Giovedì 4 giugno 2026
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Fini e Giovanardi: sulla droga non torniamo indietro

U.E. - ITALIA
Notizia ·
'Dal 15 aprile mi impegno a non tornare indietro sulle questioni della droga': lo ha detto il leader di An, Gianfranco Fini, intervenendo ad un'iniziativa del Pdl sulla droga. La legge Fini-Giovanardi e le sanzioni amministrative per i consumatori, dunque, non si toccano. 'Un partito moderato non deve confondere la moderazione con il relativismo etico e sulla droga bisogna essere intransigenti'. Ribadendo quanto detto in precedenza da Carlo Giovanardi, Fini ha aggiunto che 'il paletto inamovibile per noi e' che non puo' esistere il diritto a farsi del male. Non meraviglia che la sinistra contesti quel principio, perche' la sinistra continua a pensare che la liberta' sia senza regole. La sinistra contesta la legge Fini-Giovanardi - ha aggiunto - perche' e' un punto fermo che ribadisce il principio che lo stato puo' restare insensibile se qualcuno si fa male o fa male ad altri'.   
'Quando saremo al governo discuteremo con tutti, ma non sulle sanzioni amministrative'. Per il leader di An, infatti, 'il compito di una buona politica non puo' essere quello di fare cio' che e' utile per il consenso ma deve essere di fare quello che cio' e' giusto per la propria cultura'. Se in questa campagna elettorale non si e' parlato di droga, secondo Fini e' perche' 'molti partono dal ragionamento che in campagna elettorale si cerca di lisciare il pelo dalla parte giusta. Dire ai ragazzi che se usano la droga gli viene sospesa la patente o sequestrato il motorino non crea consenso. Prevale quindi il calcolo utilitaristico di non parlarne, per non perdere voti'. Ma questa, aggiunge, 'e' una politica che confonde cio' che e' utile con cio' che e' giusto. Se per assurdo affermando queste cose perdessimo i 10 mila voti di quei ragazzi, sarebbe giusto farlo, perche' bisogna dare alla politica una ragion d'essere educativa'.
Fini ha ribadito la necessita' di una grande azione di prevenzione cura dei tossicodipendenti, repressione dello spaccio e, ha confermato la contrarieta' alle narcosale, all'aumento della quantita' di droga consentita per il consumo, ed ai rave party che ha definito 'l'imbarbarimento di qualsiasi dignita' della persona umana'. Ha inoltre puntato il dito sulla 'ipocrisia di chi li autorizza e di chi il giorno dopo, quando ci scappa il morto, sostiene che la societa' deve interrogarsi sul fenomeno. Non c'e' nulla su cui interrogarsi. Non esiste la liberta' di farsi del male'.
'Battere la disinformazione e il pregiudizio verso la legge Fini-Giovanardi e' un altro degli impegni che il leader di An promette di mantenere: 'La sinistra e' figlia del vietato vietare, invece ci sono cose in cui occorre vietare'.
'Il mio impegno e' che dal 15-16 aprile non si torna indietro su questi aspetti'. Ha quindi confermato l'intenzione di rimettere in piedi il Dipartimento antidroga, 'sulle competenze si vedra'', ma soprattutto 'dobbiamo riprendere con slancio e con la convinzione di ave fatto una legge giusta, che ha interrotto la stagione del tutto lecito.
Questa legge noi la attueremo'.

