Foglia di coca. Governo presenta all'ONU piano di produzione
Il Governo boliviano presentera' il 28 ottobre, ai servizi dell'ONU incaricati di controllare le droghe, la quantita' di foglie di coca di cui il Paese ha bisogno per il suo consumo tradizionale. Lo fa sapere l'ufficio dell'UNODC di La Paz. La Bolivia dovra' comunicare all'Organo internazionale di controllo sugli stupefacenti (OICS) “la quantita' di foglie di coca di cui ha bisogno per soddisfare i propri consumi legali”, destinati all'uso tradizionale delle popolazioni autoctone, che masticano queste foglie, ha dichiarato Antonio De Leo, rappresentante dell'UNODC. Inoltre la Bolivia deve presentare un rapporto sul “rendimento delle diverse aree coltivate nel Paese e la superficie delle colture di coca che dovranno servire a soddisfare questo consumo legale”. La Bolivia, secondo l'ONU, conta 25.300 ettari di piante di coca da quando una legge degli anni 80 ha autorizzato la coltivazione di 12.000 ettari destinati alla produzione delle foglie per il consumo tradizionale. Storicamente, la coca si mastica, si beve in infusi o e' servita in alcuni riti religiosi, ma costituisce anche la materia prima per la confezione della cocaina, importante risorsa di guadagno per le popolazioni diseredate. La Bolivia ha reintegrato quest'anno la Convenzione unica sugli stupefacenti dell'ONU del 1961, un anno dopo averla denunciata per la sua opposizione alla masticazione di coca. Terzo produttore mondiale di coca e di cocaina dopo Peru' e Colombia, la Bolivia ha adottato un piano nazionale di riduzione della domanda di stupefacenti per il periodo 2013-2017, che ha bisogno di un finanziamento di 50 milioni di dollari.ADUC è indipendente
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