Fecondazione eterologa a pagamento. Consiglio Stato boccia Regione Lombardia
"L'esecuzione dei provvedimenti impugnati è suscettibile di produrre l'effetto della perdita, da parte di coloro che non sono in grado di sostenere l'onere economico ivi previsto, della possibilità di accedere alle tecniche in parola dovuta al superamento dell'età potenzialmente fertile durante il tempo occorrente per la definizione del giudizio nel merito". E' quanto evidenzia il Consiglio di Stato, nell'ordinanza in cui ha bocciato la decisione della Regione Lombardia di far pagare ai pazienti con problemi di sterilità e infertilità il ricorso alla fecondazione eterologa, mentre quella omologa è gratuita. Secondo il Consiglio di Stato "il pregiudizio lamentato, il quale non può essere ragionevolmente limitato ad aspetti puramente patrimoniali in sé risarcibili, deve ritenersi dotato dei prescritti caratteri di gravità e irreparabilità" e per questo "ricorrono i presupposti per l'accoglimento" del ricorso presentato dall'associazione Sos Infertilità onlus, rappresentata e difesa dagli avvocati Massimo Clara, Lorenzo Carmelo Platania e Cinzia Ammirati, contro la Regione Lombardia, per la riforma dell'ordinanza cautelare del Tar Lombardia. Il Consiglio di Stato ordina dunque che il Tar della Lombardia, "che non aveva preso ancora un decisione sui ricorsi, rimandando con una sospensiva la decisione nel merito - spiega all'Adnkronos Salute l'avvocato Ammirati - fissi invece in maniera sollecita l'udienza di merito, affinché venga presa una decisione in tempi brevi. Ma nella sua ordinanza il Consiglio di Stato sembra già dare ragione alle coppie in attesa di avere accesso alla fecondazione eterologa, che potrebbero fra l'altro superare l'età" consentita dalla legge per la copertura da parte del Ssn. "Miravamo ad avere prima possibile il giudizio di merito - conclude il legale - e il Consiglio di Stato ha detto al Tar che deve fissarlo subito. Penso che in un paio di mesi questo sarà fatto".
Il Consiglio di Stato ''ristabilisce pieno rispetto dei diritti delle coppie sterili''. Lo afferma Filomena Gallo, segretario dell'Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica, commentando la sospensione da parte del Consiglio di Stato della delibera della Lombardia che prevede che il costo per le tecniche di eterologa siano a totale carico dei cittadini. ''Il Consiglio di Stato - afferma Gallo - ha emesso l'unica sentenza possibile grazie al lavoro delle associazioni di pazienti e dei colleghi con cui in questi anni abbiamo lavorato per la tutela dei diritti delle persone che vorrebbero avere una famiglia con dei bambini. Già la legge 40 ha per anni discriminato le coppie rispetto all'accesso alle tecniche: perché il Consiglio regionale avrebbe voluto continuare sulla stessa strada prevedendo disparità di trattamento tra chi chiede di accedere ad una fecondazione omologa e chi ad una eterologa?''. Ora, sottolinea Gallo, ''ci attende un appuntamento importante: il prossimo 14 aprile la Corte Costituzionale si pronuncerà su un altro divieto della legge 40 del 2004, quello che vieta l'accesso alla diagnosi pre-impianto alle coppie fertili ma portatrici di patologie genetiche. Fino ad ora i tribunali e la Corte sono stati fondamentali. Spetterebbe ora alla politica agire''. Per questo, conclude, ''abbiamo lanciato insieme ad altre associazioni un appello al Parlamento e Governo , tramite una petizione presente sul nostro sito, in cui chiediamo che questo divieto venga cancellato prima dell'intervento della Consulta''.
Il Consiglio di Stato ''ristabilisce pieno rispetto dei diritti delle coppie sterili''. Lo afferma Filomena Gallo, segretario dell'Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica, commentando la sospensione da parte del Consiglio di Stato della delibera della Lombardia che prevede che il costo per le tecniche di eterologa siano a totale carico dei cittadini. ''Il Consiglio di Stato - afferma Gallo - ha emesso l'unica sentenza possibile grazie al lavoro delle associazioni di pazienti e dei colleghi con cui in questi anni abbiamo lavorato per la tutela dei diritti delle persone che vorrebbero avere una famiglia con dei bambini. Già la legge 40 ha per anni discriminato le coppie rispetto all'accesso alle tecniche: perché il Consiglio regionale avrebbe voluto continuare sulla stessa strada prevedendo disparità di trattamento tra chi chiede di accedere ad una fecondazione omologa e chi ad una eterologa?''. Ora, sottolinea Gallo, ''ci attende un appuntamento importante: il prossimo 14 aprile la Corte Costituzionale si pronuncerà su un altro divieto della legge 40 del 2004, quello che vieta l'accesso alla diagnosi pre-impianto alle coppie fertili ma portatrici di patologie genetiche. Fino ad ora i tribunali e la Corte sono stati fondamentali. Spetterebbe ora alla politica agire''. Per questo, conclude, ''abbiamo lanciato insieme ad altre associazioni un appello al Parlamento e Governo , tramite una petizione presente sul nostro sito, in cui chiediamo che questo divieto venga cancellato prima dell'intervento della Consulta''.
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