Francia. Medico e infermiera rinviate alla Corte d'Assise: un caso d'eutanasia
La dottoressa Laurence Tramois e l'infermiera Chantal Chanel sono chiamate a difendersi in Corte d'Assise per la morte di una paziente. Il 13 giugno, la chambre de l'instruction della corte d'appello di Bordeaux ha confermato il loro rinvio davanti a una giuria, in conformita' alla decisione della procura di Périgueaux del 5 gennaio scorso. Il processo dovrebbe tenersi all'inizio del 2007. Le due donne sono perseguite per un'eutanasia praticata nell'agosto 2003 all'ospedale di Saint-Astier in Dordogna, e di cui questo notiziario ha gia' dato conto. Tutt'e due si dicono "deluse" della decisione, ma poco sorprese. "Mi sono preparata mentalmente e sono quasi sollevata di poter spiegare con parole e sentimenti cos'e' stata la nostra quotidianita' nelle settimane passate al capezzale della malata", spiega Laurence Tramois. "Sara' l'occasione per tornare su quello che e' stato il nostro codice di comportamento medico quella sera. Il mio scopo e' che questa storia conduca a una riflessione etica. Mi battero' per un'assoluzione, e soprattutto contro un rinvio. Altrimenti, il personale curante dira': "Ricordatevi del caso Tramois, e chiudete gli occhi!" sulla sofferenza e la richiesta dei malati. Se, all'ultimo momento, noi medici chiudiamo la porta, su chi potranno contare i nostri pazienti?". L'infermiera condivide questa posizione. "Io non ce l'ho con la dottoressa Tramois, poiche' so che ha fatto quella prescrizione per umanita'. Sono stata accusata, e lo comprendo, ma non ho problemi di coscienza nei riguardi della paziente. Tutto e' andato secondo il suo intendimento. E' per questo che ho fatto quel gesto, perche' l'ho capita". Le due sono consapevoli che sara' un processo difficile, ma non si presenteranno a testa bassa. Se mai fanno notare un'anomalia: sono rinviate a giudizio per omicidio eppure possono continuare a lavorare nelle stesse condizioni di prima, a contatto con i pazienti. Comunque potranno contare sul sostegno del marito e del figlio della paziente morta, che sono al loro fianco.
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