Flop del Governo: mai cosi' tanti arrivi di immigrati come nel 2008. E Maroni se la rifa' con Frattini
Non si arresta l'ondata di sbarchi che dal giorno di Natale, in coincidenza con il miglioramento delle condizioni del mare, ha fatto approdare sull'isola di Lampedusa circa 1500 migranti. L'arrivo in massa di migliaia di disperati, provenienti dalle coste nordafricane, suscita ripercussioni anche a Roma, nei Palazzi della politica.
Il ministro dell'interno Roberto Maroni, ha sollecitato il collega degli Esteri Franco Frattini a 'intervenire ufficialmente' nei confronti delle autorita' libiche. Immediata la risposta della Farnesina, che dopo avere chiesto a Tripoli di 'intensificare i controlli nei confronti delle imbarcazioni di clandestini che partono dalla Libia', sottolinea tuttavia che anche l'Italia e' in ritardo nella ratifica dell'accordo bilaterale firmato ad agosto dal presidente Berlusconi e dal colonnello Gheddafi.
Plaude all'iniziativa di Maroni il vicesindaco di Lampedusa Angela Maraventano, che e' anche senatore della Lega: 'Meno male che c'e' qualcuno che ci tutela, altrimenti tutto passava in secondo piano. Ci sono quasi 2 mila migranti nel Cpt che si trova in condizioni igienico-sanitarie spaventose. Ma cosa dobbiamo fare noi lampedusani per farci sentire?'. La pasionaria del Carroccio invoca lo 'stato di calamita' per le Pelagie' e ammnonisce: 'siamo esasperati'.
Una spia di questo stato d'animo e' rappresentata anche dall'incendio doloso appiccato ieri sera nel 'cimitero dei barconi' in contrada Taccio Vecchio. I carabinieri stanno indagando per risalire ai responsabili del rogo, che ha ridotto in cenere centinaia di imbarcazioni utilizzate dagli immigrati per le loro traversate.
Il bollettino degli sbarchi, intanto, registra oggi nuovi 'arrivi'. All'alba un vecchio peschereccio con 247 extracomunitari, tra cui 15 donne, e' riuscito ad approdare direttamente in porto dopo essere stato intercettato quando era ormai in prossimita' della costa. Un gommome in precarie condizioni, che rischiava di affondare, e' stato invece soccorso in mattinata a 47 miglia a Sud di Lampedusa dal Pattugliatore 'Bettica' della Marina Militare. A bordo altri 65 migranti, tra cui dieci donne, due delle quali incinte. Anche loro sono stati trasferiti nel Centro di prima accoglienza, dove le presenze hanno superato nuovamente quota 1500, il doppio della capienza massima prevista. Ed il ponte aereo predisposto per 'alleggerire' la struttura si e' concretizzato nel trasferimento di appena una settantina di persone verso il Cpt di Crotone, che peraltro registra il 'tutto esaurito'.
Una situazione destinata ad aggravarsi. Nelle prossime ore, infatti, e' atteso a Lampedusa un altro 'boat people' con centinaia di migranti, che hanno 'annunciato' il loro arrivo attraverso un messaggio inviato da un satellitare. Lo ha reso noto la Capitaneria di Porto di Palermo, che in questi giorni ha lavorato senza sosta per coordinare le operazioni di soccorso nel Canale di Sicilia e anche nel basso Tirreno. Un gommone con dieci extracomunitari e' stato infatti intercettato questa mattina da una motovedetta della Guardia Costiera a cinque miglia a ovest di Marettimo, nell'arcipelago delle Egadi, di fronte le coste trapanesi. E' stata una petroliera a segnalare la presenza del piccolo battello, salpato quasi certamente da un porto tunisino. Una conferma che le 'rotte della disperazione' non partono solo dalla Libia e non puntano solo su Lampedusa. E che per fronteggiare questo emergenza umanitaria non basteranno forse i pattugliamenti congiunti, ne' gli accordi diplomatici.
Gli ultimi massicci sbarchi di immigrati clandestini sulle sponde italiane sono la prova dell'inaffidabilità di Gheddafi: ne è convinto Sergio D'Elia, segretario dell'associazione radicale "Nessuno tocchi Caino".
"Al di là dei non meglio precisati 'problemi tecnici' - si legge in una nota di D'Elia - che secondo Frattini avrebbero ritardato la ratifica del Trattato Italia-Libia e degli appelli al regime libico che lasciano il tempo che trovano, rimane il fatto che il Colonnello Gheddafi non ha mai tenuto fede agli accordi internazionali sottoscritti. Infatti, in base agli accordi in materia di immigrazione del 13 dicembre 2000 e del 29 dicembre 2007, la Libia avrebbe dovuto già contrastare l'esodo clandestino verso le coste italiane".
"Il governo italiano - prosegue l'esponente radicale - prenda atto della inaffidabilità di Gheddafi e della sua solita prassi del creare emergenze per poi battere cassa con la promessa di risolverle, anche perche' è facile prevedere che, dopo la ratifica da parte italiana del Trattato con la Libia, l'uso cinico e destabilizzante per il nostro Paese del dramma dei clandestini che partono dalle coste libiche continuerà come in passato".
"Quanto sta avvenendo in questi giorni a Lampedusa e' la testimonianza piu' chiara ed evidente di come la strategia 'della faccia feroce' del governo sull'immigrazione clandestina e' miseramente fallita". Lo afferma Marco Minniti, ministro ombra dell'Interno.
"Dopo otto mesi di proclami e annunci -prosegue l'esponente del Pd- gli sbarchi, e siamo in pieno inverno, non si arrestano. Il trend del 2006 e 2007 che aveva visto una progressiva e significativa diminuzione degli sbarchi e' clamorosamente rovesciato. Siamo a piu' del doppio rispetto all'anno precedente e ci si avvia verso la fine dell'anno a cifre assolutamente senza precedenti".
"Il rimpallo di responsabilita' tra ministri e le imbarazzate proteste costituiscono, altresi', un clamoroso autogol. Un governo che firma un onerosissimo trattato bilaterale che autodefinisce come storico e poi ne denuncia il mancato rispetto confessa, insieme, la sua impotenza e la sua poca credibilita'. Mai come in questo caso si puo' dire che la macchina della propaganda si e' scontrata con la dura realta' dei fatti", conclude Minniti.
Il ministro dell'interno Roberto Maroni, ha sollecitato il collega degli Esteri Franco Frattini a 'intervenire ufficialmente' nei confronti delle autorita' libiche. Immediata la risposta della Farnesina, che dopo avere chiesto a Tripoli di 'intensificare i controlli nei confronti delle imbarcazioni di clandestini che partono dalla Libia', sottolinea tuttavia che anche l'Italia e' in ritardo nella ratifica dell'accordo bilaterale firmato ad agosto dal presidente Berlusconi e dal colonnello Gheddafi.
Plaude all'iniziativa di Maroni il vicesindaco di Lampedusa Angela Maraventano, che e' anche senatore della Lega: 'Meno male che c'e' qualcuno che ci tutela, altrimenti tutto passava in secondo piano. Ci sono quasi 2 mila migranti nel Cpt che si trova in condizioni igienico-sanitarie spaventose. Ma cosa dobbiamo fare noi lampedusani per farci sentire?'. La pasionaria del Carroccio invoca lo 'stato di calamita' per le Pelagie' e ammnonisce: 'siamo esasperati'.
Una spia di questo stato d'animo e' rappresentata anche dall'incendio doloso appiccato ieri sera nel 'cimitero dei barconi' in contrada Taccio Vecchio. I carabinieri stanno indagando per risalire ai responsabili del rogo, che ha ridotto in cenere centinaia di imbarcazioni utilizzate dagli immigrati per le loro traversate.
