Francia. Gli studenti fumano meno tabacco, ma consumano piu’ cannabis
E' questa la considerazione centrale emersa dallo studio pubblicato il 24 novembre da "La Mutuelle des étudiants" (LMDE), realizzato su un campione di 4.855 persone interpellate per telefono. Il 21,5% degli studenti dichiara di fumare almeno una sigaretta al giorno, pari a 10,3 punti in meno rispetto alla rilevazione del 2001. Per contro, il 32% ammette di avere gia' fatto uso di cannabis contro il 22% nel 2001.In quanto al tabacco, l'indagine mostra la vicinanza di comportamento tra maschi e femmine. Dicono di fumare almeno una sigaretta al giorno il 21,2% delle ragazze e il 21,8% dei ragazzi. Risultati molto simili anche per i fumatori occasionali (5,1% di ragazze e 5,8% dei maschi). Identica, al 61%, la quota dei non fumatori. C'e' invece una percentuale giudicata preoccupante, il 48%, che dichiara di non voler smettere. Il consumo di tabacco mostra delle differenze rispetto a dove abitano i giovani. Gli studenti che vivono con i loro genitori sono quelli che fumano di meno (18,3%) mentre al lato opposto troviamo coloro che vivono in coppia (26,4%). Un fattore discriminante e' il reddito disponibile: il 27,6% degli studenti piu' ricchi (oltre 600 euro al mese) fuma regolarmente contro il 17,6% di coloro che dispongono meno di 400 euro. La differenza e' data anche dall'indirizzo di studio. Si constata che a fumare di piu' sono gli studenti di Lettere (25,1% i regolari) contro il 20,7% di chi ha scelto Diritto, il 19,9% delle "grandes écoles" o il 15% di Scienze. Tra i fumatori regolari, la meta' ha iniziato alle medie superiori, che costituiscono "un luogo d'ingresso per il tabagismo quotidiano".
Per la cannabis, LMDE si mantiene prudente nelle interpretazioni ricordando che, essendo il suo consumo illegale, ci potrebbero essere delle reticenze da parte degli studenti. "Tra coloro che ammettono di consumare cannabis, il 40% dice di averne assunto l'ultima volta piu' di un anno fa, il 14% nel corso dell'ultimo mese e il 27,4% nell'ultima settimana", rileva LMDE, che fa questa deduzione: almeno un terzo dei consumatori e' fumatore regolare. Interrogati sugli effetti nocivi della cannabis gli studenti citano disturbi di memoria e perdita di concentrazione, ma raramente evocano il rischio dell'assuefazione o il cancro. "Si e' tentati di pensare che i rischi che essi identificano siano unicamente quelli che hanno sperimentato empiricamente a scapito di quelli provati scientificamente. Quest'ignoranza ci interpella sul contenuto di una politica di prevenzione all'uso della cannabis ancora da costruire", afferma LMDE.
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