Francia. Cannabis e incidenti stradali
La cannabis sarebbe divenuta la terza causa di mortalita' stradale, alle spalle della velocita' e dell'alcool, secondo uno studio scientifico presentato lo scorso fine settimana al centro ospedaliero di Compiègne. Tra il 2001 e il 2004, il numero di giovani sotto i trent'anni morti sulle strade a causa della cannabis e' raddoppiato. In cifre assolute, si tratta di 700-800 morti in piu' nell'arco di tre anni.Con 3 milioni di fumatori occasionali e 450.000 consumatori quotidiani, la cannabis e' la sostanza psicotica piu' usata in Francia. Il suo consumo e' proibito, ma i mezzi per contrastarlo sono insufficienti, soprattutto se si considerano gli automobilisti. Le azioni di controllo stradale sono rare -2000 test contro 9,5 milioni di alcoltest nel 2003- e la generalizzazione dei test salivali, promessi per l'anno prossimo dal Governo, restera' senz'altro al palo vista la scarsa affidabilita' del metodo. Eppure, la legge del 2 febbraio 2003, loi Marilou, dal nome della bambina uccisa da un conducente che aveva fumato cannabis, condanna la guida sotto effetto di stupefacenti a due anni di carcere e 4.500 euro di multa.
E' allo studio un documento legislativo volto ad inquadrare i test per un certo numero di professioni a rischio. La cannabis, il cui principio attivo Thc provoca turbe nelle percezioni sensoriali, una diminuzione dei riflessi e un restringimento del campo visivo, pone effettivamente dei problemi alle imprese per gli incidenti sul lavoro per questo motivo. La societa' Vinci-Construction (BTP France) ha lanciato una campagna di prevenzione sul tema. "Per noi si trattava d'insistere sull'incompatibilita' tra il lavoro e l'assunzione di cannabis, soprattutto in un universo come quello dei cantieri e delle costruzioni", spiega Tristan Gaillot, pubblicitario dell'agenzia che l'ha concepita, Planctéatif.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti