Firenze-Torino. Town meeting sul testamento biologico
C'e' molta voglia di approfondire il tema del testamento biologico tra i cittadini italiani di ogni estrazione religiosa e sociale, con umilta', profondo coinvolgimento e desiderio di confronto con gli altri. E' quello che emerge dalla town meeting che si e' svolta sabato dalle 9 del mattino alle 17 tra Torino e Firenze, promossa dalla Biennale Democrazia, la rassegna di questi giorni a Torino, inaugurata dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano: 400 persone, 300 al Sermig di Torino, 100 al Palazzo della Regione di Firenze sono rimaste sedute intorno a tavoli ognuno da 10 posti, per dialogare tra loro, rispondere e domande prestabilite sul tema del biotestamento. Il 50% dei presenti era cattolico, il 60% donne. Tra loro cittadini comuni, infermieri, medici, suore, malati terminali, giovani, studenti.
E' emerso che tra le persone piu' comuni non c'e' nessuna attitudine ad essere rigidi, assolutisti 'come invece tendono a fare gli esponenti politici che stanno discutendo di questo delicato tema in Parlamento', ha detto Luigi Bobbio, tra i promotori dell'iniziativa. I dati numerici emersi parlano di un 70% di persone che crede che il parere del cittadino debba prevalere su quello del medico, di un 50% che vuole una legge sul testamento biologico, un 32% che chiede una migliore realzione tra medici e pazienti. Ma cio' che appare piu' interessante sono i commenti che i partecipanti erano chiamati ad elaborare ad esprimere attraverso i computer sistemati ad ogni tavolo (si tratta di un sistema di coinvolgimento collettivo molto usato dagli Stati Uniti). Frasi come: 'Sono qui per cercare di formarmi un pensiero e di chiarirmi le idee', 'mi inorridiscono le strumentalizzazioni politiche degli ultimi casi', 'i medici dovrebbero sentirsi sollevati dalle decisioni presi dai cittadini sulla propria fine'. Un cittadino forse un po' deluso, dice 'In questo momento storico la politica non e' in grado di discutere sul testamento biologico'.
E' emerso che tra le persone piu' comuni non c'e' nessuna attitudine ad essere rigidi, assolutisti 'come invece tendono a fare gli esponenti politici che stanno discutendo di questo delicato tema in Parlamento', ha detto Luigi Bobbio, tra i promotori dell'iniziativa. I dati numerici emersi parlano di un 70% di persone che crede che il parere del cittadino debba prevalere su quello del medico, di un 50% che vuole una legge sul testamento biologico, un 32% che chiede una migliore realzione tra medici e pazienti. Ma cio' che appare piu' interessante sono i commenti che i partecipanti erano chiamati ad elaborare ad esprimere attraverso i computer sistemati ad ogni tavolo (si tratta di un sistema di coinvolgimento collettivo molto usato dagli Stati Uniti). Frasi come: 'Sono qui per cercare di formarmi un pensiero e di chiarirmi le idee', 'mi inorridiscono le strumentalizzazioni politiche degli ultimi casi', 'i medici dovrebbero sentirsi sollevati dalle decisioni presi dai cittadini sulla propria fine'. Un cittadino forse un po' deluso, dice 'In questo momento storico la politica non e' in grado di discutere sul testamento biologico'.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti