Venerdì 5 giugno 2026
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Fini scrive a Maroni: no a presidi spia

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Ci sono tensioni nella maggioranza sul disegno di legge sulla sicurezza che dopo l'approvazione del Senato torna da oggi alla Camera.
E' la Lega a puntare i piedi, in particolare con Roberto Maroni, ministro degli Interni, che non esclude di chiedere al governo di porre il voto di fiducia per evitare sorprese (l'Aula di Montecitorio, con voto segreto, ha cancellato nelle scorse settimane le norme relative alle ronde e alla possibilita' che i medici denunciassero gli immigrati clandestini in cura).
L'episodio del disegno di legge sulla sicurezza si inquadra nel nervosismo che in questo momento caratterizza i rapporti tra Lega e Pdl. Il Carroccio non ha apprezzato la dichiarazione di voto del premier Silvio Berlusconi e del Pdl a favore del referendum del prossimo 21 giugno sulla legge elettorale. A tale proposito, la Lega sta lavorando a una sua proposta di legge di riforma delle norme elettorali in vigore per Camera e Senato.
Secondo le indiscrezioni, questa riforma guarderebbe al modello tedesco: aumenterebbe la quota proporzionale mentre un premio di maggioranza alla coalizione vincente assicurerebbe la governabilita'. La Lega chiederebbe un impegno del Pdl su questa opzione in modo da evitare che una vittoria dei si' nel referendum accentui la logica bipartitica del sistema politico.
Ieri e' stato Gianfranco Fini, presidente della Camera, a porre un altola' ai propositi di Maroni. Con una lettera indirizzata al ministro degli Interni, Fini ha precisato che sarebbe 'negativa l'eventualita' che nel disegno di legge all'esame dell'Aula di Montecitorio rimanga la norma che consentirebbe di negare l'iscrizione alle scuole dell'obbligo dei minori stranieri privi di permesso di soggiorno'.
Il presidente di Montecitorio afferma che se si confermasse quel dispositivo, sorgerebbero 'problemi di costituzionalita''. Maroni non ha risposto ufficialmente a Fini ma - secondo le voci che circolano negli ambienti della maggioranza - il ministro sarebbe intenzionato a ritirare il dispositivo, a condizione che si accetti il principio che gli immigrati debbano regolarizzare la propria situazione per usufruire dei diritti individuali e sociali.
L'articolo del disegno di legge in questione, proposto inizialmente da Maroni, tendeva a introdurre l'idea che gli immigrati, per avere diritto a qualsiasi tipo di prestazione pubblica, compresa l'iscrizione a scuola, debbano presentare il permesso di soggiorno. In caso contrario, scatterebbe l'obbligo di denuncia perche' la clandestinita', con il disegno di legge sulla sicurezza proposto dal governo, diventerebbe reato. Un reato, di conseguenza, verrebbe compiuto pure da chi non denuncia la condizione di clandestinita' degli immigrati.
Fini ha precisato, ottenendo l'apprezzamento del Pd e dell'opposizione, che tra le conseguenze di questa norma, se venisse mantenuta, ci sarebbe quella che 'ai minori stranieri verrebbe negata l'iscrizione alla scuola dell'obbligo e il conseguente diritto all'istruzione che e' attualmente tutelato, indipendentemente dalla regolarita' della posizione in ordine al loro soggiorno, nelle forme e nei modi previsti per i cittadini italiani'.
C'e' accordo nella maggioranza invece su altri due temi molto discussi: il ripristino della possibilita' di organizzare delle ronde da parte di gruppi di cittadini organizzati e l'allungamento a sei mesi dei tempi di permanenza degli immigrati irregolari nei Centri di accoglienza.
La Lega ha intanto presentato un altro emendamento al pacchetto sicurezza che ripristina il testo originario del codice degli appalti con riferimento alle esclusioni dalle gare in caso di fenomeni di concussione ed estorsione aggravata. 'Chi non denuncia deve essere escluso, perche' soltanto cosi' si puo' combattere efficacemente la cultura omertosa che alimenta la mafia', ha precisato Roberto Cota, capogruppo del Carroccio a Montecitorio.
Angelino Alfano, ministro della Giustizia, ha gia' espresso il suo accordo: 'Riteniamo che l'attivita' antimafia svolta dal governo sia talmente importante da non potersi neanche lontanamente adombrare a causa di piu' o meno artificiosi equivoci'. Oggi alle 14 si voteranno nell'Aula della Camera, ha spiegato il ministro, le pregiudiziali di costituzionalita' alle norme che prevedono i poteri del prefetto di accedere ai cantieri per prevenire infiltrazioni mafiose, misure di prevenzioni antimafia anche per il reato di trasferimento fraudolento di lavori e anche ulteriori ipotesi di confisca.
Il ministro Maroni insiste pero' su un punto: rinuncerebbe alla richiesta di voto di fiducia solo nel caso riceva dai capigruppo del Pdl alla Camera e al Senato, Fabrizio Cicchitto e Maurizio Gasparri, l'assicurazione sulla compattezza della maggioranza sull'intero testo sulla sicurezza proposto all'approvazione del Parlamento.
Proprio per verificare le intenzioni della maggioranza, questa mattina Maroni incontrera' i suoi colleghi di governo Angelino Alfano e Ignazio La Russa.
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