Francia. Parlamento approva la legge su "immigrazione scelta"
I deputati francesi hanno approvato la nuova e più restrittiva legge sull'immigrazione voluta dal ministro dell'Interno Nicolas Sarkozy. Il testo è stato votato compattamente dall'Union pour un mouvement populaire, il partito di maggioranza, che lo ha approvato all'unanimità (364 voti).
L'Union pour la democratie francaise, che ieri si era spaccata su una mozione di sfiducia al governo di Dominique de Villepin, si è divisa di nuovo. Hanno votato contro socialisti e comunisti, in totale 164 voti. Il Senato comincerà l'esame della legge il 6 giugno. Poiché è stata adottata una procedura d'urgenza, non è prevista una seconda lettura.
Sulla scia dello slogan di Sarkozy "immigrazione scelta e non più subita", la legge rende più difficili le condizioni di ottenimento del permesso di soggiorno e del visto. In particolare, per ottenere un permesso di soggiorno temporaneo, occorrerà il parere dell'autorità consolare francese nel paese in cui il visto d'ingresso viene chiesto. I lavoratori assunti con contratto di un anno o più riceveranno una carta di "lavoratore dipendente", mentre quelli assunti per una durata inferiore avranno una carta "lavoratore temporaneo". Alcune categorie particolari di immigrati (ricercatori, artisti, atleti professionisti) potranno ottenere un permesso di soggiorno "Competenza e talento" valido tre anni rinnovabili, nella misura in cui "contribuiscono allo sviluppo e al prestigio della Francia". Parimenti, gli extracomunitari titolari di diplomi universitari potranno ottenere un permesso di soggiorno di un anno rinnovabile e quelli più brillanti e iscritti ai master universitari potranno ottenere un titolo di soggiorno di due anni.
La legge chiede inoltre agli immigrati che chiedono un permesso di soggiorno temporaneo di firmare un "contratto di accoglienza e di integrazione", che comprende "una formazione civica e, se occorre, linguistica". Gli immigrati che chiedono un permesso di soggiorno di lunga durata (dieci anni) dovranno d'ora in poi soddisfare tre condizioni: impegno a rispettare i principi repubblicani, rispetto effettivo di questi principi e conoscenza sufficiente del francese. Il rifiuto di concedere il permesso di soggiorno potrà essere accompagnato dal foglio di via, che diventa esecutivo in capo a un mese.
Allungati da un anno a 18 mesi i termini per chiedere il raggruppamento famigliare e il richiedente dovrà dimostrare di avere un lavoro e di non vivere dei soli assegni famigliari. Per lottare contro i "matrimoni bianchi" sono allungati anche - da due a tre anni - i termini necessari al coniuge extracomunitario per chiedere il permesso di soggiorno di lunga durata, mentre quelli della convivenza necessaria per chiedere la nazionalità francese passano da due a quattro anni.
Fra le misure più importanti figura l'abolizione della regolarizzazione automatica dell'immigrato clandestino che si trova in Francia da più di dieci anni. Quest'ultima misura è contestata dall'opposizione e dalle organizzazioni antirazziste e per i diritti umani perché, sostengono, in contrasto con la nozione della Francia come "terra di accoglienza" per gli stranieri. Contestato anche il concetto di "immigrazione scelta e non più subita", definito "immigrazione usa e getta" e accusato di organizzare di fatto un "saccheggio dei cervelli" dei paesi in via di sviluppo.
E proprio per rispondere a quest'ultima critica Sarkozy si è recato oggi in visita nel Mali e nel Benin, dove il suo disegno di legge ha suscitato un'alzata di scudi, per illustrare la "sua" politica dell'immigrazione. Una visita definita "inopportuna" e "provocatoria" dalla stampa locale e da numerose associazioni civiche.
L'Union pour la democratie francaise, che ieri si era spaccata su una mozione di sfiducia al governo di Dominique de Villepin, si è divisa di nuovo. Hanno votato contro socialisti e comunisti, in totale 164 voti. Il Senato comincerà l'esame della legge il 6 giugno. Poiché è stata adottata una procedura d'urgenza, non è prevista una seconda lettura.
Sulla scia dello slogan di Sarkozy "immigrazione scelta e non più subita", la legge rende più difficili le condizioni di ottenimento del permesso di soggiorno e del visto. In particolare, per ottenere un permesso di soggiorno temporaneo, occorrerà il parere dell'autorità consolare francese nel paese in cui il visto d'ingresso viene chiesto. I lavoratori assunti con contratto di un anno o più riceveranno una carta di "lavoratore dipendente", mentre quelli assunti per una durata inferiore avranno una carta "lavoratore temporaneo". Alcune categorie particolari di immigrati (ricercatori, artisti, atleti professionisti) potranno ottenere un permesso di soggiorno "Competenza e talento" valido tre anni rinnovabili, nella misura in cui "contribuiscono allo sviluppo e al prestigio della Francia". Parimenti, gli extracomunitari titolari di diplomi universitari potranno ottenere un permesso di soggiorno di un anno rinnovabile e quelli più brillanti e iscritti ai master universitari potranno ottenere un titolo di soggiorno di due anni.
La legge chiede inoltre agli immigrati che chiedono un permesso di soggiorno temporaneo di firmare un "contratto di accoglienza e di integrazione", che comprende "una formazione civica e, se occorre, linguistica". Gli immigrati che chiedono un permesso di soggiorno di lunga durata (dieci anni) dovranno d'ora in poi soddisfare tre condizioni: impegno a rispettare i principi repubblicani, rispetto effettivo di questi principi e conoscenza sufficiente del francese. Il rifiuto di concedere il permesso di soggiorno potrà essere accompagnato dal foglio di via, che diventa esecutivo in capo a un mese.
Allungati da un anno a 18 mesi i termini per chiedere il raggruppamento famigliare e il richiedente dovrà dimostrare di avere un lavoro e di non vivere dei soli assegni famigliari. Per lottare contro i "matrimoni bianchi" sono allungati anche - da due a tre anni - i termini necessari al coniuge extracomunitario per chiedere il permesso di soggiorno di lunga durata, mentre quelli della convivenza necessaria per chiedere la nazionalità francese passano da due a quattro anni.
Fra le misure più importanti figura l'abolizione della regolarizzazione automatica dell'immigrato clandestino che si trova in Francia da più di dieci anni. Quest'ultima misura è contestata dall'opposizione e dalle organizzazioni antirazziste e per i diritti umani perché, sostengono, in contrasto con la nozione della Francia come "terra di accoglienza" per gli stranieri. Contestato anche il concetto di "immigrazione scelta e non più subita", definito "immigrazione usa e getta" e accusato di organizzare di fatto un "saccheggio dei cervelli" dei paesi in via di sviluppo.
E proprio per rispondere a quest'ultima critica Sarkozy si è recato oggi in visita nel Mali e nel Benin, dove il suo disegno di legge ha suscitato un'alzata di scudi, per illustrare la "sua" politica dell'immigrazione. Una visita definita "inopportuna" e "provocatoria" dalla stampa locale e da numerose associazioni civiche.
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