Finlandia. Ministri Interno Ue non trovano accordo sull'immigrazione
Si erano ritrovati nel cuore della Finlandia, a Tampere, per cercare una linea comune sull'immigrazione, e soprattutto sulla lotta a quella clandestina, ma i ministri dell'Interno dei Venticinque non sono riusciti nell'intento. Tutt'altro. In questo consiglio informale sono venute in evidenza le divergenze tra nord e sud Europa, mentre la presidenza finlandese ha visto miseramente naufragare la sua proposta di compromesso per aiutare finanziariamente i paesi piu' esposti, come Italia, Spagna e Malta.
I finlandesi propongono di pagare un tot per ogni clandestino identificato e registrato, in cambio pero' di un impegno al primo paese Ue in cui questi fosse arrivato a riprenderserlo se si fosse spostato in altri stati membri dell'Unione. Un'idea che ha lasciato freddi sia l'Italia, sia la Germania come altri stati membri. "Direi -ha spiegato Amato- che piuttosto che denaro dato a noi per ogni immigrato clandestino che ci troviamo a gestire occorre che i nostri fondi siano utilizzato per aiutare i paesi di transito e gli stessi paesi di origine per ridurre il flusso di immigrazione clandestino".
Non solo, Amato propone di legare gli accordi per quote legale di immigranti di determinati paesi a un'intesa per accordi di riammissione. Un legame necessario, ha spiegato il ministro, "perche' il problema che tutti noi europei condividiamo e' quello delle espulsioni che poi rimangono in realta' inattuate, perche' se non possiamo rimandare i clandestini nei paesi di provenienza rimangono poi in una condizione di illegalita' sommersa nei nostri paesi".
Un'idea che lascia pero' scettico il vicepresidente della Commissione Franco Frattini, "questi paesi - ha avvertito non accetteranno mai una simile condizione". La cosa che comunque piu' preme a Roma, come del resto a Madrid e alla Valletta, e' una strategia europea. "Malta, Spagna, Italia o Germania - ha detto Amato durante il consiglio come riferiscono osservatori presenti all'incontro - sono tutta nella stessa barca". Serve dunque, ha spiegato il ministro, una "coraggiosa mossa europea per stabilire regole comune".
In realta' da questa "coraggiosa mossa comune" siamo piuttosto lontani. Agli appelli al soccorso lanciato dai paesi del sud Europa a Tampere sono giunte risposte tiepide dagli altri. "Ben 1.665 clandestini sono arrivati quest'anno a Malta - ha avvertito il vicacapo del governo dell'isola Tonio Borg - e' come se la Germania nello stesso spazio di tempo avesse dovuto registrare 320 mila immigranti illegali".
Berlino ha respinto la proposta finlandese di un contributo comunitario per ogni clandestino. "Chi accoglie i clandestini - ha detto il ministro dell'Interno tedesco Wolfgang Schaueble - deve anzitutto assumersi le proprie responsabilita'. Chi vuole davvero risolvere un problema non deve contare solo sul denaro degli altri". E la collega austriaca Karin Gastinger ha apertamente attaccato la Spagna, "regolarizzare i clandestini - ha tuonato - come ha fatto la Spagna nel 2005 non e' una soluzione, perche' cio' agisce con un richiamo per le popolazione africane, come si e' visto nel corso degli ultimi mesi". Parole apprezzatissime dalla collega olandese Rita Verdonk.
Intanto un grido d'allarme e' stato lanciato da Ilkka Laitinen direttore di Frontex, l'agenzia delle frontiere Ue, coinvolta nella gestione dei flussi migratori nelle Canarie e nell'emergenza nel Mediterranea. "Gli stati membri - ha lamentato a Tampere - ci danno troppo poco sostegno". "E' chiaro - gli ha fatto eco Frattini - che con due elicotteri e un paio di navi da pattugliamento non si puo' ottenere molto".
