Giovedì 4 giugno 2026
Menu

Francia. Un nuovo capitolo di un processo per eutanasia

U.E. - FRANCIA
Notizia ·
Amici e comitati di sostenitori, giunti da Dordogne in bus, circondano Chantal Chanel e Laurence Tramois convocate dal giudice istruttore di Bordeaux. "Non lieu" ("Non luogo a procedere") reclamano i cartelli degli accompagnatori, come spiega Leberation. La chambre de l'instruction deve esaminare la loro richiesta contro il rinvio in Corte d'assise, deciso dal tribunale di Périguex per aver praticato l'eutanasia il 25 agosto del 2003.
Quella notte, nell'ospedale di Saint-Astier (Dordogne), la dottoressa Tramois si avvicina ancora una volta al capezzale di Paulette Druais, pensionata di 65 anni, che ha seguito e poi curato per quasi quindici anni. Paulette ha un cancro al pancreas in stadio terminale. Non fa che peggiorare. E' in coma ma continua a soffrire enormemente, il suo stato e' insopportabile. La giovane dottoressa conosce benissimo la sua paziente, che tra l'altro e' mamma del compagno di sua sorella. Prende la decisione e prescrive due iniezioni: una di morfina e una seconda, pesante, di cloruro di potassio per provocare l'arresto cardiaco. E' l'infermiera di guardia, Chantal Chanel , che, su ordine della dottoressa, pratica le due iniezioni e constata il decesso verso le undici di sera. La storia sarebbe finita li' se, qualche giorno dopo, non fosse partita una denuncia dall'interno dell'ospedale.
Di fronte alla Corte, chiamata a decidere il seguito del procedimento, gli avvocati hanno invocato "lo stato di necessita'". In effetti, la legge prevede che "non e' penalmente responsabile la persona la quale, di fronte a un pericolo in corso o imminente, che minaccia lei stessa, altri o un bene, compia un atto necessario alla salvaguardia della persona e del bene". In quel presidio medico rurale, il pericolo non era la morte. Che era gia' li' e si profilava ineluttabile. Lo confermano gli esperti: era solo una questione di ore, al massimo di giorni. E' contro il dolore e la decadenza che le due donne sono intervenute. A tutti la moribonda aveva chiesto la fine del suo calvario. E da molti giorni il figlio non poteva nemmeno piu' entrare nella sua stanza tanto lo spettacolo era insopportabile. Amica, quasi parente, la dottoressa ha evocato le affinita', le confidenze e la promessa di rispettare l'integrita' fisica "Se non fosse stata lei, avrei fatto come molti dei miei colleghi, avrei aspettato".
Nella sua requisitoria, l'avvocato generale si e' attenuto alla rigorosa interpretazione del diritto, ritenendo che la chamabre de l'instruction non fosse il luogo piu' adatto per "una discussione di societa'". Ha quindi chiesto il rinvio davanti alla Corte d'assise. Accompagnata da Marie Humbert e dal dottor Chaussoy, beneficiari, loro, di un non luogo a procedere in un caso analogo, Chantal Chanel e Laurence Tramois sono uscite dal tribunale tra gli applausi. Anche Michel Druais, vedovo di Paulette era venuto a sostenere la dottoressa e l'infermiera. Decisione il 13 giugno.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →