Ferrero su relazione comitato Schengen: avevo ragione
'Il comitato Schengen ha fatto una relazione che invito tutti i leggere perche' e' la fotocopia di cio' che io vado dicendo da venti mesi': cosi' il ministro della solidarieta' sociale, Paolo Ferrero, commenta il documento conclusivo dell'indagine su immigrazione e integrazione effettuata dal Comitato parlamentare di controllo sull'attuazione dell'accordo di Schengen. Il ministro spiega il suo pensiero: 'la relazione dice che bisogna trovare metodi di ingresso legale in Italia, che bisogna spendersi sulle politiche di integrazione e sui minori non accompagnati, sulle donne vittime di tratta e sull'insegnamento della lingua'. 'In parte, a queste critiche c'e' una risposta nell'uso del fondo sull'integrazione dei migranti, che iniziera' ad essere speso concretamente, quello del 2007, entro l'estate, mentre quello del 2008 che e' di 100 milioni di euro e per il quale ho gia' firmato il decreto, sara' speso a partire da ottobre-novembre prossimi. Quindi, gli effetti positivi su riduzione dei ghetti, insegnamento della lingua, uscita delle donne dalla tratta, e cosi' via cominceranno a vedersi dall'estate 2008'. Insomma, secondo Ferrero 'le cose impostate risponderanno a una parte di queste critiche; l'altra parte di risposta avrebbe dovuto essere la modifica della legge Bossi-Fini, che non ci sara', anche se assolutamente necessaria'. Infine, c'e' una 'terza risposta' che Ferrero ritiene vada data al Comitato, ed e' quella di chiedere al governo Prodi di fare, visto che non si e' potuto approvare un altro decreto flussi, un provvedimento di regolarizzazione degli immigrati che lavorano nel nostro Paese. Questo si puo' fare con un decreto legge, che non ha bisogno di essere convertito dal Parlamento'. Quanto al numero di persone da regolarizzare, secondo Ferrero 'e' il datore di lavoro che deve regolarizzare il dipendente clandestino, e quindi il numero sara' definito da quanti sono effettivamente. Dunque non una sanatoria, dove chiunque puo' chiedere di essere regolarizzato, ma un provvedimento che riguarda solo chi gia' lavora da noi. La distanza fra le domande del decreto flussi e i numeri sono di alcune centinaia di migliaia, immagino che stiamo su queste cifre'
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