Francia. Unione Musulmani invita a non votare partiti estremisti
Sono fra i 4 e 5 milioni i musulmani di Francia, e una delle principali organizzazioni islamiche del paese, l'Uoif, ieri ha invitato ad andare a votare per le presidenziali, insomma ad avere un peso nella politica francese, pur senza dare indicazioni precise di voto. Per l'Unione delle Organizzazioni Islamiche di Francia, considerata vicina ai Fratelli Musulmani, bisogna comunque "evitare il voto per gli estremi".
Era molto atteso il discorso oggi del vicepresidente del movimento, Fouad Alaoui, al convegno annuale del movimento a Le Bourget, alle porte di Parigi. Alaoui si è fatto promotore di un "Islam civico"; se non ha dato esplicitamente il nome del candidato che vorrebbe veder votare al primo turno delle presidenziali domenica 22 aprile, l'unico a cui ha risparmiato critiche è però il centrista Francois Bayrou.
Invece ha biasimato sia il candidato conservatore Nicolas Sarkozy sia la candidata socialista Segolene Royal per il loro atteggiamento nei confronti della comunità musulmana. Sarkozy, perchè criticò le pratiche della Festa del Sacrificio quando disse in televisione che i musulmani "sgozzano le pecore nella vasca da bagno", e perchè stigmatizzò come "feccia" i ragazzi della rivolta delle banlieue. Royal, perchè ha comparato il velo sul capo a una perdita di libertà per le donne.
L'UOIF, fondata nel 1983, è una delle massime componenti del Consiglio francese del Culto musulmano (10 seggi su 49 nel Consiglio di amministrazione; 7 presidenze di Consigli regionali del culto su 25).
Secondo Alaoui, comunque, l'atteggiamento dei candidati verso il culto è importante ma non deve essere l'unico criterio: bisogna considerare le posizioni internazionali (e chiede un impegno per la crisi umanitaria nel Darfur ma senza toccare l'unità del Sudan; una politica filopalestinese; l'appoggio all'ingresso della Turchia nell'Ue).
La riunione, durata tre giorni, ha attirato 150.000 persone e molti oratori hanno insistito sull'importanza di impegnarsi per il rispetto del Corano e per il miglioramento della vita nelle 'cités', le periferie abitate da immigrati. Il Corano, per gli oratori, non è ostile al progresso nè alla democrazia nè alle donne nè al successo sociale ed economico. Anzi è "dovere dei musulmani" incoraggiare i successi scolastici ed economici dei loro figli, per avere migliori opportunità di integrazione: lo ha detto l'imam di Bordeaux, Tareq Oubrou.
Il tema più spinoso però è rimasto il divieto di mettere il velo nella scuola e negli uffici pubblici, in vigore in Francia dal 2004. Un sistema secondo molti oratori che finisce per incoraggiare le scuole private musulmane dove si seguono i programmi scolastici tradizionali ma "nel rispetto dei principi dell'islam" ha detto il presidente del movimento, Lhaij Thani Breze.
Sabato aveva parlato Hani Ramadan, nipote di Hassan El Banna, fondatore dei Fratelli egiziani musulmani. Ramadan, considerato un radicale, ha parlato della "fobia dell'islam" attribuendola "all'imperialismo economico politico, all'ignoranza e all'incomprensione". Ma ha invitato anche lui i musulmani a votare: "Bisogna incoraggiare il voto, impegnarsi come cittadini e per difendere gli interessi della comunità musulmana".
In Francia per votare bisogna iscriversi alle liste elettorali e quest'anno ci sarebbe un aumento di ben il 10% di cittadini che si sono iscritti. Molti verrebbero proprio dalle 'banlieue' dopo alta è la popolazione musulmana; tutto da vedere resta che impatto avrebbero sul risultato questi nuovi voti.
Era molto atteso il discorso oggi del vicepresidente del movimento, Fouad Alaoui, al convegno annuale del movimento a Le Bourget, alle porte di Parigi. Alaoui si è fatto promotore di un "Islam civico"; se non ha dato esplicitamente il nome del candidato che vorrebbe veder votare al primo turno delle presidenziali domenica 22 aprile, l'unico a cui ha risparmiato critiche è però il centrista Francois Bayrou.
Invece ha biasimato sia il candidato conservatore Nicolas Sarkozy sia la candidata socialista Segolene Royal per il loro atteggiamento nei confronti della comunità musulmana. Sarkozy, perchè criticò le pratiche della Festa del Sacrificio quando disse in televisione che i musulmani "sgozzano le pecore nella vasca da bagno", e perchè stigmatizzò come "feccia" i ragazzi della rivolta delle banlieue. Royal, perchè ha comparato il velo sul capo a una perdita di libertà per le donne.
L'UOIF, fondata nel 1983, è una delle massime componenti del Consiglio francese del Culto musulmano (10 seggi su 49 nel Consiglio di amministrazione; 7 presidenze di Consigli regionali del culto su 25).
Secondo Alaoui, comunque, l'atteggiamento dei candidati verso il culto è importante ma non deve essere l'unico criterio: bisogna considerare le posizioni internazionali (e chiede un impegno per la crisi umanitaria nel Darfur ma senza toccare l'unità del Sudan; una politica filopalestinese; l'appoggio all'ingresso della Turchia nell'Ue).
La riunione, durata tre giorni, ha attirato 150.000 persone e molti oratori hanno insistito sull'importanza di impegnarsi per il rispetto del Corano e per il miglioramento della vita nelle 'cités', le periferie abitate da immigrati. Il Corano, per gli oratori, non è ostile al progresso nè alla democrazia nè alle donne nè al successo sociale ed economico. Anzi è "dovere dei musulmani" incoraggiare i successi scolastici ed economici dei loro figli, per avere migliori opportunità di integrazione: lo ha detto l'imam di Bordeaux, Tareq Oubrou.
Il tema più spinoso però è rimasto il divieto di mettere il velo nella scuola e negli uffici pubblici, in vigore in Francia dal 2004. Un sistema secondo molti oratori che finisce per incoraggiare le scuole private musulmane dove si seguono i programmi scolastici tradizionali ma "nel rispetto dei principi dell'islam" ha detto il presidente del movimento, Lhaij Thani Breze.
Sabato aveva parlato Hani Ramadan, nipote di Hassan El Banna, fondatore dei Fratelli egiziani musulmani. Ramadan, considerato un radicale, ha parlato della "fobia dell'islam" attribuendola "all'imperialismo economico politico, all'ignoranza e all'incomprensione". Ma ha invitato anche lui i musulmani a votare: "Bisogna incoraggiare il voto, impegnarsi come cittadini e per difendere gli interessi della comunità musulmana".
In Francia per votare bisogna iscriversi alle liste elettorali e quest'anno ci sarebbe un aumento di ben il 10% di cittadini che si sono iscritti. Molti verrebbero proprio dalle 'banlieue' dopo alta è la popolazione musulmana; tutto da vedere resta che impatto avrebbero sul risultato questi nuovi voti.
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