Mercoledì 10 giugno 2026
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Fini spiazza la maggioranza e apre al Pd sul voto agli immigrati

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, apre alla richiesta del segretario del Pd, Walter Veltroni, di calendarizzare presto una proposta di legge sul diritto di voto agli immigrati. L'ipotesi non è affatto "sciagurata", fa sapere la terza carica dello Stato, ospite della Festa del Pd a Firenze.
Non ha cambiato idea dunque l'ex presidente di Alleanza Nazionale che, cinque anni fa orsono, nella veste di vicepresidente del Consiglio, spiazzó i colleghi di governo dichiarando che i tempi erano "maturi per discutere di diritto di voto, almeno amministrativo, per le persone immigrate". Lo erano allora, nell'ottobre 2003, figuriamoci adesso. Certo, dallo scranno piú alto di Montecitorio, Fini è piú prudente: gli immigrati, puntualizza, "devono dimostrare di essere in grado di adempiere a certi doveri" e devono "risiedere in Italia in modo regolare, da un certo numero di anni e con certi comportamenti". 
La terza carica dello Stato ci tiene anche ad avvertire la platea della festa democratica che la concessione del diritto di voto non deve essere vista "come una garanzia assoluta di integrazione". Sono un esempio alcune comunità di immigrati provenienti "da Romania e Bulgaria" che non hanno intenzione di integrarsi. "Pensare che la garanzia del voto alle amministrative sia garanzia di effettiva integrazione è illusorio perchè il ragionamento è piú complesso. Se c'è il riconoscimento al diritto di voto alle amministrative ci deve essere anche un equilibrio nella richiesta a questi cittadini di rispettare dei doveri". 
L'apertura del presidente della Camera non fa proseliti nella maggioranza e, ironia della sorte, sono proprio i suoi colleghi di partito i primi a scandire che il voto agli immigrati "non è in agenda". Lo fa prima delle dichiarazioni di Fini il reggente di An, Ignazio La Russa, ricordando che "oggi la priorità è la lotta all'immigrazione clandestina". Lo ribadisce Maurizio Gasparri in serata ricordando che per questo tipo di provvedimenti "non ci sono i numeri in Parlamento, non c'erano nemmeno con la sinistra" e comunque "non è un tema in agenda". Scontato il no della Lega che con il presidente dei deputati Roberto Cota osserva: "Quando poi si cominciano ad aprire le maglie non si sa dove si arriva: ci sono città dove ci sono partiti islamici pronti a costituirsi". Tuttavia "il problema non si pone perch, non è previsto nel programma della maggioranza e perch, la stragrande maggioranza dei cittadini è contraria". Contrario anche l'azzurro Fabrizio Cicchitto che conferma "una valutazione negativa su questa ipotesi perch, apre un problema delicatissimo che riguarda il rispetto del principio di cittadinanza".    


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