Lunedì 8 giugno 2026
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Formigoni contro ddl testamento biologico. Viale: si occupi di Englaro

U.E. - ITALIA
Notizia ·
'Ritengo non condivisibile il progetto di legge sul testamento biologico presentato in Parlamento che, invece di promuovere l'alleanza terapeutica tra medico e paziente, rende questo rapporto ancor piu' burocratico, correndo il rischio di favorire forme di eutanasia passiva'. Lo ha detto ieri il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, intervenendo al convegno 'Il Testamento biologico e i medici di Milano' organizzato dall'Ordine Provinciale dei Medici milanesi.
Nel suo intervento, il presidente ha sottolineato che per ogni Istituzione pubblica la persona deve essere il riferimento centrale e anche il baluardo insuperabile: 'E' la strada che Regione Lombardia ha scelto, mettendo al centro del sistema il malato, la famiglia, il medico'. E ha aggiunto che la Lombardia 'e' la regione piu' avanzata per le cure palliative e le terapie del dolore, con 61 unita' operative presso strutture sanitarie del territorio (che rappresentano il 23% della realta' nazionale), 40 organizzazioni non-profit che operano in questo settore, 39 hospice, per un totale di 402 posti letto. Abbiamo un programma di sviluppo molto intenso che prevede l'apertura di altre 10 strutture, la meta' delle quali entro quest'anno'.

Medici divisi sulla necessita' di disciplinare con una legge la materia del testamento biologico. Il dibattito, mentre in Parlamento e' in corso la discussione dei 10 ddl sul tema, si e' riacceso ieri a Milano, in occasione di un convegno promosso dall'Ordine provinciale ambrosiano dei medici chirurghi e odontoiatri.
Piu' radicale la posizione espressa dai vertici meneghini, che rivendicano un ruolo fondamentale del medico nella scelta di interruzione delle cure, ed esprimono dubbi sull'attualita' delle dichiarazioni anticipate di fine vita, arrivando a definire "sostanzialmente inutile il testamento biologico". Affermazioni alle quali si contrappone la maggiore apertura della linea difesa dal presidente della Fnomceo (Federazione nazionale Ordini medici chirurghi e odontoiatri), Amedeo Bianco, che difende la necessita' di un impianto legislativo, a patto che non impedisca al medico di esercitare l'obiezione di coscienza.
"Il centro del discorso deve essere la relazione medico-paziente", dicono in coro. Ma, precisa subito Valerio Brucoli, presidente della Commissione di Bioetica e deontologia dell'Ordine cittadino, "noi a Milano, a differenza di qualche altro Ordine, diciamo che in questo rapporto non ci puo' essere prevalenza ne' del medico ne' del paziente. Uno squilibrio che porterebbe all'annullamento della concezione classica di medicina. Noi non siamo tecnici sanitari e il confronto con il malato deve essere reale".
Brucoli esclude che una legge possa rispecchiare la complessita' delle situazioni di fine vita. In quest'ottica, prosegue, il testamento biologico, "e' inutile perche' il consenso del paziente deve essere attuale per essere valido. Non si puo' sapere vent'anni prima cosa si provera' nel momento della malattia". Questa la posizione che Brucoli attribuisce alla "dirigenza dell'Ordine milanese", non escludendo che all'interno del corpo medico esistano correnti opposte.
Bianco, invece, non esclude la possibilita' che una legge possa mettere chiarezza sul testamento biologico: "Una norma che dia validita' giuridica alle dichiarazioni anticipate di fine vita va bene se queste diventano un elemento che allarga l'area del consenso e della partecipazione del paziente alle scelte terapeutiche". Ma il via libera del presidente Fnomceo all'intervento legislativo non e' senza riserve: "Il testamento biologico deve essere finalizzato a fornire al medico indicazioni sui valori del paziente, ma non puo' essere vincolante. Perche' e' rischioso che una legge individui atti e procedure vincolanti all'interno della relazione di cura. E il medico deve essere libero di esercitare l'obiezione di coscienza".
Le dichiarazioni anticipate, prosegue, devono inoltre essere attuali e contestualizzate, cioe' riposizionate rispetto alle novita' e alle alternative offerte dalla medicina in un determinato momento.
Ma soprattutto, ribadisce, non devono contenere "indicazioni di eutanasia, accanimento o abbandono terapeutico". Solo con questi requisiti il testamento biologico non sarebbe lesivo dello statuto dei medici, a detta di Bianco. "Anzi potrebbe potenziare l'alleanza terapeutica. Soprattutto alla luce dei dati raccolti da un gruppo di ricerca italiano in 84 Rianimazioni: meno dell'8% delle decisioni viene presa in riferimento a cio' che dice il paziente. E ormai sono in crescita i casi in cui il medico opera in solitudine".
Indicazioni sul trattamento di fine vita sono dunque necessarie ma, conclude Bianco, prima e' necessario diffondere in Italia la cultura del testamento biologico. "Si potrebbe cominciare con investimenti in campagne di comunicazione per diffondere un corretto modo di intendere questo strumento".

Silvio Viale, medico, dirigente di Exit-Italia e dell'Associazione Luca Coscioni, ha dichiarato:
Intervenendo al convegno "Il Testamento biologico e i medici di Milano", organizzato dall'Ordine Provinciale dei medici chirurghi e degli odontoiatri presso l'aula magna dell'università degli Studi di Milano, il presidente della Regione Lombardia ha evitato di citare i numerosi casi di cronaca lombarda. Non ha avuto nemmeno il coraggio di citare Eluana Englaro, la ragazza di lecco che versa in stato vegetativo da 16 anni. In compemso, per un ecesso di zelo, ha citato la bufala del ferroviere polacco svegliatosi dopo 19 anni di coma. Qualcuno lo inforni che noin era vero. Jan Grzebski, non era in coma, ma in uno stato di afasia. Joanna Hensel, direttrice dell'ospedale di Dzialdowo, dove il paziente è stato curato e ha fatto la riabilitazione, ha dichiarato lche e informazioni sulla sua presunta uscita dal coma dopo tanti anni non sono corrette perché Grzebski era in grado dal 1990 di sentire e capire ciò che le persone che gli stavano accanto gli dicevano.
Secondo la direttrice, in questi anni, Grzebski ha potuto mangiare e bere nonché segnalare i suoi bisogni o dolori. La direttrice dell'ospedale, lamentandosi anche per l'assedio dei giornalisti dopo che la notizia, errata, sulla presunta uscita dal coma che ha fatto il giro del mondo, ha collegato la notizia alla felicità dei famigliari per i risultati ottenuti da Grzebski dopo un'intensa riabilitazione. Suggerirei a Formigoni di approfondire meglio quello che dice e, magari, di cominciare ad occuparsi del caso di Eluana Englaro. Forse apprenderebbe qualcosa di utile proprio sul testamento biologico."
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