Fondo garanzia polizze vita: tutela fino a 100mila euro per gli assicurati
Dopo il caso Eurovita, che aveva lasciato per mesi migliaia di clienti con le polizze bloccate, l'Italia si è dotata di uno strumento strutturale di protezione per chi sottoscrive prodotti assicurativi del ramo vita. Si tratta del Fondo di garanzia per le polizze vita, istituito dalla Legge di Bilancio 2024 e pensato per intervenire quando una compagnia assicurativa viene sottoposta a liquidazione coatta amministrativa, cioè quando non è più in grado di far fronte agli impegni presi con i propri assicurati.
Come riporta La Legge per tutti, il meccanismo garantisce una copertura fino a 100.000 euro per ogni avente diritto: assicurati, beneficiari designati e altri soggetti titolari di diritti sulla polizza. Il limite opera per assicurato e per polizza coperta dal sistema di garanzia, e riguarda i prodotti dei rami vita, incluse le polizze unit-linked e quelle multiramo (Classi I, III, IV e V).
Il tetto di 100.000 euro non è casuale: ricalca quello già previsto dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi per i conti correnti bancari, offrendo così agli assicurati un livello di protezione paragonabile a quello riservato ai correntisti in caso di crisi di una banca.
L'adesione al Fondo non è facoltativa. Sono obbligate a parteciparvi tutte le compagnie di assicurazione italiane autorizzate a operare nei rami vita, le succursali di imprese extracomunitarie attive in Italia che non possano dimostrare di aderire già a un sistema di garanzia estero equivalente, e gli intermediari iscritti al RUI (Registro Unico degli Intermediari) con premi vita superiori a 50 milioni di euro annui. Per chi non aderisce sono previste sanzioni severe: la revoca dell'autorizzazione per le compagnie o la cancellazione dal registro per gli intermediari.
Il finanziamento del Fondo è interamente a carico del settore, senza alcun contributo pubblico: l'80% delle risorse arriva dalle imprese di assicurazione, il restante 20% dagli intermediari, in base al volume dei prodotti vita intermediati e ai ricavi collegati. L'obiettivo di riserva è fissato allo 0,4% delle riserve tecniche vita, da raggiungere gradualmente entro il 31 dicembre 2035. È importante sottolineare che i contributi versati dalle compagnie e dagli intermediari non sono mai restituibili, trattandosi di un fondo di natura mutualistica costituito a tutela collettiva del sistema.
Sul funzionamento del Fondo vigila l'IVASS, l'Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni, che ha il compito di approvare lo statuto dell'ente, controllarne l'operato nel tempo e segnalare tempestivamente eventuali criticità riscontrate nelle compagnie aderenti. Un presidio pensato per intercettare per tempo i segnali di difficoltà e intervenire prima che situazioni come quella di Eurovita possano ripetersi, lasciando i risparmiatori privi di tutela per lunghi periodi.