Mercoledì 10 giugno 2026
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Foggia, XXI secolo. Romeni sfruttati per 16 euro al giorno, fra carciofi e escrementi

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Lavoravano dalla mattina alla sera, con una breve interruzione per il pranzo, ed erano costretti a vivere in una specie di garage, senza ne' acqua e ne' servizi igienici. Cosi', ammassati in una sorta di lager, quaranta cittadini romeni, tra cui 15 donne, sono stati trovati dalla polizia durante controlli in un'azienda privata che commercializza carciofi, in localita' borgo Tressanti, nelle campagne di Cerignola.
La polizia ha trovato gli immigrati in una condizione disumana, con i materassi gettati sul pavimento a contatto con topi, scarafaggi ed escrementi, in un fabbricato senza servizi e senza finestre. La polizia ha trovato anche pentole incrostate, carne e salumi avariati e pane ammuffito. L'unico bagno utilizzato da tutti e' a cielo aperto all'esterno della struttura. I romeni erano arrivati a Cerignola sabato scorso, per lavorare alla raccolta, alla pulizia e al confezionamento dei carciofi. Alcuni di loro, dopo aver visto le condizioni in cui sarebbero stati costretti a lavorare e a vivere, hanno preferito andarsene, senza accettare il lavoro.
Secondo quanto e' stato riferito agli inquirenti i romeni lavoravano per oltre 12 ore al giorno: dalle 6 alle 12, poi una breve pausa per il pranzo e di nuovo al lavoro dalle 14 alle 20.
Il tutto con una paga di 6 euro per ogni cassetta con 500 carciofi lavorati. Al giorno, ciascun lavoratore riusciva a trattare 1200-1300 carciofi guadagnando cosi' massimo 15-16 euro.
Nel corso dei controlli la polizia e' stata assistita da vigili sanitari della Asl, che hanno verificato le condizioni igienico-sanitarie disastrose nelle quali erano costretti a convivere i lavoratori romeni e anche le carenze nella lavorazione dei carciofi che venivano lavati con acqua di pozzo.
Le indagini sull'accaduto sono coordinate dal sostituto procuratore della Repubblica presso il tribunale di Foggia, Lidia Giorgio. I fabbricati dove venivano lavorati i carciofi e dove erano costretti ad alloggiare i romeni sono stati sequestrati. La polizia ha denunciato il proprietario dell'azienda e un altro cittadino romeno che faceva da procacciatore di manodopera e sottraeva anche parte dei carciofi lavorati dal computo di quelli che venivano retribuiti ai suoi connazionali.
Il sindaco di Cerignola, Matteo Valentino, ha definito quanto avvenuto 'intollerabile e degno della piu' ferma condanna, civica e istituzionale: le imprese agricole sono luogo di lavoro e sviluppo; non devono essere trasformate in lager'. Ha poi invitato a non generalizzare perche' - ha aggiunto - sono tante le aziende agricole dell'agro di Cerignola che assumono e retribuiscono regolarmente lavoratrici e lavoratori provenienti dall'Est Europa come dal Nord Africa'.
L'assessore regionale alla Solidarieta', Elena Gentile, ha sottolineato che 'la Regione Puglia ha operato, prima in Italia, con strumenti legislativi di contrasto al lavoro nero e costruito una rete istituzionale e sociale finalizzata a limitare gli inevitabili disagi collegati alla clandestinita''.
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