Francia. I fondi congelati
Su invito dell'associazione degli operatori per la tossicodipendenza (Anit), circa la meta' dei duecento centri di cura specializzati hanno chiuso simbolicamente le porte il 2 ottobre. Un inedito. Dovuto al fatto che mentre il Governo tace sulla politica che vuole adottare, i servizi socio-sanitari, cronicamente squattrinati, devono far fronte a un ulteriore taglio del 5% del loro bilancio, ossia rinunciare a tre milioni di euro bloccati nelle casse dello Stato. Era stato l'ex ministro della Sanita' Bernard Kouchner a istituire il congelamento del 5% dei fondi per poter finanziare progetti innovativi. Ma aveva previsto la sua ridistribuzione a fine anno, qualora non fosse stata impiegata per quello scopo. Adesso invece, su ammissione della Sanita', quella somma rimane dov'e'. Una "amputazione", denuncia l'Anit, che va ad aggiungersi alla mancata erogazione, per ora, di un terzo del budget a disposizione del Mildt (Mission interministerielle de lutte contre la drogue et la toxicomanie). Conseguenze? "Puo' voler dire il licenziamento di un centinaio di operatori o la chiusura di 600 posti nei presidi", denuncia l'Anit.
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