposta ad accogliere l'embrione, o quando sia possibile accertarne scientificamente la definitiva perdita di vitalita'", riassume Redi. "Penso pero' che, ora che esistono, lasciarli al gelo per sempre non equivalga a rispettarli", dice lo scienziato.
"Sarebbe piu' rispettoso, dietro consenso della donna e con precise regole, permettere che siano donati alla ricerca, come avviene in Gran Bretagna". Il tutto nel rispetto di una serie di rigorose procedure. "In Gb - ricorda Redi - per un certo periodo questi embrioni si conservano. Poi, dietro una serie di richieste e permessi, possono essere utilizzati per studi mirati a curare gravi malattie".
Secondo il biologo, in questo modo si darebbe un senso alla presenza di questi embrioni, mai utilizzati per la fecondazione assistita e "destinati altrimenti a restare per sempre al freddo".

REBULLA, NIENTE CASA EMBRIONI? LA USEREMO PER ALTRO
- Una casa pronta da quasi 5 anni e disabitata da sempre. Gli 'inquilini' per cui e' stata ideata e costruita - i cosiddetti embrioni orfani, prodotti in sovrannumero prima della legge 40 del 2004 sulla fecondazione assistita e abbandonati per iscritto dai genitori - nella superbanca voluta dall'allora ministro della Salute Girolamo Sirchia, e allestita nel Padiglione Marangoni del Policlinico di Milano, "non sono mai arrivati", ricorda all'Adnkronos Salute Paolo Rebulla, direttore del Centro di medicina trasfusionale, terapia cellulare e criobiologia dell'Irccs. Del documento elaborato dalla Commissione di esperti nominata ad hoc dal ministro Ferruccio Fazio, che secondo quanto anticipato oggi dal 'Corriere della Sera' decreterebbe lo stop alla casa degli embrioni e aprirebbe alla loro adozione, ufficialmente l'esperto non sa ancora nulla. "Attendo comunicazioni", dice. Al momento "abbiamo solo il decreto del 2004", che ha previsto per la realizzazione del locale uno stanziamento pari a circa 400 mila euro, e che vincolava il Centro dell'ospedale Maggiore a utilizzare i 6 contenitori di acciaio della 'casa' per congelare in azoto liquido gli embrioni abbandonati dai legittimi proprietari con dichiarazione scritta (circa 3.600 secondo il censimento dell'Istituto superiore di sanita'). Rebulla e colleghi restano quindi "ancora in attesa di istruzioni". Ma se dovesse arrivare un 'contrordine' al decreto 2004, i possibili utilizzi per i 6 bidoni hi-tech non mancherebbero. "Li destineremmo al loro uso naturale: conservare campioni", spiega lo specialista. Il Centro dell'Istituto di via Sforza raccoglie infatti sangue placentare, cellule staminali e altro materiale biologico chiave per la cura di malattie ematologiche e per esplorare le nuove frontiere della medicina riparativa.

FAZIO, NESSUNO STOP A SUPER BANCA EMBRIONI
- "Non c'e' stato uno stop alla super banca degli embrioni congelati". Lo ha affermato il ministro della Salute, Ferruccio Fazio. "Sono in attesa della lettera - spiega il ministro - che ancora non ho ricevuto. Ho letto sul giornale che me l'hanno mandata, ormai le cose viaggiano" cosi', conclude. A pronunciarsi per lo stop, secondo le anticipazioni della stampa, e' stata la Commissione nominata un anno fa dallo stesso Fazio per dare indicazioni sugli embrioni in sovrannumero, congelati nei centri di fecondazione assistita.

FILOMENA GALLO
avvocato, presidente Amica Cicogna ONLUS, Vice Segretario Associazione Luca Coscioni
L'ultimo censimento parlava di 2527 embrioni. Sarebbe interessante, a questo punto, almeno capire come per la “Commissione di studio sugli embrioni crioconservati nei centri di Pma” siamo arrivati a trentamila. Ma, al di là del balletto delle cifre, per parlare di adozione bisogna comunque avere molta fantasia. Banalmente l’adozione, almeno fino ad oggi, è possibile nei confronti di chi possiede personalità giuridica e, sempre fino ad oggi, la personalità giuridica è una titolarità che si acquista con la nascita.
A proposito degli embrioni, l’unico termine che può apparire idoneo, nel nostro quadro giuridico, è piuttosto quello della donazione, sulla base di un atto di solidarietà, un presupposto previsto in questi casi dalla giurisprudenza, ma è impossibile da applicare agli embrioni in stato di abbandono. Sarebbe auspicabile comunque che embrioni destinati al sicuro deperimento siano piuttosto utilizzati per la ricerca. Ricordiamo comunque che, stando alla Legge 40/04 il trasferimento in utero, implicherebbe una tecnica di fecondazione assistita con materiale estraneo alla coppia, ovvero una fecondazione eterologa attualmente vietata.
Il verdetto della commissione di studio sugli embrioni crioconservati nei centri di procreazione medicalmente assistita, nominata nel giugno 2009 dal ministro del Welfare e presieduta da Francesco D'Agostino, dunque, lungi dal trovare una soluzione, non fa altro che far emergere le contraddizioni e le incongruità, che da sempre segnaliamo. Oltre, ovviamente, alla pochezza e all'approssimazione con cui ci si accosta a questi temi, con l'intento soltanto di decidere della vita altrui, a cominciare da quella biologica.
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