Francia. Prime autorizzazioni di ricerca sulle cellule staminali embrionali
Carine Camby, direttrice dell'Agenzia francese di biomedicina, il 20 giugno ha annunciato che sei gruppi di biologi, operanti in strutture pubbliche, sono stati autorizzati a condurre delle ricerche sulle cellule staminali embrionali umane. Le cellule provengono da embrioni soprannumerari non facenti piu' parte di un progetto di fecondazione medicalmente assistita. L'autorizzazione era attesa, e giunge a cinque mesi dalla pubblicazione del decreto del 7 febbraio 2006 che precisa le modalita' d'autorizzazione delle ricerche. Ma anche a quasi due anni dalla promulgazione della legge di bioetica del 6 agosto 2004, che ne recepiva il principio a titolo di deroga e per un periodo di cinque anni.
I lavori autorizzati hanno tre obiettivi. Innanzitutto, approfondire le conoscenze fondamentali per meglio comprendere i meccanismi di differenziazione delle cellule staminali che costituiscono un embrione umano. In secondo luogo, analizzare l'utilita' di queste cellule nell'elaborazione di modelli di studio delle malattie genetiche. Infine, valutare il loro potenziale terapeutico.
Dopo la pubblicazione del decreto, dodici équipe di biologi avevano presentato domanda di autorizzazione. Nessuna e' stata respinta; sei sono state concesse; altre cinque sono in fase d'istruzione e una e' stata ritirata. Delle prime sei autorizzazioni concesse, cinque concernono gruppi degli istituti Inserm e Pasteur di Parigi che si propongono di lavorare su linee di cellule staminali embrionali provenienti dall'estero, reperite nelle stesse condizioni etiche previste dalla legge francese del 6 agosto 2004, ed importate con l'avallo delle autorita' sanitarie ed etiche. Per ora, un solo gruppo -co-diretto da Marc Pechanski (Istem, Evry) e Stéphane Viville (CHU di Strasburgo)- e' autorizzato a creare, sul territorio nazionale, delle linee di cellule staminali partendo da embrioni concepiti in provetta. Si tratta di embrioni portatori di stigma di una malattia genetica identificata durante una diagnosi preimpianto, richiesta da una coppia che rischiava di trasmettere la malattia. Le prime ricerche in questo campo riguardano malattie neurodegenerative dette di Steinert e Huntington.
Le autorizzazioni annunciate da madame Camby segnano anche, al termine di un lungo processo di valutazione caratterizzato da una serie di decisioni prese in una certa confusione, il possibile ingresso di biologi francesi nel promettente, concorrenziale paesaggio della biologia contemporanea e dalle medicina di domani.
I lavori autorizzati hanno tre obiettivi. Innanzitutto, approfondire le conoscenze fondamentali per meglio comprendere i meccanismi di differenziazione delle cellule staminali che costituiscono un embrione umano. In secondo luogo, analizzare l'utilita' di queste cellule nell'elaborazione di modelli di studio delle malattie genetiche. Infine, valutare il loro potenziale terapeutico.
Dopo la pubblicazione del decreto, dodici équipe di biologi avevano presentato domanda di autorizzazione. Nessuna e' stata respinta; sei sono state concesse; altre cinque sono in fase d'istruzione e una e' stata ritirata. Delle prime sei autorizzazioni concesse, cinque concernono gruppi degli istituti Inserm e Pasteur di Parigi che si propongono di lavorare su linee di cellule staminali embrionali provenienti dall'estero, reperite nelle stesse condizioni etiche previste dalla legge francese del 6 agosto 2004, ed importate con l'avallo delle autorita' sanitarie ed etiche. Per ora, un solo gruppo -co-diretto da Marc Pechanski (Istem, Evry) e Stéphane Viville (CHU di Strasburgo)- e' autorizzato a creare, sul territorio nazionale, delle linee di cellule staminali partendo da embrioni concepiti in provetta. Si tratta di embrioni portatori di stigma di una malattia genetica identificata durante una diagnosi preimpianto, richiesta da una coppia che rischiava di trasmettere la malattia. Le prime ricerche in questo campo riguardano malattie neurodegenerative dette di Steinert e Huntington.
Le autorizzazioni annunciate da madame Camby segnano anche, al termine di un lungo processo di valutazione caratterizzato da una serie di decisioni prese in una certa confusione, il possibile ingresso di biologi francesi nel promettente, concorrenziale paesaggio della biologia contemporanea e dalle medicina di domani.
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