Francia. Benoite Groult: voglio scegliere quando morire
Militante femminista e scrittrice, Benoite Groult ha partecipato a tutte le battaglie che hanno segnato il XX/mo secolo e all'età di 86 anni si è fissata un' ultima lotta, quella di poter scegliere quando morire. "Servono vent'anni per diventare un vecchio. Gli stessi che occorrono per formare un adulto", ha detto al quotidiano Liberation Groult, secondo la quale si comincia a invecchiare verso i 65 anni fino agli 85 e dopo questo limite in cui la vecchiaia è "irreversibile e accelerata" si può anche pensare che è arrivato il momento di premere "il tasto asterisco" come titola il suo ultimo libro 'La touche etoile' (ed. Grasset, 288 p., 17,90 euro) in cui rivendica il diritto di morire degnamente e quando si vuole. Con libertà e humor la scrittrice -che ha ancora tutti i suoi denti, le guance rosse e un bell'aspetto- parla nel suo libro testamento del corpo che invecchia e di come lo vedono gli altri, e del sentimento di "essere rifiutata dalla società dei vivi" per la quale "invecchiare è un delitto". "Ho fatto due lifting -ha detto Benoite in un intervista al quotidiano Le Monde- primariamente per me stessa, perché la mia pelle invecchiava più in fretta di come mi sentivo e trovavo il mio aspetto antipatico. E poi contro tutti quelli che pensano che le femministe siano vecchie e brutte".
Benoite Groult promette di "partire da viva", e non mezza morta sotto i comandi di una macchina. "Abbiamo il diritto di fare sciocchezze durante tutta la vita. Possiamo sposarci, sbagliare, divorziare e anche suicidarci. Ma al momento della morte finisce la nostra libertà: siamo in balia di forze avverse contro le quali non possiamo opporci, siano esse la morale, il papa o i medici". La scrittrice è arrabbiata con la Francia come al tempo della legge Neuwirth del 1967, quando i deputati di tutte le fazioni guardavano con spavento a tutte le donne che sarebbero state presto autorizzate a prendere la pillola e le consideravano come "cagne da strada". O come prima della legalizzazione dell'aborto che venne autorizzato dopo che lei ne aveva già affrontati cinque. "Il rifiuto della nascita per scelta così come della morte per scelta, fanno parte della stessa ideologia contro la libertà", ha detto Groult che ha la convinzione che comunque prima o poi si finirà per accettare anche la morte per ragioni economiche: "non si sa che farsene dei vecchi, gli ospizi sono stracolmi e le pensioni non saranno più pagate". Secondo la scrittrice oggi non si può parlare di 'eutanasia' -anche se nel suo significato originario, in greco, significava bella morte- così come "quando ero giovane, era 'vagina' la parola vietata. Nel vocabolario Larousse si trovavano 'pene' e 'testicoli' ma non 'vagina'. Il nostro organo, attraverso il quale passa tutta l'umanità, era innominabile". La battaglia per la difesa di queste parole confiscate l'ha portata a presiedere, dal 1984 al 1986, la commissione per la l'adattamento dei nomi delle professioni al genere femminile creata da Yvette Roudy, allora ministro socialista per i diritti delle donne, perché "quello che si esprime attraverso il linguaggio è rivelatore di una mentalità. Volere nominarsi, designarsi correttamente, mettersi comode nelle parole come lo si è dentro la propria pelle, non è solo un desiderio, ma è un elemento essenziale dell'integrazione in una società". E' a lei che in Francia si devono le espressioni : la ministra, l'avvocata e la procuratrice. Benoite Groult ha scritto su tutto: le ragazze perbene, quelle che hanno subito violenza, l'età matura e ora la vecchiaia. La sua opera è un libro di tutta una vita che attraversa tutte le generazioni, "un po' alla Simone de Beauvoir", e il suo 'Secondo sesso' s'intitola 'Ainsi soit- elle' (ed. Grasset, 1975) che ha venduto un milione di copie e che per la scrittrice "dovrebbe essere inserito in tutti i programmi scolastici perché a differenza di quello che ci fanno credere, la condizione della donna non sta migliorando né nel mondo né tanto meno in Francia". Constatando tra i bambini di 7-8 anni il riaffiorare di schemi antichi e stereotipati nelle relazioni tra uomo e donna, Benoite considera che al giorno d'oggi la parità non sia ancora applicata "perché è una causa troppo bella" e si chiede se gli uomini non si sentano ancora troppo soli ad avere il privilegio di poter invecchiare. Benoite vorrebbe sentire dire un giorno l'espressione "una bella vecchietta" così come si dice di "un bel vecchietto" perché l'ingiustizia perseguita le donne fino all'età matura quando la seduzione "non è che un souvenir". Si dispiace di non potersi battere, alla sua età, per l'amore delle donne dopo i 75 anni, "come Gregory Peck", ma si dichiara pronta a manifestare in piazza per fare eleggere Segolene Royale.
