Mercoledì 10 giugno 2026
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La fine della vita: il dibattito in Spagna

U.E. - SPAGNA
Notizia ·
I politici e la Chiesa cattolica non sono in sintonia con la societa' civile in tema di eutanasia, che e' puntita con il carcere dall'articolo 143 del Codice Penale.
Nel programma elettorale del 2004, il Partito Socialista spagnolo (PSOE) si era impegnato a creare una commissione parlamentare per discutere del "diritto all'eutanasia" e della sua depenalizzazione. Quattro anni piu' tardi, dopo una legislatura segnata dalle rumorose proteste dei vescovi contro le misure sociali del Governo, i socialisti hanno eliminato l'eutanasia dal loro programma, che ora parla solo di un futuro piano generale per affrontare le cure palliative. Nei quattro anni in cui ha governato, il PSOE non solo non ha creato la commissione, ma ha altresi' respinto sette interrogazioni sulla depenalizzazione dell'eutanasia. Nell'Esecutivo, le opinioni non sono state sempre coincidenti. Il ministro del Lavoro in funzione, Jesus Caldera, in dicembre assicurava che "in materia di eutanasia la situazione e' decisa, non ci sono cambiamenti da fare, non e' necessaria una legge". Viceversa, il suo compagno Bernat Soria, titolare della Sanita', un po' prima delle elezioni dichiarava: "In questa legislatura non ho tempo, pero' l'eutanasia e' una materia pendente (...) E' un tema che dev'essere impostato nella societa'".
Ma proprio la societa' sembra avere le idee chiare. Il 72% dei giovani dai 15 ai 29 anni dichiara, in un'indagine del Centro di ricerche sociologiche (CIS) del 2001, d'essere favorevole a che si aiuti a morire un malato incurabile che lo richieda. E la maggioranza degli spagnoli indicava, in un altro sondaggio del CIS, che i malati terminali nel pieno delle loro facolta' mentali hanno il diritto di decidere sul proprio fine vita. Nel frattempo, alcuni casi individuali scuotono periodicamente la societa' e fanno riaprire il dibattito. Nel 2006, il Comitato Consultivo di Bioetica della Catalogna pubblico' un rapporto nel quale chiedeva che si depenalizzasse l'eutanasia e l'aiuto al suicidio in caso di pazienti terminali o affetti da una malattia incurabile che gli procurasse grandi sofferenze. Sempre su richiesta del malato e sotto stretto controllo della procedura.
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