Sabato 6 giugno 2026
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Francia. Allo studio una banca dati dei consumatori di cannabis

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"Mission interministeriélle de lutte contre la drogue et la toxicomanie" (Mildt), che ha appena inoltrato un rapporto a Jean-Pierre Raffarin, vorrebbe istituire una banca dati dei consumatori di droghe, in particolare di cannabis. Nel rapporto, Mildt giudica l'archivio indispensabile per una "tracciabilita' delle procedure" che consentirebbe un trattamento specifico dei recidivi.
In tv, il primo ministro Raffarin ha raccomandato "una contravvenzione modesta per il primo fumatore", e si e' detto favorevole alla gradualita' delle pene. Attualmente, le contravvenzioni diverse dall'ammenda di quinta categoria (comminata dai tribunali di polizia), non lasciano tracce una volta pagate. L'inserimento in una banca dati risponderebbe invece agli auspici di gran parte dei deputati della maggioranza, favorevoli a una risposta repressiva specifica nei confronti dei recidivi, come risulta dal rapporto senatoriale dello scorso giugno.
Tempo fa, Mildt ha chiesto un parere sulla banca dati alla "Commission nationale de l'informatique et des libertés" (CNIL). Essa ha avanzato riserve sulla creazione di un archivio specifico, cosi' come sulla segnalazione dell'uso di droghe negli archivi della polizia. Se la volonta' del legislatore fosse quella di conservare traccia dell'uso di stupefacenti, CNIL consiglierebbe un diverso utilizzo del casellario giudiziario.
L'idea della banca dati per i consumatori di cannabis e' stata suggerita dal ministero degli Interni: L'obiettivo sarebbe quello di disporre di uno strumento simile a quello dell'elenco dei "passeggeri indisciplinati" delle ferrovie, gestito a Rennes dall'azienda ferroviaria SNCF sotto stretto controllo della CNIL. In quel caso, l'undicesima infrazione annuale rilevata su un treno diventa un reato passibile di sanzioni pesanti, ossia il carcere effettivo o condizionato. Nel caso della droga, "cinque reiterazioni l'anno potrebbero rientrare in uno schema piu' duro" della "contravvenzione modesta" evocata da Raffarin. Al termine di un anno, in caso di non recidiva, la multa per uso verrebbe cancellata.
A Raffarin spetta ora il compito di decidere tra la posizione di chi desidera che il carcere resti solo una minaccia per i plurirecidivi, e di chi auspica pene molto severe. Mildt attende il prossimo arbitrato del primo ministro per preparare la riforma della legge 1970 sulla droga che egli si e' impegnato a varare.
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