"Voglio rilanciare il dipartimento per le tossicodipendenze, l'incontro di oggi ha dimostrato che c'e' una squadra di tecnici preparati, di cui fanno parte giuristi, operatori sociali, religiosi e laici". Lo ha annunciato Maurizio Gasparri.  "Bisogna creare una struttura nazionale -ha proseguito Gasparri- che intervenga nei casi di emergenza. Fermo restando le competenze regionali, non sempre gli enti locali hanno la capacita' di sostenere situazioni piu' urgenti. Il dipartimento deve essere dotato anche dei mezzi economici che consentano di agire nelle periferie e nei luoghi degradati".  "E' necessario fare uno stanziamento almeno per i casi piu' gravi. C'e' bisogno di una struttura nazionale come avviene con la Protezione civile. L'attivita' ordinaria va quindi agli enti locali, mentre la straordinaria all'ente nazionale".    
'Vinceremo le elezioni, e sulla droga chiederemo la collaborazione di tutti. Siamo pronti anche a proposte innovative': sara' questo l'atteggiamento della maggioranza di centrodestra, se vincera' le elezioni politiche, secondo Carlo Giovanardi, del Pdl, ministro competente sulla droga nell'ex governo Berlusconi. 'L'importante e' arrivare a una politica in cui tutte le ricette siano prese in considerazione. Dobbiamo riaprire una cantiere sulla droga, attraverso il dialogo e la valorizzazione di tutte le risorse di chi opera nel settore'. L'ex ministro ha pero' posto un paletto ben preciso: 'Drogarsi - ha ribadito - e' illecito, e' stato dimostrato dalla scienza che le droghe provocano danni irreparabili a chi le usa e a chi resta vittima di chi le usa. Posto questo paletto, siamo aperti al dialogo'. Ed ecco lo slogan del centrodestra: 'La droga e' come la spazzatura: va rimossa'. Perche', ha spiegato Giovanardi, la droga 'inquina le persone dentro, e le persone sono piu' importanti dell'ambiente'. Giovanardi ha ribadito che le sanzioni amministrative per i consumatori devono restare, che va ricostituito il Dipartimento antidroga, e che va intensificato il rapporto sia con le Regioni e gli enti locali sia con gli operatori del servizio pubblico e con quelli del privato sociale.   

PREVOLAB: IN DUE ANNI UN MILIONI DI CONSUMATORI IN PIU' - Nel 2010 in Italia ci saranno un milione di consumatori di cannabis in piu' rispetto ad oggi. In pratica dal 2007 al 2010, si prevede in Italia un aumento di consumatori di eroina del 10-20 per cento, quelli di cocaina del 40 per cento e quelli di cannabis del 20-30 per cento. I consumatori di cannabis passerebbero cosi' da 3,5 a 4,5 milioni. I dati sono stati diffusi dal Prevolab, l'osservatorio del dipartimento delle dipendenze patologiche di Milano diretto da Riccardo Gatti. Lo studio della Asl di Milano lancia anche un'altro allarme: e' in aumento il consumo di eroina tra i giovanissimi, quelli compresi nella fascia di eta' che va dai 15 ai 17 anni.   
Secondo il dipartimento dipendenze patologiche della Asl di Milano, dunque, in tre anni il consumo di droghe si estendera'. Senza distinzioni di stupefacente ma solo con percentuali diverse: al 2010 il numero dei consumatori di cocaina sara' compreso tra gli 800.000 e 1.100.000 individui (circa il 3% della popolazione italiana fra i 15 e i 54 anni), con un incremento del 40% rispetto al 2007; del 20-30% aumenteranno i consumatori di cannabis, dagli attuali 3.500.000 a circa 4.500.000; invertita anche la tendenza dell'eroina che, per la prima volta, viene segnalata in aumento. Dietro alla tendenza alla maggior diffusione dei cannabinoidi ci sarebbe la comune percezione delle sostanze come 'droghe leggere' e, pertanto, soggette ad una maggiore accettabilita' sociale perche' molto vicine alle sostanze legali di cui si abusa (ad esempio l'alcool); viceversa, proprio la mancanza di una memoria storica, capace oggi di associare il consumo di eroina ad una situazione di emarginazione, come succedeva in passato, potrebbe spingere i giovani ad avvicinarsi allo stupefacente, soprattutto attraverso modalita' d'assuzione meno invasive del classico 'buco': sempre piu' spesso, infatti, l'eroina viene fumata e inalata piuttosto che iniettata. Infine, la cocaina, la droga del momento alla ribalta delle cronache, sempre piu' accessibile a ogni tipo di tasca, sempre piu' spesso venduta in 'micro-dosi', con prezzi unitari molto bassi e su un mercato che sta diventando contiguo a quello della cannabis.

Dichiarazione di Marco Perduca, Segretario della Lega Internazionale Antiproibizionista e candidato radicale al Senato nelle liste del Pd in Toscana:
Intervenendo al convegno 'Sì alla vita No alla droga' Carlo Giovanardi si è dichiarato aperto anche a idee innovative in merito alle tossicodipendenze, l'unica idea innovativa e seria è abolire la legge che porta il suo nome e che ha confermato il fallimentare impianto proibizionista portando i tossicomani a essere trattati come criminali. In tutta Europa ormai si è fatto avanti un modello alternativo alle politiche di 'tolleranza zero' proposte dal Pdl, contro la reazione punizioni sta occorre il rilancio della radicale riforma referendaria del 1993 recuperandone tanto gli aspetti socio-sanitari e la depenalizzazione totale dell'uso personale. Il 24 aprile organizzeremo a Roma una manifestazione su questo.

