Venerdì 5 giugno 2026
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Francia. L'eutanasia e le elezioni presidenziali

U.E. - FRANCIA
Notizia ·
Si è aperto due giorni fa in Francia un nuovo processo per eutanasia, contro un medico e un'infermiera accusate di "avvelenamento"; e il caso giudiziario, non il primo nella recente storia francese, fa riesplodere il dibattito sulla "dolce morte" nella campagna elettorale per le presidenziali del 22 aprile.

Si può dire che fra i candidati all'Eliseo, i tre principali si sono espressi tutti a favore dell'eutanasia ma con sfumature estremamente diverse. Lo ricorda oggi Le Monde in un articolo che riassume le loro posizioni. La socialista Segolene Royal a metà gennaio ha dichiarato, "bisogna avere il coraggio di aprire il dibattito". E il suo partito ha depositato già un progetto di legge che ha "come oggetto il permettere ai medici, in condizioni di rigoroso rispetto della volontà del paziente, di dare un aiuto attivo alle persone in fase terminale di una malattia incurabile o costrette a uno stato di dipendenza che considerano incompatibile con la loro dignità".

Di fronte a un'opinione pubblica oscillante fra sì, no e incertezza, i candidati presidenti misurano le parole. Anche a sinistra del resto, mentre i Verdi e la Lega Comunista rivoluzionaria sono a favore dell'eutanasia, il Partito Comunista non ha una posizione univoca.

Se per Royal è relativamente semplice decidere da che parte stare, molto più complesso è per il conservatore e attuale ministro dell'Interno Nicolas Sarkozy, e per il centrista Francois Bayrou, che è oltretutto un devoto cattolico.

Sarkozy, a dire il vero, ha lanciato un prudente sasso nello stagno l'11 febbraio scorso quando ha detto che ci sono "limiti alla sofferenza" invitando ad affrontare la questione "partendo meno dai principi e più dal dolore", perché "Non si può restare inerti di fronte al dolore di un concittadino che chiede di farla finita, semplicemente perchè non ne può più". Il senso del discorso è evidente e infatti ha spaventato i conservatori del suo partito, l'Ump (Unione per un movimento popolare). Molti a destra considerano sufficiente la legge Leonetti dell'aprile 2005, che autorizza a "lasciare morire" e permette in alcuni caso la cessazione delle terapie dietro richiesta del paziente.

Ma anche il centrista Bayrou ha fatto un notevole passo di smarcamento dalle sue posizioni precedenti il 15 febbraio, quando ha dichiarato di essere favorevole a che "non si lasci più soffrire la gente e non si prolunghi inutilmente la loro vita".
Potrebbe essere un discorso contrario all'accanimento terapeutico, ma data la presenza della legge Leonetti, Bayrou sembra voler indicare la disponibilità a qualcosa di più.

Il caso aperto ieri davanti a un tribunale della Dordogna riguarda la dottoressa Laurence Tramois, che il 25 agosto 2003 mise fine alla vita di una paziente, Paulette Druais, all'ospedale di Saint-Astier; più precisamente, prescrisse alla donna in fase terminale per un tumore (era suocera di sua sorella) una dose mortale di potassio che fu poi somministrata dall'infermiera Chantal Chanel. Quest'ultima si trovava da sola a gestire, di notte, la corsia con oltre duecento pazienti mentre la dottoressa Tramois era, come di norma negli ospedali locali, un medico curante responsabile solo dei propri malati, e non era presente all'iniezione. Paulette Druais morì nel giro di un'ora.

Il verdetto è atteso per giovedì sera e le due imputate rischiano fino a trent'anni di carcere. Si tratta di un caso spartiacque, anche se non è il primo; in Francia è celeberrimo quello di Vincent Humbert, giovane tetraplegico che scrisse anche al presidente jacques Chirac per ottenere il 'diritto a morire' e finalmente nel 2004 fu ucciso dalla madre e da un medico, Marie Humbert e Frederic Chaussoy, con una iniezione. Anche in quel caso vi fu un processo per omicidio che si interruppe però alla fase istruttoria, con la richiesta del non luogo a procedere da parte della procura.

Per questo i favorevoli all'eutanasia, come il partito socialista, parlano di una "legge Vincent Humbert". Nel merito, solo due candidati presidenziali si dicono nettamente contrari alla eutanasia e appartengono entrambi alla destra estrema. Il leader del Fronte Nazionale, Jean Marie Le Pen, afferma sul suo programma che bisogna "rifiutare l'eutanasia assistita medicalmente ma autorizzare lo stop all'accanimento terapeutico".
Il leader dell'euroscettico Movimento per la Francia, Philippe de Villiers, indica che "rifiuta l'eutanasia ed è a favore dello sviluppo di centri di cure palliative".
(Fonte: Apcom)
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