Francia. Lia Cavalcanti, la riabilitazione e la politica irrazionale
"Io credo che i politici rispondono piu' ad obbiettivi ideologici ed elettoralistici che ai richiami della realta'. Il tema delle droghe e' profondamente irrazionale, nel senso che i politici non reagiscono come tali ma vestono i panni dei buoni padri di famiglia. Le argomentazioni politiche non hanno nulla di scientifico, ma offrono sicurezza alla grande maggioranza della popolazione, che non e' ben informata. Cosi' credono che la risposta proibizionista e' quella che meglio puo' rispondere alle loro necessita' di pace, tranquillita' e di astinenza per i loro figli".A auspicare cosi' una risposta "piu' oggettiva e meno passionale" e' Lia Cavalcanti, professoressa universitaria ed educatrice. Nata in Brasile, ha vissuto in Cile, poi e' tornata in Brasile dopo il colpo di Stato di Pinochet, e si e' infine trasferita a Parigi dove attualmente presiede l'EGO (Espoir Goutte d'Or, nome del quartiere alla periferia di Parigi) per fuggire alle minacce di morte visto il suo impegno nel difendere dal traffico di droghe i bambini di strada. L'EGO, fondato nel 1987 e' l'unico centro francese che si occupa di tossicodipendenti creato per iniziativa popolare e che assiste circa 3.500 persone all'anno.
Cavalcanti sentita dal quotidiano basco Diario Vasco in occasione del "II Simposio Internazionale sulla Riduzione dei Rischi della Globalizzazione delle Droghe", San Sebastian, ha anche spiegato le modalita' del loro lavoro sui tossicodipendenti che si rivolgono al centro.
"Non parliamo mai di riabilitazione. Noi lavoriamo da una prospettiva di promozione, non di riparazione. Non abbiamo nulla da riparare, perche' queste persone, che hanno vissuto per anni nella marginalita', hanno molto da dare. Bisogna aiutarli a rendersi conto della loro forza interiore e che sono capaci e che possono cambiare le cose. E quando se ne rendono conto, si trasformano. E cosi' lasciano le droghe, senza che gli sia stata fatta nessuna richiesta preventiva di astinenza. Per esempio, il redattore capo del nostro giornale e' un giovane che e' arrivato al centro dopo avere trascorso 12 anni in carcere, era malato e oggi e' un giornalista diplomato".
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