Francia. Ustione della pelle curata con le cellule staminali
Per la prima volta, una bruciatura della pelle per irradiazione e' stata curata e guarita tramite trapianto di cellule staminali provenienti dal midollo osseo dello stesso paziente. La terapia cellulare innovativa e' stata presentata, il 24 marzo, da Jean-Jacques Lataillade, direttore del laboratorio di ricerca del centro di trasfusione sanguigna dell'esercito, durante la visita del ministro della Difesa al centro di ricerca dei servizi sanitari di Grenoble. Finora questo tipo di trattamento era stato realizzato solo su animali.
L'intervento ha avuto luogo un mese e mezzo fa su un giovane operaio, vittima di un incidente all'estero. L'uomo aveva manipolato senza precauzione una cinepresa contenente una fonte radioattiva e, nei giorni successivi, gli si erano formate sulle dita della mano destra le caratteristiche bruciature da irradiazione, che di solito portano all'amputazione. "Per evitarla, abbiamo prelevato del midollo osseo dal paziente e abbiamo isolato le cellule staminali mesenchimali li' contenute". Queste cellule staminali, capaci di trasformarsi in cellule dell'epidermide, sono poi state coltivate in laboratorio con dei fattori di crescita "nelle condizioni conformi a quelle prescritte dall'agenzia di sicurezza sanitaria dei prodotti sanitari (Afssaps)", precisa Lataillade. Infine sono state trapiantate. La mano del giovane ha ritrovato il suo aspetto normale e la sensibilita', lui si e' completamente ristabilito e sono spariti i fortissimi dolori che provava. "Non si tratta di un esperimento clinico, ma di un trattamento compassionevole, autorizzato dall'Afssaps di fronte a un'irradiazione", insiste il direttore del laboratorio. Tuttavia, questo genere di terapia cellulare potra' essere riproposto in futuro. Il laboratorio di ricerca del centro trasfusionale dell'esercito persegue altre ricerche sulle cellule staminali mesenchimali. L'intento e' di produrre in coltura l'epidermide destinata a trattare grandi ustioni e a riparare le fratture con perdita di sostanza ossea. In quest'ultimo caso, il trattamento, ancora allo stadio sperimentale, combina l'utilizzo di biomateriali compositi, di cellule staminali e di colla biologica, prodotta a partire da piastrine del sangue.
L'intervento ha avuto luogo un mese e mezzo fa su un giovane operaio, vittima di un incidente all'estero. L'uomo aveva manipolato senza precauzione una cinepresa contenente una fonte radioattiva e, nei giorni successivi, gli si erano formate sulle dita della mano destra le caratteristiche bruciature da irradiazione, che di solito portano all'amputazione. "Per evitarla, abbiamo prelevato del midollo osseo dal paziente e abbiamo isolato le cellule staminali mesenchimali li' contenute". Queste cellule staminali, capaci di trasformarsi in cellule dell'epidermide, sono poi state coltivate in laboratorio con dei fattori di crescita "nelle condizioni conformi a quelle prescritte dall'agenzia di sicurezza sanitaria dei prodotti sanitari (Afssaps)", precisa Lataillade. Infine sono state trapiantate. La mano del giovane ha ritrovato il suo aspetto normale e la sensibilita', lui si e' completamente ristabilito e sono spariti i fortissimi dolori che provava. "Non si tratta di un esperimento clinico, ma di un trattamento compassionevole, autorizzato dall'Afssaps di fronte a un'irradiazione", insiste il direttore del laboratorio. Tuttavia, questo genere di terapia cellulare potra' essere riproposto in futuro. Il laboratorio di ricerca del centro trasfusionale dell'esercito persegue altre ricerche sulle cellule staminali mesenchimali. L'intento e' di produrre in coltura l'epidermide destinata a trattare grandi ustioni e a riparare le fratture con perdita di sostanza ossea. In quest'ultimo caso, il trattamento, ancora allo stadio sperimentale, combina l'utilizzo di biomateriali compositi, di cellule staminali e di colla biologica, prodotta a partire da piastrine del sangue.
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