Francia. Ufficio antidroga: nuove rotte della cocaina colombiana passano dall'Africa
Braccati sulle rotte tradizionali dei Caraibi e dell'Atlantico settentrionale, i narcotrafficanti colombiani scelgono sempre piu' spesso di passare dall'Africa per portare la cocaina in Europa meridionale. Lo hanno scoperto gli agenti dell'Ufficio centrale per la repressione del traffico illecito di stupefacenti francese (Ocrtis), in collaborazione con altri corpi di polizia dei Paesi vicini, grazie a un numero di sequestri di stupefacenti e complesse indagini per ripercorrerne i tragitti. La polvere bianca prodotta in Colombia, spiega al quotidiano Le Parisien il capo dell'Ocrtis Jean-Michel Colombani, viene trasportata e stoccata in Paesi della Africa occidentale come Mali, Mauritania e Guinea, da cui riparte su rotte abitualmente utilizzate per la cannabis, attraverso il Mediterraneo. 'Le coste africane sono meno sorvegliate - ha precisato - il traffico dei porti e' molto intenso, e i poliziotti locali non sempre formati per lottare contro questi fenomeni'. Gli spostamenti dal Sudamerica all'Africa sono effettuati su aerei privati, soprannominati dagli inquirenti 'bombe volanti', capaci di far arrivare centinaia di chili da una sponda all'altra dell'oceano nel giro di qualche ora. L'anno scorso, per esempio, racconta sempre Colombani, a Nuadhibou (Mauritania) e' stato intercettato un velivolo proveniente dal Venezuela con a bordo 629 kg di cocaina, interamente modificato per ottimizzare le condizioni di trasporto. Per il passaggio dall'Africa all'Europa, invece, i narcotrafficanti si affidano a corrieri, scegliendo in preferenza giovani donne, nella speranza che passino piu' inosservate. 'Sono ragazze ingenue e influenzabili - spiega ancora il capo dell'Ocrtis - Chi le recluta offre loro 4 o 5.000 euro di commissioni, piu' una settimana interamente spesata nel luogo di arrivo'. Nell'operazione piu' recente, la polizia francese e quella del Mali hanno fermato e interrogato undici persone, che avevano messo in piedi un traffico tra Bamako e l'aeroporto parigino di Roissy. Ma e' solo una goccia nel mare: 'Il compito e' immenso'.
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