Francia. No del Guardasigilli alla depenalizzazione dell'eutanasia
Il Guardasigilli Pascal Clément, ha riaffermato la propria contrarieta' a ogni forma di depenalizzazione dell'eutanasia, ritenendo che spetti "al giudice considerare" caso per caso.
All'indomani del proscioglimento di un danese che aveva posto fine alle sofferenze di sua moglie malata di cancro in fase terminale, il Guardasigilli ha dichiarato a Canal +: "il principio e' che non si torna sul divieto dell'eutanasia". Ma "la realta' e' che spetta al giudice di vedere cosa fare" caso per caso. Ricordando che "la missione informativa", condotta dal deputato UMP Jean Léonetti e dal socialista Gaetan Gorce "e' sfociata nel mantenimento della penalizzazione", il ministro della Giustizia si e' dichiarato "personalmente totalmente" contrario a una legalizzazione dell'eutanasia. Questo il suo ragionamento: dal momento in cui si depenalizzasse, i casi si moltiplicherebbero e diventerebbe difficile distinguere tra eutanasia ed omicidio. Con quale criterio si deciderebbe di porre fine alle sofferenze di qualcuno impossibilitato ad essere interpellato? Quali i criteri d'acquisizione della volonta' della persona malata che potrebbe essere debilitata? E' bene invece che sia la giustizia ad occuparsi del caso particolare e applicare la legge come nel processo di Angers, quando ha sentenziato che non c'era stato un omicidio e quindi non fosse sanzionabile.
All'indomani del proscioglimento di un danese che aveva posto fine alle sofferenze di sua moglie malata di cancro in fase terminale, il Guardasigilli ha dichiarato a Canal +: "il principio e' che non si torna sul divieto dell'eutanasia". Ma "la realta' e' che spetta al giudice di vedere cosa fare" caso per caso. Ricordando che "la missione informativa", condotta dal deputato UMP Jean Léonetti e dal socialista Gaetan Gorce "e' sfociata nel mantenimento della penalizzazione", il ministro della Giustizia si e' dichiarato "personalmente totalmente" contrario a una legalizzazione dell'eutanasia. Questo il suo ragionamento: dal momento in cui si depenalizzasse, i casi si moltiplicherebbero e diventerebbe difficile distinguere tra eutanasia ed omicidio. Con quale criterio si deciderebbe di porre fine alle sofferenze di qualcuno impossibilitato ad essere interpellato? Quali i criteri d'acquisizione della volonta' della persona malata che potrebbe essere debilitata? E' bene invece che sia la giustizia ad occuparsi del caso particolare e applicare la legge come nel processo di Angers, quando ha sentenziato che non c'era stato un omicidio e quindi non fosse sanzionabile.
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