Sabato 6 giugno 2026
Menu

Francia. Il problema crack nella periferia di Parigi

Notizia ·
"Il crack e' soprattutto una porcheria. Il fenomeno della droga ci prende alla gola. Il crack e' una nuova forma di disperazione (per i consumatori) e di pericolo per chi intende vivere in modo tranquillo nella propria citta'". Lo ha detto Bertrand Delanoe, Sindaco di Parigi, nell'ambito di primi stati generali sul crack e l'emarginazione, organizzato dal municipio del XVIII Arrondissement.
Con la Guaiana e la Martinica, la zona a nord-est di Parigi e' una dei tre principali luoghi in cui si consuma il crack. Il Sindaco della Municipalita', Daniel Vaillant, ha fatto appello "per un piano d'urgenza", mentre il Sindaco di Parigi ha sottolineato la mancanza di risorse da parte dello Stato. Didier Jayle, presidente della "Mission Interministérielle de lutte contre la drogue et la toxicomanie" (Mildt), ha rinviato la palla agli eletti negli enti locali: "E' piu' facile trovare un locale per i giochi olimpici che per i consumatori di crack".
In pratica, con la forte diminuzione dei consumi di eroina, il crack e' diventato poco a poco il simbolo della droga pesante e "pericolosa": grande emarginazione, consumi compulsivi, degradazione psichica. I consumatori di questa sostanza sono il ricettacolo di tutte le problematiche attuali. Che fare di queste persone che vagano tra la strada, con i loro problemi di droga, di poverta', di esclusione, di violenza -ha sottolineato Didier Jayle? Alcuni abitanti hanno fatto sapere che non ne possono piu' di vederli mentre fumano le loro pipe e si imboscano negli androni dei palazzi, dormendo negli angoli. Pisciano ovunque e sono un pericolo per le possibilita' dei furti in casa e nelle automobili, dicono quegli stessi abitanti che poi pero' rifiutano che nel loro quartiere sia istituito un qualche luogo di accoglienza e si lamentano che, come il metadone per l'eroina, non ci sia qualche sostanza sostitutiva.
Si stima che in Francia ci siano tra i 6 e i 10 mila consumatori di crack, la meta' dei quali nella regione parigina. "Non c'e' un'esplosione del consumo -dice Jean-Michel Costes, direttore dell'Observatoire français des drogues et des toxicomanies (Ofdt)- ma una precarieta' in crescita, che si vede maggiormente nell'assenza di strutture".
Comunque, oltre la repressione, non ci sono soluzioni miracolose. "Il traffico e' passato di mano -dice Daniel Vaillant- alcuni spacciatori di cannabis si sono aggiornati passando al crack, uno spaccio piu' clandestino e volatile". La filosofia dominante e' quella "non nel mio giardino", che con con la penuria di mezzi, impedisce qualunque iniziativa. Le strutture di cura non hanno mezzi mentre e' piu' che evidente la necessita' di luoghi di accoglienza -dice uno psichiatra dell'associazione Charonne. L'unica struttura della municipalita' si e' vista confermare i finanziamenti ma in quantita' ridotta, arrivando all'assurdo di avere 90 metri quadri di spazio per l'accoglienza e 200 mq per l'amministrazione dello stesso.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →