Francia. Gli omosessuali, le feste e la droga
Che cosa consumano gay e lesbiche nelle feste? Non bevono piu' alcol della media dei francesi. Fumano un po' meno cannabis. Sniffano molto di piu' "popper" e abbastanza cocaina. Ingoiano pasticche di ecstasy, ma non in quantita' astronomica. L'assunzione di sostanze come la ketamina e il Ghb resta marginale. Questi i risultati della prima indagine "sui consumi di prodotti psicoattivi nell'ambito festivo gay e lesbico", reso noto nel fine settimana da Kiosque info sida-toxicomanie e Association nationale de prévention en alcoologie et addictologie.Sono risultati da prendere con le molle. Intanto perche' non esiste nessuno studio sulle droghe in ambito festaiolo. E' impossibile confrontare i consumatori di homo- ed eterosessuali in questo campo. Nell'autunno 2003 sono stati distribuiti 14.000 questionari in 43 luoghi d'intrattenimento a Parigi, di cui quattro riservati alle donne: bar, locali notturni, backroom, saune. Le risposte utilizzabili sono state solo 2.860 (80% uomini, 20% donne; 61% celibi; 88% d'eta' compresa tra 18 e 39 anni). Bilancio: la cannabis e' usata soprattutto dai piu' giovani; il 25% nella fascia 18-25 anni l'associano all'alcol. L'11% degli intervistati consuma cocaina, di cui il 4% in modo regolare e sistematico; il 10% fa uso di ecstasy. Solo i "popper" sembrano identitari: il 30% dichiara di farne un uso occasionale, "le loro caratteristiche favoriscono la dilatazione facendone l'afrodisiaco favorito dai gay", nota lo studio. Un'affermazione da relativizzare giacche', quale che sia l'orientamento sessuale, il 4% dei giovani di 17-18 anni dichiara di averlo sperimentato (Escapad 2003).
Questi livelli di consumo significano forse che gli omosessuali si drogano come pazzi? "Con un uso di cocaina o di ecstasy al 10% si puo' parlare di un consumo superiore rispetto alle indagini realizzate tra la popolazione indifferenziata. Ma queste ultime includono persone casalinghe che hanno minori opportunita' d'entrare in contatto con queste sostanze", nota Francois Beck dell'Osservatorio su droghe e tossicodipendenze. "Bisognerebbe realizzare uno studio nei luoghi etero".
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