'La vera emergenza sulla droga in questi anni e' quella prodotta dalle leggi del centrodestra': cosi' il responsabile nazionale politiche sociali del Prc, Francesco Piobbichi. 'Fini e Giovanardi - afferma Piobbichi - hanno fatto una legge che ha contribuito a far esplodere l'utilizzo di sostanze pesanti tra i giovani, perche' ha intrecciato i mercati delle droghe leggere con le pesanti e ha banalizzato il consumo di queste ultime. A forza di dire che le canne sono come la cocaina, purtroppo molti hanno finito per crederci'. 'Oggi, come se il fallimento della loro legge non ci fosse - aggiunge - continuano a parlare del rispetto della vita mentre ogni giorno, grazie alla loro ideologia, i morti per overdose aumentano dopo che per decenni continuavano a diminuire. Ma se le loro affermazioni sono ideologia - conclude - quelle di Gasparri, che vede fra i nostri compagni terroristi e spacciatori, sono stupefacenti'.    

La legge Fini-Giovanardi 'e' equilibrata e saggia, ma soprattutto ha il pregio assoluto di voler agire prima che eventi tragici accadono. E' troppo facile interrogarsi dopo che le vite vengono spezzate a causa del flagello droga, mentre la vera lotta alla tossicodipendenza si realizza attraverso un'opera educativa-formativa e preventiva indirizzata alle generazioni giovani". Ad affermarlo e' Domenico Di Virgilio, Responsabile Nazionale del Dipartimento Sanita' di Forza Italia e candidato del Popolo della Liberta' alle elezioni politiche, tra gli intervenuti al dibattito 'Si' alla vita, No alla droga'.  "Drogarsi non e' lecito ma i tossicodipendenti sono delle vittime e per questo vanno solo sanzionate amministrativamente -ribadisce Di Virgilio- ma gli spacciatori vanno puniti drasticamente perche' grazie al mercato che ruota attorno alla droga essi si arricchiscono. Come e' emerso dall'incontro di oggi il mercato della droga rappresenta una miniera d'oro per le organizzazioni criminali, infatti la produzione di cocaina e eroina ha raggiunto attualmente record storici ed il fatto che la produzione ecceda la domanda causa l'abbassamento del prezzo e quindi la possibilita' per le persone, e soprattutto i giovani, meno abbienti economicamente di acquistarla".    
"Il dovere della politica -prosegue Di Virgilio- e di tutte le istituzioni e' di diffondere non solo attraverso norme, ma anche attraverso campagne informative ad hoc che la droga fa male alla salute, infatti e' correlata ad una molteplicita' di patologie come Aids, epatite B e C, infezioni, infarti precoci ed altro ancora. Non si puo' far passare il messaggio che drogarsi e' un diritto individuale perche' laddove e' in gioco la tutela della salute tutta la societa' e' coinvolta'.
'Quindi -conclude- altro che le narcosale di Ferrero e la proposta della Turco, bocciata dal Tar del Lazio, di aumentare il quantitativo di cannabis permesso per uso personale!'. Serve invece 'la lotta a tutto campo contro la droga e gli spacciatori, ma in difesa dei giovani fragili ed indifesi e delle loro famiglie.'

"La situazione di emergenza in Italia e' endemica, ed e' una delle conseguenze della dissennata politica proibizionista". Lo afferma Rita Bernardini, segretaria dei Radicali, rispondendo all'esponente del Pdl Maurizio Gasparri.  Prosegue la Bernardini: "Quando poi Gasparri, nella stessa occasione si e' lanciato in un parallelo sprezzante fra l'immondizia e i ragazzi che partecipano ai 'rave', ha dimostrato con chiarezza di non essere la persona adatta a governare le innumerevoli tragedie personali, umane, economiche, giudiziarie che i fenomeni di tossicodipendenza portano con se'".  Per la segretaria dei Radicali, "non serve una nuova struttura ma serve un approccio razionale e antiproibizionista che permetta la regolamentazione delle sostanze stupefacenti e la ricerca di soluzioni praticabili. Soprattutto, non serve demonizzare i giovani, i 'rave', le droghe. Demonizzare e' metodo che scava fossati fra i giovani e la societa'".     
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