Benoite Groult promette di "partire da viva", e non mezza morta sotto i comandi di una macchina. "Abbiamo il diritto di fare sciocchezze durante tutta la vita. Possiamo sposarci, sbagliare, divorziare e anche suicidarci. Ma al momento della morte finisce la nostra libertà: siamo in balia di forze avverse contro le quali non possiamo opporci, siano esse la morale, il papa o i medici". La scrittrice è arrabbiata con la Francia come al tempo della legge Neuwirth del 1967, quando i deputati di tutte le fazioni guardavano con spavento a tutte le donne che sarebbero state presto autorizzate a prendere la pillola e le consideravano come "cagne da strada". O come prima della legalizzazione dell'aborto che venne autorizzato dopo che lei ne aveva già affrontati cinque. "Il rifiuto della nascita per scelta così come della morte per scelta, fanno parte della stessa ideologia contro la libertà", ha detto Groult che ha la convinzione che comunque prima o poi si finirà per accettare anche la morte per ragioni economiche: "non si sa che farsene dei vecchi, gli ospizi sono stracolmi e le pensioni non saranno più pagate". Secondo la scrittrice oggi non si può parlare di 'eutanasia' -anche se nel suo significato originario, in greco, significava bella morte- così come "quando ero giovane, era 'vagina' la parola vietata. Nel vocabolario Larousse si trovavano 'pene' e 'testicoli' ma non 'vagina'. Il nostro organo, attraverso il quale passa tutta l'umanità, era innominabile". La battaglia per la difesa di queste parole confiscate l'ha portata a presiedere, dal 1984 al 1986, la commissione per la l'adattamento dei nomi delle professioni al genere femminile creata da Yvette Roudy, allora ministro socialista per i diritti delle donne, perché "quello che si esprime attraverso il linguaggio è rivelatore di una mentalità. Volere nominarsi, designarsi correttamente, mettersi comode nelle parole come lo si è dentro la propria pelle, non è solo un desiderio, ma è un elemento essenziale dell'integrazione in una società". E' a lei che in Francia si devono le espressioni : la ministra, l'avvocata e la procuratrice. Benoite Groult ha scritto su tutto: le ragazze perbene, quelle che hanno subito violenza, l'età matura e ora la vecchiaia. La sua opera è un libro di tutta una vita che attraversa tutte le generazioni, "un po' alla Simone de Beauvoir", e il suo 'Secondo sesso' s'intitola 'Ainsi soit- elle' (ed. Grasset, 1975) che ha venduto un milione di copie e che per la scrittrice "dovrebbe essere inserito in tutti i programmi scolastici perché a differenza di quello che ci fanno credere, la condizione della donna non sta migliorando né nel mondo né tanto meno in Francia". Constatando tra i bambini di 7-8 anni il riaffiorare di schemi antichi e stereotipati nelle relazioni tra uomo e donna, Benoite considera che al giorno d'oggi la parità non sia ancora applicata "perché è una causa troppo bella" e si chiede se gli uomini non si sentano ancora troppo soli ad avere il privilegio di poter invecchiare. Benoite vorrebbe sentire dire un giorno l'espressione "una bella vecchietta" così come si dice di "un bel vecchietto" perché l'ingiustizia perseguita le donne fino all'età matura quando la seduzione "non è che un souvenir". Si dispiace di non potersi battere, alla sua età, per l'amore delle donne dopo i 75 anni, "come Gregory Peck", ma si dichiara pronta a manifestare in piazza per fare eleggere Segolene Royale.
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