Venerdì 5 giugno 2026
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Fini: punire i consumatori. D'Alema: non serve a ridurre consumo, ma anzi lo rende piu' pericoloso

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Botta e risposta tra Gianfranco Fini e Massimo D'Alema sulla guerra alla droga. L'esponente del Pdl ha ribadito che punire lo spaccio non basta, occorre "anche punire il consumo" come stabilisce la legge che porta il suo nome, la Giovanardi-Fini. "La sanzione, che non e' la galera, nei confronti di chi fa uso di droga e' indispensabile", ha insistito, e' una norma che "considero valida e giusta, da difendere".
"Non credo che la soluzione di stabilire che sia illegale il consumo di droga sia una misura efficace", gli ha replicato Massimo D'Alema, intervenuto a un dibattito organizzato dalla AdnKronos. Secondo il vicepremier, "le cose illegali si fanno di nascosto e finiscono per spingere in una condizione di clandestinita' chi fuma uno spinello". Per questo, ha affermato, prevedere una sanzione per chi fa uso di cannabis "non solo non riduce il consumo ma lo rende clandestino e pericoloso".

'Fini vuole solo riempire le carceri di giovani che fumano le canne: e' questa la politica di contrasto alla droga che la destra vuole riproporre in Italia'.
Lo dice il capogruppo dei Verdi-Sinistra Arcobaleno alla Camera Angelo Bonelli, commentando le parole dell'esponente del Pdl. 'La ricetta del proibizionismo ha fallito, sempre e ovunque.
Al contrario - ha aggiunto - occorre colpire duramente le organizzazioni criminali sgominando i grandi traffici di droga e punire severamente gli spacciatori. Piuttosto, Fini pensi ai parlamentari che su questo, come su tanti altri temi, predicano bene e razzolano male'.

"Massimo D'Alema dovrebbe sapere e spiegare ai giovani italiani che in Francia e negli Stati Uniti anche i semplici consumatori di droghe leggere finiscono addirittura in carcere così come avviene in tanti altri paesi del mondo. In Italia invece abbiamo scelto la strada di punire penalmente soltanto gli spacciatori". Lo afferma in una nota Carlo Giovanardi (Pdl).
"Ma non è tollerabile pensare - prosegue - che non venga ritirata la patente o sequestrato il motorino a chi guida sotto l'effetto degli stupefacenti così come a chi guida ubriaco, mettendo a rischio la propria vita e quella degli altri".
"Le centinaia di vittime sulla strada dovute a persone che guidano ubriache o sotto l'effetto degli stupefacenti - conclude Giovanardi - dovrebbero indurre il nostro ministro degli esteri ad abbandonare gli slogan sessantottini del tipo 'proibito proibire' per fare concorrenza agli onorevoli Luxuria e Caruso, che dovrebbero vergognarsi profondamente quando inducono i giovani a comportamenti che danneggiano la loro salute".
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