Giovedì 11 giugno 2026
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Filippine. Un seguace per il "metodo thailandese"

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Il presidente delle Filippine, signora Gloria Arroyo, ha lanciato una grossa campagna antidroga a tutti i livelli, che lei controllera' "personalmente", e dalla quale, ha detto ai responsabili delle forze dell'ordine, si aspetta "risultati strategici immediati", ed almeno qualche grosso arresto nel giro di tre mesi, ed ha chiesto il sostegno da parte dei media e dell'opinione pubblica.
La campagna, secondo il presidente filippino, "significa la neutralizzazione dei gruppi maggiori e l'arresto dei leader, assieme ad una azione mirata contro spacciatori, trafficanti e i loro padrini nel Governo, specialmente quelli in uniforme, assieme al blocco del traffico di stupefacenti all'interno delle nostre coste. I signori della droga, non importa quanto siano importanti nelle stanze del potere, dovranno essere cacciati come si fa con i criminali comuni, perche' costoro sono criminali comuni".
La Arroyo ha inoltre citato l'esempio da seguire della campagna analoga portata avanti dal primo ministro thailandese Thaksin Shinawatra, ed ha annunciato un finanziamento di un miliardo di pesos (circa 16 milioni di euro) per la campagna antidroga "che e' piu' di quanto aveva a disposizione Thaksin quando ha distrutto i cartelli della droga in tre mesi".
Al momento, i dati ufficiali parlano di 3.4 milioni di tossicodipendenti nel Paese, contro i 20.000 del 1972. Inoltre, secondo la Dea filippina il 70% dei detenuti e' stato arrestato per aver violato le leggi antidroga.
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