Venerdì 5 giugno 2026
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Fine vita, sedazione terminale anche per sintomi non fisici

U.E. - OLANDA
Notizia ·
Uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Journal of the American Geriatric Society analizza la pratica della sedazione palliativa terminale nelle case di cura olandesi nel 2007.
Sono stati intervistati con questionario anonimo 657 medici geriatri che lavoravano nel 2007 in regime di hospice. Sono stati esaminati anche i parametri utilizzati per la sedazione e le richieste di eutanasia.
Sono stati descritti i casi di 316 pazienti, la maggior parte dei quali aveva il cancro o era affetto da demenza. I sintomi  refrattari maggiormente segnalati sono: dolore (52%), ansia (44%), stanchezza (44%), dispnea (40%), delirio (24%), perdita di dignità (18%), e disagio esistenziale (16 %). Nel 98% dei casi, la sedazione mirava a lenire i sintomi. Dei pazienti con il cancro, il 17% aveva in precedenza chiesto l'eutanasia. La dose iniziale media di midazolam era di 31 mg ogni 24 ore (range: 0-240 mg/24 h), e la dose media finale di 48 mg ogni 24 ore (range: 0-480 mg/24 h).
Gli studiosi concludono: "oltre ai sintomi fisici, sono spesso citati come sintomi refrattari ansia, stanchezza, perdita di dignità, e il disagio esistenziale nella decisione di iniziare la sedazione da parte dei medici negli hospice. Inoltre, quasi un paziente su cinque affetto da tumore aveva fatto una precedente richiesta di eutanasia. Il range di dosaggio di midazolam in questo studio si adatta alle raccomandazioni delle linee guida nazionali olandesi sulla sedazione palliativa, anche se gli studi internazionali mostrano intervalli di dosaggio più piccoli. Infine, si raccomanda uno studio prospettico sulla accettabilità e la valutazione dei sintomi non fisici ai fini della sedazione palliativa terminale".
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