Fondazione Isal: rete di 100 citta' per combattere dolore cronico
Mettere in rete cento citta' italiane, cosi' che i medici specialisti possano garantire uniformita' di prevenzione e di cure per trattare il dolore cronico. E' l'iniziativa lanciata oggi a Milano dalla Fondazione Isal, da anni impegnata nella lotta al dolore, con il patrocinio del Senato e del ministero del Welfare.
Quando si pensa al dolore cronico viene subito in mente il cancro o una malattia allo stadio terminale. Eppure solo sette volte su cento la causa e' un tumore: in tutti gli altri casi sono il mal di schiena, l'artrosi, l'emicrania o il fuoco di sant'Antonio a rendere impossibile la vita di oltre 12 milioni di italiani e di 75 milioni di europei. A essere colpite sono in particolare le donne, tanto che un terzo delle casalinghe europee, riporta l'Isal, soffre di dolore cronico.
'Esiste un diritto a non soffrire inutilmente - spiega Paolo Mariconti, presidente della sezione milanese Isal - e il nostro programma consiste proprio nell'avvicinarci capillarmente alle persone che soffrono. Perche' il dolore va curato immediatamente: non bisogna soffrire inutilmente'.
L'iniziativa presentata oggi vuole 'sviluppare una rete di solidarieta', scientifica e sociale - dice la Fondazione, il cui presidente onorario e' Sergio Zavoli, responsabile della Commissione Vigilanza Rai - che metta in collegamento i medici che si occupano di terapia del dolore cronico e oncologico e i cittadini che soffrono, costituendo una sezione Isal in ogni citta', e coinvolgendo le istituzioni e i centri preposti alla prevenzione e alla cura'. Queste sezioni, che vogliono arrivare a insediarsi in un anno in cento citta' italiane ma anche in cinque piazze europee e americane, avranno in particolare il compito di sensibilizzare i cittadini con una serie di iniziative e manifestazioni pubbliche, per far conoscere le sedi dedicate alla diagnosi e cura del dolore cronico, e per divulgare i corretti stili di vita capaci di prevenirlo.
Alla base dell'iniziativa ci sono anche un 'Manifesto contro il dolore' e una raccolta fondi finalizzata alla ricerca: tra gli obiettivi della Fondazione Isal, infatti, anche quello di realizzare una sorta di 'Telethon del dolore', che avra' lo scopo di sostenere la costruzione del primo Istituto di ricerca e osservatorio europeo per la prevenzione del dolore cronico.
Quando si pensa al dolore cronico viene subito in mente il cancro o una malattia allo stadio terminale. Eppure solo sette volte su cento la causa e' un tumore: in tutti gli altri casi sono il mal di schiena, l'artrosi, l'emicrania o il fuoco di sant'Antonio a rendere impossibile la vita di oltre 12 milioni di italiani e di 75 milioni di europei. A essere colpite sono in particolare le donne, tanto che un terzo delle casalinghe europee, riporta l'Isal, soffre di dolore cronico.
'Esiste un diritto a non soffrire inutilmente - spiega Paolo Mariconti, presidente della sezione milanese Isal - e il nostro programma consiste proprio nell'avvicinarci capillarmente alle persone che soffrono. Perche' il dolore va curato immediatamente: non bisogna soffrire inutilmente'.
L'iniziativa presentata oggi vuole 'sviluppare una rete di solidarieta', scientifica e sociale - dice la Fondazione, il cui presidente onorario e' Sergio Zavoli, responsabile della Commissione Vigilanza Rai - che metta in collegamento i medici che si occupano di terapia del dolore cronico e oncologico e i cittadini che soffrono, costituendo una sezione Isal in ogni citta', e coinvolgendo le istituzioni e i centri preposti alla prevenzione e alla cura'. Queste sezioni, che vogliono arrivare a insediarsi in un anno in cento citta' italiane ma anche in cinque piazze europee e americane, avranno in particolare il compito di sensibilizzare i cittadini con una serie di iniziative e manifestazioni pubbliche, per far conoscere le sedi dedicate alla diagnosi e cura del dolore cronico, e per divulgare i corretti stili di vita capaci di prevenirlo.
Alla base dell'iniziativa ci sono anche un 'Manifesto contro il dolore' e una raccolta fondi finalizzata alla ricerca: tra gli obiettivi della Fondazione Isal, infatti, anche quello di realizzare una sorta di 'Telethon del dolore', che avra' lo scopo di sostenere la costruzione del primo Istituto di ricerca e osservatorio europeo per la prevenzione del dolore cronico.
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