Fine vita. Parlamento approva legge
Via libera dell'Assemblea Nazionale francese alla proposta di legge sul fine vita, che propone una "sedazione profonda e continua" per i pazienti in fase terminale. L'Assemblée Nationale ha approvato il testo di legge a larghissima maggioranza, con 436 voti a favore e 34 contrari.
La proposta di legge presentata dai deputati Alain Claeys (Partito socialista) e Jean Leonetti (neogollisti, Ump) completa le disposizioni della legge Jean Leonetti del 2005, proponendo una "sedazione profonda e continua" per i pazienti in fase terminale. Il testo rende vincolanti le "direttive" dettate dal paziente per rifiutare l'accanimento terapeutico. "Dormire prima di morire per non soffrire": questo, in sintesi, lo spirito del nuovo progetto legislativo, secondo quanto riferito dallo stesso Jean Leonetti. Il voto nell'emiciclo è stato turbato da un breve incidente. Ignoti hanno gettato nelle tribune dei deputati della gauche volantini con la scritta: 'No all'eutanasia', 'R come resistenza'" suscitando la reazione del presidente dell'Assemblea, Claude Bartolone.
"La Francia a differenza dell'Italia decide sul fine-vita. Non mi pare una soluzione soddisfacente per tutti i malati terminali. Spero che, dopo un periodo di rodaggio di questa legge, si ripensino e valutino soluzioni più serie e meno timorose nell'aiuto a una morte dignitosa. Per molti malati una sedazione prolungata nel tempo la giudico inumana, anche per chi assiste al lento morire di una persona cara". Lo sottolinea Mina Welby, co-presidente dell'Associazione Luca Coscioni. Prosegue Marco Cappato, promotore dell campagna Eutanasia Legale: "La formula della "sedazione profonda e continua" approvata dall'Assemblea nazionale francese è una soluzione parziale perché obbliga a passare attraverso una procedura di sedazione in alcuni casi immotivatamente lunga, obbligando il paziente e i suoi cari ad una attesa ingiustificata pur di non consentire la somministrazione di una sostanza letale ad effetto immediato. Tale scelta non corrisponde a una logica medica, ma soltanto alla volontà di evitare uno scontro politico diretto sull'eutanasia. La novità più importante di questa legge, tuttavia, è che darà al malato l'ultima parola (mentre fino ad ora il suo parere non era vincolante per i medici)".
"Va comunque dato atto al Parlamento francese - dice Cappato - di incentrare la legge sulla volontà non eludibile del malato di saper fare ciò che il Parlamento italiano non ha il coraggio di fare: discutere e decidere. Nessun gruppo parlamentare ha infatti chiesto finora la calendarizzazione della proposta di legge di iniziativa popolare per l'eutanasia legale che abbiamo presentato nel settembre 2013, mentre la maggior parte degli italiani si conferma a favore dell'eutanasia". "Proprio per aprire il confronto anche nel nostro Parlamento, giovedì 19 marzo, a un anno dal richiamo alle Camere dell'allora Presidente Napolitano, terremo presso il Senato della Repubblica, un convegno dal titolo "Liberi fino alla fine: il parlamento si faccia vivo. L'urgenza di buone regole e buona informazione su testamento biologico e eutanasia"".
"Dopo il voto in Francia e' ora che anche in Italia si apra una discussione seria sul #finevita". Lo scrive su Twitter Micaela Campana, deputata e responsabile nazionale Welfare e diritti del Pd.
"Domani le associazioni 'Luca Coscioni' e 'A Buon Diritto' promuovono una iniziativa sul tema del fine vita e dell'eutanasia. Sara' l'occasione per presentare un testo, da me proposto insieme ai tre sottosegretari Ivan Scalfarotto, Ilaria Borletti Buitoni, Benedetto Della Vedova e sottoscritto da una quarantina tra deputati e senatori". E' quanto annuncia il senatore del Partito Democratico, Luigi Manconi. "Nella lettera si chiede 'che non venga sanzionato chi, all'interno di una relazione di cura e su richiesta consapevole del paziente, acconsenta a sospendere quella stessa cura, ad accelerare il processo di morte, a prestare assistenza al suicidio o, infine, a compiere un atto eutanasico'- sottolinea Manconi- E si sollecita la calendarizzazione della proposta di legge di iniziativa popolare, depositata alla Camera dall'associazione Luca Coscioni nel settembre 2013. Proprio ieri, il Parlamento francese ha approvato a stragrande maggioranza una normativa che consente la sedazione profonda e costante per i malati terminali. Non e' l'eutanasia e, tuttavia, e' un importante passo avanti. Un provvedimento intelligente, razionale e compassionevole, di cui si puo' rinvenire una antica traccia in un discorso di Pio XII del 1954". "Cosi' il pontefice oltre sessanta anni fa: 'Voi ci domandate: la soppressione del dolore e della coscienza mediante narcotici quando cio' e' richiesto da un'indicazione medica, e' consentita dalla religione e dalla morale al medico e al paziente, anche quando si avvicina la morte e si prevede che l'uso dei narcotici accorcera' la vita? Bisogna rispondere: se non ci sono altri mezzi e se, nelle circostanze concrete, cio' non impedisce l'adempimento di altri doveri morali e religiosi, si''", conclude l'esponente Pd.