Unico dato concreto e' la decisione annunciata da Frattini di stanziare 3 milioni di euro per aiutare la Libia a controllare le sue frontiere meridionali. Si tratta di una "messaggio politico", ha sottolineato il vicepresidente della Commissione, che dovrebbe puntare a coinvolgere maggiormente Tripoli. L'idea e' che, aiutando la Libia alle frontiere sud, Tripoli sara' poi piu' disponibile a partecipare al pattugliamento del Mediterraneo. "I libici - ha affermato infatti Frattini - mi autorizzano a dire che sono disponibili ad accettare un coordinamento Frontex in azioni di pattugliamento congiunto".
Ancora non e' chiaro se sara' nelle acque territoriali libiche, come auspicato dall'Ue, "non abbiamo valutato la distanza dalla costa - ha spiegato ancora il vicepresidente - anche perche' vi e' una divergenze sull'estensione delle acque territoriali, tra 40 miglia (secondo i libici n.d.r) e 12 (per l'Ue n.d.r.) c'e' una certa differenza". Tuttavia, ha concluso Frattini, "in ogni caso l'idea che Frontex possa coordinare un lavoro comune fatto da Italia, Malta e Libia e' una novita piuttosto importante".
La sottosegretaria all'immigrazione Consuelo Rumi' ha oggi negato che l'Europa abbia "censurato la politica migratoria spagnola", come scrive stamane la stampa all'indomani del vertice UE in Finlandia, e definisce "minoritarie" le critiche espresse da Austria e Germania.
Secondo Rumi', in dichiarazioni alla radio Cadena Ser, per Vienna e Berlino, capitali di paesi senza frontiere marittime sensibili "e' difficile comprendere l'immigrazione economica che sta soffrendo la Spagna, la vicinanza con l'Africa, il problema dei caicchi".
Rumi' commentava con queste parole i titoli della stampa odierna che riferisce "le critiche europee alla politica migratoria spagnola", provenienti da Austria, Olanda e Germania, e la richiesta ad accelerare i rimpatri in cambio della solidarieta' chiesta da Madrid.
Insieme alle parole minimaliste del tedesco Gunter Bechstein, citate in prima dal socialista El Pais, secondo cui "la Spagna non affondera' certo per 25.000 clandestini alle Canarie" e che per sistemarli c'e' abbastanza posto nella penisola.
I finlandesi propongono di pagare un tot per ogni clandestino identificato e registrato, in cambio pero' di un impegno al primo paese Ue in cui questi fosse arrivato a riprenderserlo se si fosse spostato in altri stati membri dell'Unione. Un'idea che ha lasciato freddi sia l'Italia, sia la Germania come altri stati membri. "Direi -ha spiegato Amato- che piuttosto che denaro dato a noi per ogni immigrato clandestino che ci troviamo a gestire occorre che i nostri fondi siano utilizzato per aiutare i paesi di transito e gli stessi paesi di origine per ridurre il flusso di immigrazione clandestino".
Non solo, Amato propone di legare gli accordi per quote legale di immigranti di determinati paesi a un'intesa per accordi di riammissione. Un legame necessario, ha spiegato il ministro, "perche' il problema che tutti noi europei condividiamo e' quello delle espulsioni che poi rimangono in realta' inattuate, perche' se non possiamo rimandare i clandestini nei paesi di provenienza rimangono poi in una condizione di illegalita' sommersa nei nostri paesi".
Un'idea che lascia pero' scettico il vicepresidente della Commissione Franco Frattini, "questi paesi - ha avvertito non accetteranno mai una simile condizione". La cosa che comunque piu' preme a Roma, come del resto a Madrid e alla Valletta, e' una strategia europea. "Malta, Spagna, Italia o Germania - ha detto Amato durante il consiglio come riferiscono osservatori presenti all'incontro - sono tutta nella stessa barca". Serve dunque, ha spiegato il ministro, una "coraggiosa mossa europea per stabilire regole comune".
In realta' da questa "coraggiosa mossa comune" siamo piuttosto lontani. Agli appelli al soccorso lanciato dai paesi del sud Europa a Tampere sono giunte risposte tiepide dagli altri. "Ben 1.665 clandestini sono arrivati quest'anno a Malta - ha avvertito il vicacapo del governo dell'isola Tonio Borg - e' come se la Germania nello stesso spazio di tempo avesse dovuto registrare 320 mila immigranti illegali".
Berlino ha respinto la proposta finlandese di un contributo comunitario per ogni clandestino. "Chi accoglie i clandestini - ha detto il ministro dell'Interno tedesco Wolfgang Schaueble - deve anzitutto assumersi le proprie responsabilita'. Chi vuole davvero risolvere un problema non deve contare solo sul denaro degli altri". E la collega austriaca Karin Gastinger ha apertamente attaccato la Spagna, "regolarizzare i clandestini - ha tuonato - come ha fatto la Spagna nel 2005 non e' una soluzione, perche' cio' agisce con un richiamo per le popolazione africane, come si e' visto nel corso degli ultimi mesi". Parole apprezzatissime dalla collega olandese Rita Verdonk.
Intanto un grido d'allarme e' stato lanciato da Ilkka Laitinen direttore di Frontex, l'agenzia delle frontiere Ue, coinvolta nella gestione dei flussi migratori nelle Canarie e nell'emergenza nel Mediterranea. "Gli stati membri - ha lamentato a Tampere - ci danno troppo poco sostegno". "E' chiaro - gli ha fatto eco Frattini - che con due elicotteri e un paio di navi da pattugliamento non si puo' ottenere molto".
Unico dato concreto e' la decisione annunciata da Frattini di stanziare 3 milioni di euro per aiutare la Libia a controllare le sue frontiere meridionali. Si tratta di una "messaggio politico", ha sottolineato il vicepresidente della Commissione, che dovrebbe puntare a coinvolgere maggiormente Tripoli. L'idea e' che, aiutando la Libia alle frontiere sud, Tripoli sara' poi piu' disponibile a partecipare al pattugliamento del Mediterraneo. "I libici - ha affermato infatti Frattini - mi autorizzano a dire che sono disponibili ad accettare un coordinamento Frontex in azioni di pattugliamento congiunto".
Ancora non e' chiaro se sara' nelle acque territoriali libiche, come auspicato dall'Ue, "non abbiamo valutato la distanza dalla costa - ha spiegato ancora il vicepresidente - anche perche' vi e' una divergenze sull'estensione delle acque territoriali, tra 40 miglia (secondo i libici n.d.r) e 12 (per l'Ue n.d.r.) c'e' una certa differenza". Tuttavia, ha concluso Frattini, "in ogni caso l'idea che Frontex possa coordinare un lavoro comune fatto da Italia, Malta e Libia e' una novita piuttosto importante".
La sottosegretaria all'immigrazione Consuelo Rumi' ha oggi negato che l'Europa abbia "censurato la politica migratoria spagnola", come scrive stamane la stampa all'indomani del vertice UE in Finlandia, e definisce "minoritarie" le critiche espresse da Austria e Germania.
Secondo Rumi', in dichiarazioni alla radio Cadena Ser, per Vienna e Berlino, capitali di paesi senza frontiere marittime sensibili "e' difficile comprendere l'immigrazione economica che sta soffrendo la Spagna, la vicinanza con l'Africa, il problema dei caicchi".
Rumi' commentava con queste parole i titoli della stampa odierna che riferisce "le critiche europee alla politica migratoria spagnola", provenienti da Austria, Olanda e Germania, e la richiesta ad accelerare i rimpatri in cambio della solidarieta' chiesta da Madrid.
Insieme alle parole minimaliste del tedesco Gunter Bechstein, citate in prima dal socialista El Pais, secondo cui "la Spagna non affondera' certo per 25.000 clandestini alle Canarie" e che per sistemarli c'e' abbastanza posto nella penisola.
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