Francia. De Villepin: umanita' e fermezza per bambini sans papiers
"Unire umanità e fermezza" nel gestire le domande di regolarizzazione degli immigrati illegali ("sans papiers") i cui figli vanno a scuola in Francia. E' la linea espressa oggi dal premier francese Dominique de Villepin sulla vicenda che da diversi mesi sta scuotendo il paese a seguito di una circolare emanata dal ministro dell'interno Nicolas Sarkozy, secondo la quale i genitori di bambini scolarizzati possono ottenere -a certe condizioni- il diritto di residenza.
"Il rischio -ha detto il premier di Parigi durante la sua conferenza stampa mensile- è che inviando un segnale negativo, si diffonda il sentimento che tutti quelli che vengono in Francia abbiano il diritto di restare nel paese, il che rischierebbe di provocare una nuova ondata d'immigrazione disorganizzata nel nostro paese". Mentre le prefetture sono alle prese con un'esplosione delle domande (circa 20 al giorno, secondo la stampa d'Oltralpe), si moltiplicano le iniziative per l'"adozione" di bambini i cui genitori rischiano l'espulsione. I "parrainages republicains" sono sponsorizzati soprattutto dall'organizzazione Resf ("Réseau éducation sans frontières").
"Capisco l'emozione che può prodursi di fronte a bambini scolarizzati - ha detto oggi de Villepin - la Francia è uno Stato di diritto e uno Stato che ha sempre difeso i valori del rispetto, ci sono regole...si deve tener conto dei due imperativi di umanità e fermezza indispensabili". In concreto, il ministro dell'Interno Nicolas Sarkozy, ha annunciato ieri la creazione di un "mediatore nazionale" incaricato di armonizzare la regolarizzazione, ad alcune condizioni, di parte dei genitori.
In due circolari a metà giugno, Sarkozy ha proposto un aiuto al rimpatrio alle famiglie con almeno un bambino scolarizzato: 4000 euro al richiedente, 3000 per il coniuge, 2000 per ogni bambino fino al terzo, 1000 per i bambini oltre il terzo. Le domande per ottenere questa sovvenzione vanno presentate entro due mesi, ma molte famiglie hanno pagato il doppio a gruppi mafiosi per arrivare in Francia. E così, per il momento continuano a prevalere le domande di regolarizzazione: Sarkozy, con la sua circolare, pensava di risolvere i problemi di 800 famiglie, circa 2500 persone. Ma secondo il quotidiano "Le Figaro", gli immigrati illegali regolarizzati alla fine potrebbero essere almeno 10.000.
"Il legame fra i problemi dell'immigrazione in Francia e l'estrema poverta' dei paesi d'origine e' evidente, e certe spese anche per ammirabili realizzazioni tecniche mi fanno vergognare". E' quanto afferma il cardinale ed arcivescovo di Lione, mons. Philippe Barbarin, in una intervista a Le Monde.
Il religioso s'indigna di fronte alla 'pigrizia' della nazione francese, che da trent' anni prevede un impegno "tirchio" dello 0,7% del suo Pil verso i paesi in via di sviluppo - "che non riesce nemmeno a mantenere" - di fronte alle "incredibili remunerazioni di certi capi d'azienda".
Troppo facile, tuttavia, gridare "tutti marci", sottolinea il cardinale. Il suo e', infatti, anche un'invito all'impegno, ad affrontare la situazione di petto, senza perdersi in inutili critiche. "Bisogna affrontare il problema alla radice, uscire dalla nostra cecita", aggiunge mons. Barbarin, che chiama al dialogo e al coinvolgimento di tutta l'opinione pubblica.
"La democrazia - sottolinea - e' in pericolo se il dibattito pubblico rimane spento e disincantato, se abbiamo l' impressione che non ci siano piu' valori stabili".