Il bollettino degli sbarchi, intanto, registra oggi nuovi 'arrivi'. All'alba un vecchio peschereccio con 247 extracomunitari, tra cui 15 donne, e' riuscito ad approdare direttamente in porto dopo essere stato intercettato quando era ormai in prossimita' della costa. Un gommome in precarie condizioni, che rischiava di affondare, e' stato invece soccorso in mattinata a 47 miglia a Sud di Lampedusa dal Pattugliatore 'Bettica' della Marina Militare. A bordo altri 65 migranti, tra cui dieci donne, due delle quali incinte. Anche loro sono stati trasferiti nel Centro di prima accoglienza, dove le presenze hanno superato nuovamente quota 1500, il doppio della capienza massima prevista. Ed il ponte aereo predisposto per 'alleggerire' la struttura si e' concretizzato nel trasferimento di appena una settantina di persone verso il Cpt di Crotone, che peraltro registra il 'tutto esaurito'.
Una situazione destinata ad aggravarsi. Nelle prossime ore, infatti, e' atteso a Lampedusa un altro 'boat people' con centinaia di migranti, che hanno 'annunciato' il loro arrivo attraverso un messaggio inviato da un satellitare. Lo ha reso noto la Capitaneria di Porto di Palermo, che in questi giorni ha lavorato senza sosta per coordinare le operazioni di soccorso nel Canale di Sicilia e anche nel basso Tirreno. Un gommone con dieci extracomunitari e' stato infatti intercettato questa mattina da una motovedetta della Guardia Costiera a cinque miglia a ovest di Marettimo, nell'arcipelago delle Egadi, di fronte le coste trapanesi. E' stata una petroliera a segnalare la presenza del piccolo battello, salpato quasi certamente da un porto tunisino. Una conferma che le 'rotte della disperazione' non partono solo dalla Libia e non puntano solo su Lampedusa. E che per fronteggiare questo emergenza umanitaria non basteranno forse i pattugliamenti congiunti, ne' gli accordi diplomatici.
Gli ultimi massicci sbarchi di immigrati clandestini sulle sponde italiane sono la prova dell'inaffidabilità di Gheddafi: ne è convinto Sergio D'Elia, segretario dell'associazione radicale "Nessuno tocchi Caino".
"Al di là dei non meglio precisati 'problemi tecnici' - si legge in una nota di D'Elia - che secondo Frattini avrebbero ritardato la ratifica del Trattato Italia-Libia e degli appelli al regime libico che lasciano il tempo che trovano, rimane il fatto che il Colonnello Gheddafi non ha mai tenuto fede agli accordi internazionali sottoscritti. Infatti, in base agli accordi in materia di immigrazione del 13 dicembre 2000 e del 29 dicembre 2007, la Libia avrebbe dovuto già contrastare l'esodo clandestino verso le coste italiane".
"Il governo italiano - prosegue l'esponente radicale - prenda atto della inaffidabilità di Gheddafi e della sua solita prassi del creare emergenze per poi battere cassa con la promessa di risolverle, anche perche' è facile prevedere che, dopo la ratifica da parte italiana del Trattato con la Libia, l'uso cinico e destabilizzante per il nostro Paese del dramma dei clandestini che partono dalle coste libiche continuerà come in passato".
"Quanto sta avvenendo in questi giorni a Lampedusa e' la testimonianza piu' chiara ed evidente di come la strategia 'della faccia feroce' del governo sull'immigrazione clandestina e' miseramente fallita". Lo afferma Marco Minniti, ministro ombra dell'Interno.
"Dopo otto mesi di proclami e annunci -prosegue l'esponente del Pd- gli sbarchi, e siamo in pieno inverno, non si arrestano. Il trend del 2006 e 2007 che aveva visto una progressiva e significativa diminuzione degli sbarchi e' clamorosamente rovesciato. Siamo a piu' del doppio rispetto all'anno precedente e ci si avvia verso la fine dell'anno a cifre assolutamente senza precedenti".
"Il rimpallo di responsabilita' tra ministri e le imbarazzate proteste costituiscono, altresi', un clamoroso autogol. Un governo che firma un onerosissimo trattato bilaterale che autodefinisce come storico e poi ne denuncia il mancato rispetto confessa, insieme, la sua impotenza e la sua poca credibilita'. Mai come in questo caso si puo' dire che la macchina della propaganda si e' scontrata con la dura realta' dei fatti", conclude Minniti.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti