Sabato 6 giugno 2026
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Firenze. Al via conferenza nazionale sull'immigrazione

U.E. - ITALIA
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"Non siamo sceriffi" e "non abbiamo chiesto più poteri su materie di ordine pubblico". E' la voce quasi unanime che si leva dai sindaci intervenuti ieri alla Conferenza nazionale sull'immigrazione organizzata dal ministero dell'Interno e dall'Anci che si svolge a Firenze. Dai primi cittadini arriva tuttavia una richiesta forte al governo per ottenere maggiori e più incisivi strumenti per contrastare la microcriminalità e "alleviare la pressione" nelle grandi e piccole città. "Non lasciateci soli", ha detto il sindaco di Firenze e presidente dell'Anci, Leonardo Domenici. "Abbiamo bisogno di interventi efficaci e di regole certe sul tema dell'immigrazione: contenere con decisione quella clandestina" poichè è ormai dimostrato (anche dai dati del Viminale) che c'è un legame tra l'aumento dei reati predatori e violenti e l'immigrazione clandestina. Più risorse per le politiche sociali (case, minori) da destinare all'inclusione e all'integrazione delle comunità nelle città.

VELTRONI,C'E' SERIO ALLARME SOCIALE: La lotta alla illegalità diffusa è un tema 'caldo' e 'sensibile' per i sindaci. Ne hanno discusso in questi giorni in una riunione al Viminale, dove è al vaglio il cosidetto pacchetto sicurezza che dovrebbe approdare in consiglio dei ministri alla fine del mese. Per il sindaco di Roma, Walter Veltroni, il tema dell'immigrazione va affrontato con "razionalità" e "con umanità" e allo stesso tempo garantendo "una grande difesa dei cittadini", oppure "il rischio è che ci troveremo di fronte o all'affiorare di politiche xenofobe, o di politiche ideologiche che non fanno i conti con i problemi degli strati più deboli della nostra popolazione". Veltroni, citando alcuni dati sui reati commessi da immigrati di origine rumena a Roma, ha aggiunto: "Ci sono tanti rumeni che si integrano. Però il problema esiste. Se non lo affrontiamo diventerà difficile gestire l'ordine pubblico, e si possono estendere i livelli di corto circuito sociale".

BOTTA E RISPOSTA TRA SINDACI E FERRERO: E' polemica tra i sindaci del centrosinistra e il ministro per la solidarietà sociale di Rifondazione comunista, Paolo Ferrero, sui lavavetri e sui poteri dei primi cittadini per quanto riguarda la sicurezza. Ferrero non ha dubbi: "La repressione va fatta contro chi compie reati contro la persona. Un lavavetri che aggredisce una persona deve andare dentro ma fare il lavavetri non può diventare reato". E sui sindaci, aggiunge: "I sindaci hanno già i poteri necessari. Sono contrario all'aumento dei loro poteri in materie di ordine pubblico, questo deve essere gestito dalle Forze dell'ordine" poichè è "sbagliato che chi deve chiedere voti per essere eletto abbia poteri di polizia". Secca la replica dei sindaci di Firenze e Torino, Leonardo Domenici e Sergio Chiamparino: "Nessuno ha chiesto più poteri in materia di ordine pubblico, che spettano solo allo Stato", E sui lavavetri, Domenici accusa Ferrero di "non aver letto l'ordinanza del Comune di Firenze". "Non c'è nessuno nel carcere di Solliciano e non ci sono lavavetri nelle strade. Quindi l'ordinanza è stata un successo". In serata, è giunta la controreplica di Ferrero a Domenici. "Per me - ha detto il ministro - è positivo che si smetta di discutere di sindaci sceriffi. Se è chiaro che l'ordine pubblico non c'entra, vediamo concretamente cosa viene chiesto".

Oggi a Firenze è previsto l'intervento del ministro dell'Interno, Giuliano Amato, che sta mettendo a punto il ddl del cosiddetto pacchetto sicurezza, che prevede anche misure per il contrasto alla illegalità diffusa. Probabilmente, oggi, si capirà se tra governo e Anci sono stati fatti passi avanti dopo l'incontro avvenuto mercoledì scorso tra il vice ministro e i sindaci.
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