La proposta di legge presentata dai deputati Alain Claeys (Partito socialista) e Jean Leonetti (neogollisti, Ump) completa le disposizioni della legge Jean Leonetti del 2005, proponendo una "sedazione profonda e continua" per i pazienti in fase terminale. Il testo rende vincolanti le "direttive" dettate dal paziente per rifiutare l'accanimento terapeutico. "Dormire prima di morire per non soffrire": questo, in sintesi, lo spirito del nuovo progetto legislativo, secondo quanto riferito dallo stesso Jean Leonetti. Il voto nell'emiciclo è stato turbato da un breve incidente. Ignoti hanno gettato nelle tribune dei deputati della gauche volantini con la scritta: 'No all'eutanasia', 'R come resistenza'" suscitando la reazione del presidente dell'Assemblea, Claude Bartolone.
"La Francia a differenza dell'Italia decide sul fine-vita. Non mi pare una soluzione soddisfacente per tutti i malati terminali. Spero che, dopo un periodo di rodaggio di questa legge, si ripensino e valutino soluzioni più serie e meno timorose nell'aiuto a una morte dignitosa. Per molti malati una sedazione prolungata nel tempo la giudico inumana, anche per chi assiste al lento morire di una persona cara". Lo sottolinea Mina Welby, co-presidente dell'Associazione Luca Coscioni. Prosegue Marco Cappato, promotore dell campagna Eutanasia Legale: "La formula della "sedazione profonda e continua" approvata dall'Assemblea nazionale francese è una soluzione parziale perché obbliga a passare attraverso una procedura di sedazione in alcuni casi immotivatamente lunga, obbligando il paziente e i suoi cari ad una attesa ingiustificata pur di non consentire la somministrazione di una sostanza letale ad effetto immediato. Tale scelta non corrisponde a una logica medica, ma soltanto alla volontà di evitare uno scontro politico diretto sull'eutanasia. La novità più importante di questa legge, tuttavia, è che darà al malato l'ultima parola (mentre fino ad ora il suo parere non era vincolante per i medici)".
"Va comunque dato atto al Parlamento francese - dice Cappato - di incentrare la legge sulla volontà non eludibile del malato di saper fare ciò che il Parlamento italiano non ha il coraggio di fare: discutere e decidere. Nessun gruppo parlamentare ha infatti chiesto finora la calendarizzazione della proposta di legge di iniziativa popolare per l'eutanasia legale che abbiamo presentato nel settembre 2013, mentre la maggior parte degli italiani si conferma a favore dell'eutanasia". "Proprio per aprire il confronto anche nel nostro Parlamento, giovedì 19 marzo, a un anno dal richiamo alle Camere dell'allora Presidente Napolitano, terremo presso il Senato della Repubblica, un convegno dal titolo "Liberi fino alla fine: il parlamento si faccia vivo. L'urgenza di buone regole e buona informazione su testamento biologico e eutanasia"".
"Dopo il voto in Francia e' ora che anche in Italia si apra una discussione seria sul #finevita". Lo scrive su Twitter Micaela Campana, deputata e responsabile nazionale Welfare e diritti del Pd.
"Domani le associazioni 'Luca Coscioni' e 'A Buon Diritto' promuovono una iniziativa sul tema del fine vita e dell'eutanasia. Sara' l'occasione per presentare un testo, da me proposto insieme ai tre sottosegretari Ivan Scalfarotto, Ilaria Borletti Buitoni, Benedetto Della Vedova e sottoscritto da una quarantina tra deputati e senatori". E' quanto annuncia il senatore del Partito Democratico, Luigi Manconi. "Nella lettera si chiede 'che non venga sanzionato chi, all'interno di una relazione di cura e su richiesta consapevole del paziente, acconsenta a sospendere quella stessa cura, ad accelerare il processo di morte, a prestare assistenza al suicidio o, infine, a compiere un atto eutanasico'- sottolinea Manconi- E si sollecita la calendarizzazione della proposta di legge di iniziativa popolare, depositata alla Camera dall'associazione Luca Coscioni nel settembre 2013. Proprio ieri, il Parlamento francese ha approvato a stragrande maggioranza una normativa che consente la sedazione profonda e costante per i malati terminali. Non e' l'eutanasia e, tuttavia, e' un importante passo avanti. Un provvedimento intelligente, razionale e compassionevole, di cui si puo' rinvenire una antica traccia in un discorso di Pio XII del 1954". "Cosi' il pontefice oltre sessanta anni fa: 'Voi ci domandate: la soppressione del dolore e della coscienza mediante narcotici quando cio' e' richiesto da un'indicazione medica, e' consentita dalla religione e dalla morale al medico e al paziente, anche quando si avvicina la morte e si prevede che l'uso dei narcotici accorcera' la vita? Bisogna rispondere: se non ci sono altri mezzi e se, nelle circostanze concrete, cio' non impedisce l'adempimento di altri doveri morali e religiosi, si''", conclude l'esponente Pd.
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