Fibra ottica: copertura all'80% ma pochi abbonati attivi
In Italia la fibra ottica fino all'abitazione (FTTH) ha ormai raggiunto quasi l'80% delle famiglie, ma la quota di chi dispone davvero di un abbonamento attivo resta molto più bassa: meno di tre unità immobiliari coperte su dieci risultano effettivamente connesse. È quanto emerge da un'analisi pubblicata da Agenda Digitale, basata sui dati di Agcom e Infratel.
Il dato sulla copertura è il risultato di oltre sei miliardi di euro investiti negli ultimi dieci anni, metà dei quali provenienti dal PNRR. La percentuale di famiglie raggiunte dalla rete era al 77,6% a fine 2025 ed è salita al 79,4% nel primo trimestre del 2026. Numeri che collocano il Paese sopra la media europea sul fronte infrastrutturale, ma che nascondono un problema di utilizzo effettivo della rete.
Il caso più evidente riguarda le cosiddette aree bianche del Piano Banda Ultra Larga (BUL), i territori rurali e periferici dove gli operatori privati non avevano interesse a investire e dove la rete è stata costruita da Open Fiber con risorse pubbliche. Su 9,6 milioni di unità immobiliari previste dal piano, a fine agosto 2026 risultavano 5,4 milioni di immobili collaudati, ma soltanto 927.226 con servizi effettivamente attivi. Su circa 1,5 milioni di ordini ricevuti complessivamente da 314 operatori, ben 525.840 - oltre un terzo del totale - si sono chiusi con un esito negativo, il cosiddetto "KO".
Dietro questa sigla si nascondono situazioni diverse: ordini che restano bloccati perché nessun operatore li prende in carico, appuntamenti tecnici che saltano senza spiegazioni, settimane di attesa che finiscono con la rinuncia da parte del cliente. A portare il tema all'attenzione pubblica è stato Il Sole 24 Ore, che ad agosto ha messo in fila i dati Agcom sulla distanza tra case raggiunte dalla fibra e abbonamenti realmente attivi, raccogliendo poi le segnalazioni di numerosi lettori che non riescono a sottoscrivere un contratto nonostante la copertura dichiarata sulle mappe degli operatori. Molte di queste persone hanno presentato reclami ad Agcom e ai Corecom territoriali senza mai ricevere risposta.
Il quadro cambia se si guarda al Piano Italia a 1 Giga, che riguarda le cosiddette aree grigie, cioè i territori dove la domanda di mercato è considerata più solida. Qui, su 2,69 milioni di civici target da raggiungere entro giugno 2026, ad aprile risultavano già connessi 2,63 milioni di unità immobiliari, pari al 97,6% dell'obiettivo. Un livello di completamento molto più alto rispetto a quello osservato nelle aree bianche, a conferma che il problema non riguarda soltanto la realizzazione fisica della rete, ma soprattutto l'ultimo tratto che collega l'abitazione del cliente all'infrastruttura già disponibile sulla strada.