Francia. La cocaina si democratizza e guadagna terreno sulla cannabis
Il rapporto dell'Ufficio per la repressione del traffico illegale di sostanze stupefacenti OCTRIS segnala che, nel 2005, i sequestri di droga sono leggermente diminuiti (-2,19%), in virtu' di un minor "traffico di quartiere" dove tradizionalmentte si scambia la cannabis. Un calo seguito alle violenze urbane del novembre scorso, quando polizia e gendarmeria furono mobilitate nei quartieri sensibili rendendo piu' difficle lo spaccio.Ma al centro della preoccupazione di OCTRIS c'e' la democratizzazione della cocaina. Con 5,185 tonnellate di merce tolta dalla circolazione, i sequestri sono aumentati del 16% sul 2004, che gia' era stato un anno record. "Esistono delle reti di prossimita' che tagliano i prezzi", rileva il direttore Bernard Petit. "C'e' una penetrazione piu' profonda di prima nella societa' francese", aggiunge. Il fenomeno si spiega, da un lato con il maggior interesse per l'Ue da parte dei trafficanti dei Paesi produttori, a causa della stagnazione del mercato americano che assorbe 600 delle 900-1000 tonnellate annuali di sostanza. "In zona euro, il prezzo -da 26.000 a 28.000 euro il chilo- e' allettante", spiega Petit. D'altro canto, dal 2005 le bande di medio calibro specializzate nel traffico della cannabis prodotta in Medio Oriente e che transita dalla Spagna si sono riorientate sulla cocaina, privilegiata da un "effetto moda". Finora i piccoli mercanti correvano grossi rischi nel portare la cannabis dal sud della Spagna con il metodo go fast (convogli di auto potenti che sfrecciano a tutta velocita' in autostrada e forzano i caselli). Adesso si dedicano alla cocaina, che non e' piu' un'esclusiva della "societa' bene". Per rifornirsi si avvalgono dei muli provenienti dall'America del Sud, i quali nascondo la droga in valigia o ingeriscono preservativi riempiti di polvere.
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