Sabato 6 giugno 2026
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Fini sul testamento biologico: vera libertà di coscienza per i parlamentari

U.E. - ITALIA
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Il presidente della Camera oggi ha auspicato che il dibattito a Montecitorio sul testamento biologico avvenga senza pregiudizi e nel rispetto della libertà di coscienza dei deputati. Lo ha detto oggi lo stesso Gianfranco Fini in un incontro con i Radicali.

"Fini ha detto che si impegnerà perché la discussione si svolga nel rispetto del diritto di ogni deputato ad esprimersi secondo coscienza, e che auspica che il dibattito si svolga in un clima di pacatezza, senza pregiudizi", ha riferito al telefono Marco Cappato, presidente dell'Associazione Luca Coscioni.

Cappato è stato ricevuto alla Camera da Fini assieme a Rocco Berardo - presidente dell'associazione A Buon Diritto -, Luigi Manconi e Mina Welby.

"Gli abbiamo consegnato, in formato digitale, circa 3.000 testamenti biologici che abbiamo ricevuto in queste settimane da comuni cittadini", ha spiegato Cappato.

Il presidente dell'Associazione Luca Coscioni ha precisato che quasi tutti questi documenti contengono la richiesta di sospensione dell'idratazione e della nutrizione artificiali.

"Abbiamo fatto presente al presidente della Camera - ha proseguito Cappato - che questi testamenti biologici sono giuridicamente validi a tutti gli effetti, e che anzi, se fosse approvata una legge in senso contrario, per chi li ha redatti ci sarebbero i presupposti per rivolgersi alla Corte Costituzionale".

Il testo sul testamento biologico, ora all'attenzione della Camera, è stato approvato nel marzo scorso al Senato.

Istituisce il testamento biologico -- l'insieme delle indicazioni sui trattamenti sanitari da ricevere nell'eventualità in cui ci si trovi nella condizione di incapacità di acconsentire o non acconsentire alle cure proposte -- ma lo limita fortemente, in nome della dignità della persona. In base a quanto prevede il testo, non sarà possibile scrivere nel "testamento" che non si vogliono alimentazione e idratazione artificiale, definite "forme di sostegno vitale".

Secondo l'opposizione -- nonostante il dissenso di due senatori cattolici -- il ddl è anticostituzionale, perché contraddice il principio secondo cui nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge.

Anche Fini ha espresso critiche sul disegno di legge.

Due giorni fa il presidente della Cei, il cardinale Angelo Bagnasco, ha auspicato che entri presto in vigore una legge che possa scongiurare situazioni come quella di Eluana Englaro, la giovane morta quest'anno, dopo 17 anni in stato vegetativo, per l'interruzione di alimentazione e idratazione.

A febbraio, dopo una vicenda giudiziaria durata oltre dieci anni, il padre di Eluana era stato autorizzato dai giudici a interrompere i trattamenti di idratazione e alimentazione che tenevano in vita la figlia dopo l'accertamento dell'irreversibilità della condizione della donna e del suo convincimento sull'interruzione del trattamento.
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