Francia. Forum sulla depenalizzazione
I dati sui consumi sono recenti. Risalgono al 16 settembre e sono stati divulgati dall'Osservatorio sulle droghe e le tossicomanie. Uno su tutti: la meta' dei diciottenni ha gia' sperimentato la cannabis e un ragazzo su due l'assume regolarmente. Eppure queste cifre non sembrano intaccare le convinzioni proibizioniste del Governo francese e del presidente Chirac. A chiedere che si cambi rotta sono invece gli specialisti, coloro che con i tossicodipendenti lavorano ogni giorno. "Non si puo' continuare a far finta di niente: la legge del 1970 e' sorpassata, ipocrita e dannosa per la salute pubblica", afferma la psichiatra Beatrice Stambul, segretaria generale aggiunta di Medecins du monde (Mdm), che ha organizzato per il 19 settembre un forum sulla depenalizzazione delle droghe. Medici, sociologi, giuristi, operatori sociali sono stati chiamati a discutere di questo tabu' e a far emergere le contraddizioni in cui si barcamenano, tra la repressione imposta dalla legge e l'attivita' di cura e prevenzione.
Oggi nessuno sa se la politica della "riduzione del danno", lanciata dal 1999 dal Governo Jospin, verra' perseguita. Forse se ne sapra' di piu' la settimana prossima quando il presidente della Mission interministerielle de lutte contre la drogue et la toxicomanie, Nicole Maestracci, si rechera' al palazzo Matignon per partecipare a una riunione sul tema e si decidera' la sua conferma o no alla testa della Mildt.
Oggi nessuno sa se la politica della "riduzione del danno", lanciata dal 1999 dal Governo Jospin, verra' perseguita. Forse se ne sapra' di piu' la settimana prossima quando il presidente della Mission interministerielle de lutte contre la drogue et la toxicomanie, Nicole Maestracci, si rechera' al palazzo Matignon per partecipare a una riunione sul tema e si decidera' la sua conferma o no alla testa della Mildt.
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