Filippine. Una guerra fatta di comunicati stampa
La guerra alla droga annunciata dal presidente Gloria Arroyo, e dai suoi collaboratori, sembra piu' di facciata che altro, scrive Alejandro R. Roces sul quotidiano "Philippine Star", che la definisce una "guerra limitata ai comunicati stampa".
In realta', l'unico arresto di un certo rilievo e' sempre quello di Frank Chua alias Tsai Jung Shui, risalente a nove anni fa.
Si annuncia di costruire nuove prigioni e di ampliare i posti nei centri di recupero. Ma non si fa niente per poter riempire questi nuovi locali. Nonostante tutti gli annunci, i "protettori in divisa" degli spacciatori non sono stati arrestati, anzi, non si e' mai parlato di un poliziotto arrestato per essere complice di un trafficante.
Tutti, sempre secondo l'autore dell'articolo, i tossicodipendenti (che sono 3,4 milioni nelle Filippine), e anche i non tossicodipendenti sanno dove poter comprare la droga. Tutti meno che la polizia.
"Dovremmo riportare ogni giorno -conclude Roces- il numero dei drogati e dei trafficanti che verranno arrestati durante questa guerra. Sembra che non ce ne siano".
In realta', l'unico arresto di un certo rilievo e' sempre quello di Frank Chua alias Tsai Jung Shui, risalente a nove anni fa.
Si annuncia di costruire nuove prigioni e di ampliare i posti nei centri di recupero. Ma non si fa niente per poter riempire questi nuovi locali. Nonostante tutti gli annunci, i "protettori in divisa" degli spacciatori non sono stati arrestati, anzi, non si e' mai parlato di un poliziotto arrestato per essere complice di un trafficante.
Tutti, sempre secondo l'autore dell'articolo, i tossicodipendenti (che sono 3,4 milioni nelle Filippine), e anche i non tossicodipendenti sanno dove poter comprare la droga. Tutti meno che la polizia.
"Dovremmo riportare ogni giorno -conclude Roces- il numero dei drogati e dei trafficanti che verranno arrestati durante questa guerra. Sembra che non ce ne siano".
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