Francesi e italiani i piu' pessimisti di fronte alla crisi
Un sondaggio dell'Istituto Ipsos sulla percezione della crisi condotta in cinque Stati europei e in Usa, mostra che le reazioni alla tormenta economica sono molto differenti. I piu' pessimisti? Francesi e italiani. Nell'indagine d'aprile, il 72% dei francesi si dice preoccupato per l'evoluzione dell'economia; in Italia il 69%. "E' logico, giacche' ben prima della crisi, Francia e Italia vivevano come nazioni in declino", dice Joachim Soetard, direttore del dipartimento di strategie d'impresa presso Ipsos. Nei due Paesi, circa l'80% dei cittadini pensano da tempo che i loro figli avranno un tenore di vita inferiore al loro; quest'idea e' condivisa solo dal 57% dei cittadini nella media mondiale
Viceversa, gli anglosassoni si mostrano ottimisti. Il 41% di britannici e statunitensi affermano d'essere poco preoccupati dalla crisi -appena un po' di piu' dei tedeschi (38%).
Inquieti, gli europei del Sud temono per il loro tenore di vita nei prossimi mesi: il 57% dei francesi e il 50% degli italiani, contro un terzo appena degli statunitensi. La conseguenza e' che l'80% dei francesi e il 78% degli italiani vogliono modificare le abitudini di consumo, preferendo hard discount e ipermercati ai negozi tradizionali; tra i tedeschi e' solo il 55%.
L'unico punto in comune e' la previsione che la crisi durera' vari anni; lo pensa almeno il 50% dei cittadini di tutti gli Stati.
Viceversa, gli anglosassoni si mostrano ottimisti. Il 41% di britannici e statunitensi affermano d'essere poco preoccupati dalla crisi -appena un po' di piu' dei tedeschi (38%).
Inquieti, gli europei del Sud temono per il loro tenore di vita nei prossimi mesi: il 57% dei francesi e il 50% degli italiani, contro un terzo appena degli statunitensi. La conseguenza e' che l'80% dei francesi e il 78% degli italiani vogliono modificare le abitudini di consumo, preferendo hard discount e ipermercati ai negozi tradizionali; tra i tedeschi e' solo il 55%.
L'unico punto in comune e' la previsione che la crisi durera' vari anni; lo pensa almeno il 50% dei cittadini di tutti gli Stati.
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