Filiazione. Governo approva legge delega: uguali figli legittimi e naturali
Il Consiglio dei ministri ha approvato un disegno di legge delega, illustrato dal sottosegretario Carlo Giovanardi che ne ha coordinato la fase istruttoria, volto a modificare la disciplina in materia di filiazione con il fine di assicurare una sostanziale equiparazione dei diritti dei figli legittimi con quelli dei figli naturali. Il Governo perviene a questo significativo traguardo, che antepone il valore e la centralità della persona umana ad ingiustificate differenze sullo stato di figlio, in attuazione dei principi sanciti dalla Costituzione (articoli 2, 3 e soprattutto 30) e degli indirizzi fissati da Trattati internazionali, tra i quali la Carta di Nizza sui diritti fondamentali dell'Unione europea (vincolante per l'Italia a seguito dell'entrata in vigore del Trattato di Lisbona) e la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo.
Con una fondamentale innovazione nel Codice civile, la delega rende prossima la disciplina dello status unico di "figlio", eliminando (anche sotto un profilo lessicale) la distinzione tra legittimo e naturale e prevedendo, laddove si renda comunque necessario indicarne l'origine, l'impiego delle definizioni di "figli nati nel matrimonio" e di "figli nati fuori dal matrimonio", in ció adeguandosi alla formula adottata dall'articolo 30 della Costituzione. Il disegno di legge è stato predisposto da un'apposita Commissione per lo studio e l'approfondimento di questioni giuridiche afferenti la famiglia, istituita presso il Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri e presieduta dal professore Cesare Massimo Bianca, con la partecipazione di rappresentanti della Giustizia, dell'Interno e delle Pari opportunità. Il Consiglio ha ringraziato per l'impegnativo lavoro svolto il prof. Bianca e tutti i componenti della Commissione.
Sul merito e' intervenuta la senatrice radicale Donatella Poretti:
Le scelte dei genitori non possono e non devono avere delle ricadute sui figli che si traducono in minori diritti e tutele. Bene quindi il ddl del Governo per porre termine alle discriminazioni tra i figli nati dentro e fuori dal matrimonio, discriminazioni lessicali -figli naturali, legittimi e incestuosi- ma anche di tipo ereditario e di trattamento nei tribunali -ordinario per i legittimi e dei minori per gli altri.
Un tema su cui abbiamo depositato disegni di legge, ordini del giorno recentemente fatti propri dal Governo sia sui figli naturali che sulla possibilita’ che i figli incestuosi siano riconoscibili, ad oggi gli unici cui e’ negato lo status filiationis.
Ora vigileremo perche’ il disegno di legge delega contenga tutte le norme di cui c’e’ bisogno, e poi confidiamo che questo provvedimento apra la strada ad una riforma del diritto di famiglia nella direzione di adeguarsi alla societa’: dal divorzio breve, al riconoscimento delle coppie di fatto, dalle adozioni per i single al doppio cognome.
Con una fondamentale innovazione nel Codice civile, la delega rende prossima la disciplina dello status unico di "figlio", eliminando (anche sotto un profilo lessicale) la distinzione tra legittimo e naturale e prevedendo, laddove si renda comunque necessario indicarne l'origine, l'impiego delle definizioni di "figli nati nel matrimonio" e di "figli nati fuori dal matrimonio", in ció adeguandosi alla formula adottata dall'articolo 30 della Costituzione. Il disegno di legge è stato predisposto da un'apposita Commissione per lo studio e l'approfondimento di questioni giuridiche afferenti la famiglia, istituita presso il Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri e presieduta dal professore Cesare Massimo Bianca, con la partecipazione di rappresentanti della Giustizia, dell'Interno e delle Pari opportunità. Il Consiglio ha ringraziato per l'impegnativo lavoro svolto il prof. Bianca e tutti i componenti della Commissione.
Sul merito e' intervenuta la senatrice radicale Donatella Poretti:
Le scelte dei genitori non possono e non devono avere delle ricadute sui figli che si traducono in minori diritti e tutele. Bene quindi il ddl del Governo per porre termine alle discriminazioni tra i figli nati dentro e fuori dal matrimonio, discriminazioni lessicali -figli naturali, legittimi e incestuosi- ma anche di tipo ereditario e di trattamento nei tribunali -ordinario per i legittimi e dei minori per gli altri.
Un tema su cui abbiamo depositato disegni di legge, ordini del giorno recentemente fatti propri dal Governo sia sui figli naturali che sulla possibilita’ che i figli incestuosi siano riconoscibili, ad oggi gli unici cui e’ negato lo status filiationis.
Ora vigileremo perche’ il disegno di legge delega contenga tutte le norme di cui c’e’ bisogno, e poi confidiamo che questo provvedimento apra la strada ad una riforma del diritto di famiglia nella direzione di adeguarsi alla societa’: dal divorzio breve, al riconoscimento delle coppie di fatto, dalle adozioni per i single al doppio cognome.
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