Francia. Nuovo ministro Interno: proseguo politica del rigore con i clandestini
Gli immigrati clandestini con figli iscritti a scuola potranno essere espulsi dal territorio anche prima della fine dell'anno scolastico, contrariamente a quanto è avvenuto lo scorso anno. Ci sono voluti solo due giorni al neoministro dell'Interno Francois Baroin per mettere in chiaro che, rispetto ai "sans papiers", applicherà una politica di rigore non inferiore a quella del suo predecessore, il candidato della destra alle presidenziali Nicolas Sarkozy.
A meno di un mese dal primo turno delle presidenziali Baroin ha dichiarato in un'intervista alla radio privata Europe 1 che "ci potranno certamente essere delel espulsioni prima di luglio perché se si fa una deroga anno dopo anno, la deroga diventa permanente e non è più una deroga". Sul metodo però Baroin ha precisato che "non ci saranno espulsioni di massa e brutali, ma una presa in conto caso per caso e individuale e l'applicazione ferma e giusta della legge repubblicana".
"L'iscrizione a scuola non conferisce il diritto al soggiorno", ha ribadito Baroin, riferendosi al fatto che, mentre l'iscrizione a scuola non può essere rifiutata a nessuno, indipendentemente dalla situazione personale, essa non deve essere presa in conto nell'esame delle domande di regolarizzazione.
Baroin si è espresso all'indomani degli scontri tra la polizia e alcuni gruppi di giovani che hanno messo a soqquadro la stazione ferroviaria di Parigi Nord. Gli scontri erano scoppiati dopo che un giovane congolese "sans papiers" e senza biglietto era stato fermato da alcuni controllori. Gli scontri sono andati avanti per ore, prima che la polizia sgomberasse la stazione a colpi di lacrimogeni. L'opposizione di sinistra ha denunciato "il clima sarkozysta di tensione, di violenza verbale e di stigmatizzazione", creato dalla politica di tolleranza zero dell'ex ministro dell'Interno. Quest'ultimo si è difeso accusando la sinistra e la candidata socialista Segolene Royal di "essere dal lato di quelli che non pagano il biglietto" e di "voler regolarizzare tutti i sans papiers".
La questione dei "sans papiers" con figli iscritti a scuola è tornata alla ribalta negli ultimi giorni, dopo il fermo, il 23 marzo, della direttrice di un asilo di Parigi che si era opposta all'arresto del nonno di due alunni della sua scuola. Diverse manifestazioni sono state organizzate questa settimana dai collettivi dei genitori e da quelli antirazzisti per denunciare il fermo della direttrice. I sindacati degli insegnanti delle elementari hanno indetto uno sciopero di protesta per questo venerdì, mentre sabato le principali associazioni di genitori e i gruppi a favore dei "sans papiers" e dei senza fissa dimora hanno organizzato una manifestazione di sostegno con i clandestini a Parigi.
L'anno scorso, in seguito alla mobilitazione dei collettivi di insegnanti e di genitori di alunni a favore degli immigrati in situazione irregolare, l'allora ministro dell'Interno Sarkozy cedette e chiese ai prefetti di non procedere alle espulsioni delle famiglie "in cui un figlio è iscritto a scuola da diversi mesi" prima della fine dell'anno scolastico. Di fronte alle crescenti proteste dei collettivi Sarkozy decise a inizio giugno di regolarizzare "caso per caso" le famiglie con figli a scuola.
A fine luglio, solo 6.000 immigrati sui 26.600 che ne avevano fatto la domanda sono stati regolarizzati. Proprio in quell'occasione nacque il collettivo Reseau education sans frontieres (Resf), il cui obiettivo principale è di opporsi alle espulsioni delle famiglie di immigrati clandestini con figli a scuola. Da allora Resf ha organizzato dei sit-in e delle manifestazioni in moltissime scuole per impedire che degi alunni fossero arrestati ed espulsi dal paese.
A meno di un mese dal primo turno delle presidenziali Baroin ha dichiarato in un'intervista alla radio privata Europe 1 che "ci potranno certamente essere delel espulsioni prima di luglio perché se si fa una deroga anno dopo anno, la deroga diventa permanente e non è più una deroga". Sul metodo però Baroin ha precisato che "non ci saranno espulsioni di massa e brutali, ma una presa in conto caso per caso e individuale e l'applicazione ferma e giusta della legge repubblicana".
"L'iscrizione a scuola non conferisce il diritto al soggiorno", ha ribadito Baroin, riferendosi al fatto che, mentre l'iscrizione a scuola non può essere rifiutata a nessuno, indipendentemente dalla situazione personale, essa non deve essere presa in conto nell'esame delle domande di regolarizzazione.
Baroin si è espresso all'indomani degli scontri tra la polizia e alcuni gruppi di giovani che hanno messo a soqquadro la stazione ferroviaria di Parigi Nord. Gli scontri erano scoppiati dopo che un giovane congolese "sans papiers" e senza biglietto era stato fermato da alcuni controllori. Gli scontri sono andati avanti per ore, prima che la polizia sgomberasse la stazione a colpi di lacrimogeni. L'opposizione di sinistra ha denunciato "il clima sarkozysta di tensione, di violenza verbale e di stigmatizzazione", creato dalla politica di tolleranza zero dell'ex ministro dell'Interno. Quest'ultimo si è difeso accusando la sinistra e la candidata socialista Segolene Royal di "essere dal lato di quelli che non pagano il biglietto" e di "voler regolarizzare tutti i sans papiers".
La questione dei "sans papiers" con figli iscritti a scuola è tornata alla ribalta negli ultimi giorni, dopo il fermo, il 23 marzo, della direttrice di un asilo di Parigi che si era opposta all'arresto del nonno di due alunni della sua scuola. Diverse manifestazioni sono state organizzate questa settimana dai collettivi dei genitori e da quelli antirazzisti per denunciare il fermo della direttrice. I sindacati degli insegnanti delle elementari hanno indetto uno sciopero di protesta per questo venerdì, mentre sabato le principali associazioni di genitori e i gruppi a favore dei "sans papiers" e dei senza fissa dimora hanno organizzato una manifestazione di sostegno con i clandestini a Parigi.
L'anno scorso, in seguito alla mobilitazione dei collettivi di insegnanti e di genitori di alunni a favore degli immigrati in situazione irregolare, l'allora ministro dell'Interno Sarkozy cedette e chiese ai prefetti di non procedere alle espulsioni delle famiglie "in cui un figlio è iscritto a scuola da diversi mesi" prima della fine dell'anno scolastico. Di fronte alle crescenti proteste dei collettivi Sarkozy decise a inizio giugno di regolarizzare "caso per caso" le famiglie con figli a scuola.
A fine luglio, solo 6.000 immigrati sui 26.600 che ne avevano fatto la domanda sono stati regolarizzati. Proprio in quell'occasione nacque il collettivo Reseau education sans frontieres (Resf), il cui obiettivo principale è di opporsi alle espulsioni delle famiglie di immigrati clandestini con figli a scuola. Da allora Resf ha organizzato dei sit-in e delle manifestazioni in moltissime scuole per impedire che degi alunni fossero arrestati ed espulsi dal paese.
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