Fini chiede revisione cittadinanza, Maroni dice no
Con ius soli e 5 anni di residenza, 1 milione e 600 mila nuovi italiani, sarebbero interessati da una riforma della legge sulla cittadinanza. La stima e' delle Associazioni cristiane dei lavoratori, dati resi noti nel corso dell'incontro nazionale di Perugia. Per questi soggetti le condizioni sono la conoscenza della lingua italiana, della Costituzione e assenza di precedenti penali. Il presidente della Camera Gianfranco Fini, nel suo intervento ha messo l'accento sul voto amministrativo agli immigrati da valutare 'con scelte lungimiranti, senza emotivita', senza accenti e toni propagandistici, senza pensare - ha detto - alla campagna elettorale della prossima consultazione di tipo amministrativo, tenendo in dovuto conto i diritti delle persone, la tenuta sociale del paese, il profilo delle identita' collettive che rimane la base della coesione della Comunita' nazionale'.
'L'abbiamo gia' detto molti anni fa quando Gianfranco Fini fece per la prima volta questa proposta.
Il voto agli immigrati non lo condividiamo e non e' nel programma di governo'.
Cosi' questa sera, a Treviso, il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, ha commentato l'ipotesi di estendere agli stranieri residenti in Italia il voto alle prossime elezioni regionali avanzata oggi dal presidente della Camera dei deputati.
'Se il parlamento vuole discuterla lo faccia, ma nessuno potra' pretendere da noi - ha aggiunto Maroni - che cambiamo opinione rispetto a un principio che sosteniamo da sempre, e cioe' che il voto e' un diritto di chi ha la cittadinanza cosi' come e' scritto nella Costituzione'.
'L'abbiamo gia' detto molti anni fa quando Gianfranco Fini fece per la prima volta questa proposta.
Il voto agli immigrati non lo condividiamo e non e' nel programma di governo'.
Cosi' questa sera, a Treviso, il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, ha commentato l'ipotesi di estendere agli stranieri residenti in Italia il voto alle prossime elezioni regionali avanzata oggi dal presidente della Camera dei deputati.
'Se il parlamento vuole discuterla lo faccia, ma nessuno potra' pretendere da noi - ha aggiunto Maroni - che cambiamo opinione rispetto a un principio che sosteniamo da sempre, e cioe' che il voto e' un diritto di chi ha la cittadinanza cosi' come e' scritto nella Costituzione'.
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