"La chiesa - osserva - intende rispettare l'autorita' legittima, ma rivendica il potere di parlare liberamente. Ha risposto alla proposta di dialogo del ministro Sarkozy sull' immigrazione. I cristiani valutano il pericolo dell'immigrazione clandestina, ma insistono sul rispetto delle persone e sui loro legami famigliari, sulle ferite che provoca un'espulsione, e ancora di piu' sul mostruoso disequilibrio del pianeta".
"Il rischio -ha detto il premier di Parigi durante la sua conferenza stampa mensile- è che inviando un segnale negativo, si diffonda il sentimento che tutti quelli che vengono in Francia abbiano il diritto di restare nel paese, il che rischierebbe di provocare una nuova ondata d'immigrazione disorganizzata nel nostro paese". Mentre le prefetture sono alle prese con un'esplosione delle domande (circa 20 al giorno, secondo la stampa d'Oltralpe), si moltiplicano le iniziative per l'"adozione" di bambini i cui genitori rischiano l'espulsione. I "parrainages republicains" sono sponsorizzati soprattutto dall'organizzazione Resf ("Réseau éducation sans frontières").
"Capisco l'emozione che può prodursi di fronte a bambini scolarizzati - ha detto oggi de Villepin - la Francia è uno Stato di diritto e uno Stato che ha sempre difeso i valori del rispetto, ci sono regole...si deve tener conto dei due imperativi di umanità e fermezza indispensabili". In concreto, il ministro dell'Interno Nicolas Sarkozy, ha annunciato ieri la creazione di un "mediatore nazionale" incaricato di armonizzare la regolarizzazione, ad alcune condizioni, di parte dei genitori.
In due circolari a metà giugno, Sarkozy ha proposto un aiuto al rimpatrio alle famiglie con almeno un bambino scolarizzato: 4000 euro al richiedente, 3000 per il coniuge, 2000 per ogni bambino fino al terzo, 1000 per i bambini oltre il terzo. Le domande per ottenere questa sovvenzione vanno presentate entro due mesi, ma molte famiglie hanno pagato il doppio a gruppi mafiosi per arrivare in Francia. E così, per il momento continuano a prevalere le domande di regolarizzazione: Sarkozy, con la sua circolare, pensava di risolvere i problemi di 800 famiglie, circa 2500 persone. Ma secondo il quotidiano "Le Figaro", gli immigrati illegali regolarizzati alla fine potrebbero essere almeno 10.000.
"Il legame fra i problemi dell'immigrazione in Francia e l'estrema poverta' dei paesi d'origine e' evidente, e certe spese anche per ammirabili realizzazioni tecniche mi fanno vergognare". E' quanto afferma il cardinale ed arcivescovo di Lione, mons. Philippe Barbarin, in una intervista a Le Monde.
Il religioso s'indigna di fronte alla 'pigrizia' della nazione francese, che da trent' anni prevede un impegno "tirchio" dello 0,7% del suo Pil verso i paesi in via di sviluppo - "che non riesce nemmeno a mantenere" - di fronte alle "incredibili remunerazioni di certi capi d'azienda".
Troppo facile, tuttavia, gridare "tutti marci", sottolinea il cardinale. Il suo e', infatti, anche un'invito all'impegno, ad affrontare la situazione di petto, senza perdersi in inutili critiche. "Bisogna affrontare il problema alla radice, uscire dalla nostra cecita", aggiunge mons. Barbarin, che chiama al dialogo e al coinvolgimento di tutta l'opinione pubblica.
"La democrazia - sottolinea - e' in pericolo se il dibattito pubblico rimane spento e disincantato, se abbiamo l' impressione che non ci siano piu' valori stabili".
"La chiesa - osserva - intende rispettare l'autorita' legittima, ma rivendica il potere di parlare liberamente. Ha risposto alla proposta di dialogo del ministro Sarkozy sull' immigrazione. I cristiani valutano il pericolo dell'immigrazione clandestina, ma insistono sul rispetto delle persone e sui loro legami famigliari, sulle ferite che provoca un'espulsione, e ancora di piu' sul mostruoso disequilibrio del pianeta".
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